C'era un'epoca, una volta, fatta di intrattenimento tangibile, molto distante da quella attuale in cui i videogame rischiano di trasformarsi in un qualcosa di solo ed esclusivamente digitale. Sarà per una sorta di nostalgia retrogaming che colpisce oggi i millenials, ma è abbastanza certo che tutti gli appassionati di cultura nerd e calcio non hanno mai dimenticato l'epoca in cui la Fiorentina ebbe il suo Game Boy Pocket ufficiale. E allora oggi facciamo un salto indietro nel passato, andando a riscoprire la storia che ha legato la Viola alla Nintendo, portando a una delle console più rare e ricercate del momento. 

 

Fiorentina e il Game Boy Pocket: la collaborazione con Nintendo

 

Verso la fine degli anni '90 il calcio italiano era nel pieno della sua bellezza. Era l'epoca delle Sette Sorelle, di grandi campioni che da tutto il mondo volevano trasferirsi in Serie A e di una Nazionale che si preparava a vincere il suo quarto Mondiale alcuni anni dopo. E anche chi giocava ai videogiochi stava vivendo un periodo d'oro, perché la prima PlayStation aveva invaso il mercato, trasformandolo e rivoluzionandolo. 

 

Ed è proprio in quegli anni che la Nintendo, storica azienda giapponese di videogame, sceglie di investire nel nostro paese per contrastare l'ascesa dell'altra console nipponica. Tramite GiG, avvia una collaborazione importantissima con la Fiorentina che porterà alla realizzazione di una delle magliette più iconiche del calcio italiano: quella della Viola targata, appunto, Nintendo. 

 

La collaborazione tra Nintendo e Fiorentina, però, non si fermò al logo sulla maglietta indossata da Batistuta, Rui Costa e compagni. No, perché anche Super Mario venne coinvolto. Il famosissimo idraulico dell'"It's-a me, Mario" era presente un po' ovunque ciò che riguardava la squadra: su alcune t-shirt, sul pullman della squadra o anche sui tabelloni che riportavano il risultato del match. Quando la Viola segnava un gol al Franchi, Super Mario esultava su quel maxi-schermo (e per un periodo c'è stato anche Wario, il suo nemico, a esultare quando la Fiorentina subiva una rete. Poi venne rimosso). 

 

Ma non finisce qui, perché poi questa unione tra calcio e videogiochi ha dato vita a un oggetto diventato quasi leggenda: il Game Boy Pocket della Fiorentina. Una console che fu creata senza sapere in che cosa si sarebbe trasformata. Oggi pochi la possiedono, altri addirittura pensano che non sia mai esistita. 

 

La rarità del Game Boy della Fiorentina: quanti pezzi esistono, valore e prezzo

 

Grigio metallizzato, con il logo della Fiorentina al centro, una targhetta di Super Mario a sinistra e una cornice dello schermo di colore argento o nero. Questo è l'identikit di uno degli oggetti più ambiti dai collezionisti che unisce in un modo unico i due immensi mondi dei videogiochi e del calcio. In realtà, il Game Boy Pocket della Fiorentina è nato in occasione della stagione 1997/98 ed è stato distribuito in modalità differenti. Tre, nello specifico: una per lo staff tecnico, uno personalizzato per pochi utenti e poi la vendita limitata al pubblico

 

La versione per lo staff comprende versioni che sono state distribuire a calciatori, personale dello staff della Fiorentina e, secondo alcune ricostruzioni, anche alle aziende di Nintendo Giappone e USA. Non ha il LED rosso di accensione e la cornice dello schermo è argentata. La confezione era particolare e includeva i giochi Super Mario Land e Soccer. Dopodiché c'era la versione personalizzata, distribuita solo a pochi fortunati che potevano essere parenti o persone vicine sempre alla Fiorentina. Quest'ultimo aveva una targhetta applicata alla console che aveva il nome e il cognome puntato del destinatario inciso sopra. A dire la verità, entrambi i due Game Boy non avevano il LED rosso che poi è stato introdotto in quello della seconda generazione. 

 

Led che infatti, per l'appunto, era invece presente nella versione del Game Boy Pocket della Fiorentina venduto al pubblico. Ma le copie erano limitatissime, distribuite solamente ad alcuni punti fisici e infatti avevano una numerazione specifica. Dietro alla quantità di console prodotte c'è un mistero che è legato al tempo: si parla del fatto che possano essere state fatte 3000 console in totale, ma in realtà potrebbero essere addirittura meno di mille

 

Tutto ciò, naturalmente, ha trasformato il Game Boy della Fiorentina in una console rarissima per i collezionisti di videogiochi e di cimeli sportivi. Si stima, infatti, che i pochi pezzi rimasti possano addirittura arrivare a costare diverse migliaia di euro. Il suo valore, dunque, non farà che lievitare nel tempo vista anche la limitata possibilità di trovarne uno.