World Cup 2026
Il meglio e il peggio dei Mondiali 2026: il pagellone da 1 a 10 della competizione
E anche questi Mondiali 2026, gli ennesimi senza l'Italia, sono terminati. Un'edizione strana, diversa, con tante cose che hanno fatto divertire e altrettante che hanno fatto discutere. E allora oggi, per celebrare la fine di questa lunghissima Coppa del Mondo (che comunque ci mancherà), abbiamo realizzato il nostro pagellone con tutti i voti che vanno da 1 a 10. Chi si sarà preso il voto più alto? Basta continuare a leggere per scoprirlo.
Pagellone dei Mondiali 2026: tutti i voti da 1 a 10
Questo il nostro pagellone dei Mondiali 2026: da 1 a 10 tutti i voti assegnati ai protagonisti della Coppa del Mondo che si è disputata tra Stati Uniti, Canada e Messico. Per assegnare dieci voti abbiamo dovuto tenere fuori tanti protagonisti, è vero, ma solo si migliori (o si peggiori) spettava un posto in questa illustre selezione. Ecco allora tutti i nostri voti.
- Paredes, Gavi e la rissa nel finale della finale
- Gli "alieni" del Brasile che non hanno fatto paura
- Il playback all'Halftime Show e un'esibizione un po'... così
- Una finale non proprio divertente
- CR7 e un addio poco apparsiscente
- La finalina tra Inghilterra e Francia
- Vozina, la Norvegia di Haaland e i tanti meme di questo Mondiale
- Come i gol di Messi
- Il capocannoniere: Kylian Mbappé
- Ferran, de la Fuente e una Spagna imbattibile
1) Paredes, Gavi e la rissa nel finale della finale
E partiamo con la finale dei Mondiali 2026, quella tra Spagna e Argentina che non è che ci abbiano fatto divertire poi così tanto (ma ci arriveremo). Una volta arrivati al fischio finale, però, è successo un po' di tutto con una rissa tra Paredes e altri calciatori della nazionale spagnola. Immagini brutte, che non si addicono di certo a una finale di Coppa del Mondo appena terminata, dove comunque dovrebbe regnare gioia e un po' di buon senso da parte degli sconfitti. E invece sono volati calci e mani al collo.
Ma la cosa più divertente di tutte, se proprio vogliamo trovarla, è stata la giustificazione dei calciatori dell'Argentina e poi, successivamente, quella di Gavi della Spagna. I calciatori dell'Albiceleste, in sintesi, hanno spiegato che Paredes ha perso le staffe perché alcuni calciatori avversari avevano commentato come fosse impossibile, ora che Messi lascierà la nazionale, vincere per loro. Gavi, poi, ha riportato una versione dei fatti diversa. Beh, se pensate che abbia usato parole più leggere di quelle degli argentini, vi sbagliate di grosso.
"Gli ho semplicemente chiesto: 'Infantino non ha risposto alle vostre chiamate stavolta?' Nel momento in cui l'ho detto, ha completamente perso la testa. Non mi ha nemmeno lasciato finire. Cosa volevo dirgli ancora? Che il calcio ha finalmente battuto la corruzione".
In pratica, è riuscito a essere molto più polemico degli argentini stessi, che erano quelli che accusavano di essere stati provocati.
2) Gli "alieni" del Brasile che non hanno fatto paura
Un Brasile poco brillante che ha anche rischiato di farsi rapire dagli alieni, ma che di suoi (di alieni intendiamo) ne ha mostrati pochi. Vinicius è sempre Vinicius, ok, ma il Mondiale dei verdeoro è stato davvero poco convincente. Perdere contro questa Norvegia non è stato umiliante, è vero, ma la squadra di Ancelotti non ha mai dato la sensazione di poter essere davvero in corsa per la coppa. Di certo non hanno aiutato le tante polemiche in patria, come quella su Endrick da cui sono nati tantissimi meme. Ma poi l'ex Lione anche, quando ha avuto la più grande occasione della competizione, ha fallito lasciando il Brasile in una situazione un po' opaca.
3) Il playback all'Halftime Show e un'esibizione un po'... così
Quando iniziarono i preparativi dei Mondiali 2026 si parlò tantissimo del primo Halftime Show nel mondo del calcio. C'erano grandi aspettative, ma anche parecchi dubbi come quello sulla sua durata. Da questo punto di vista non è andata benissimo, perché invece che i canonici 15 minuti, l'intervallo è durato quasi mezz'ora (non è ottimo per i muscoli degli atleti).
Ma è lo show stesso che ha poi lasciato perplessi alcuni spettatori, soprattutto per il tanto playback utilizzato che non ha esaltato i grandi cantanti scesi in campo tra il primo e il secondo tempo di Spagna-Argentina. Carine le coreografie, che hanno dovuto mantenere comunque un aspetto semplice e pulito per permettere a chi di dovere di poter smontare il tutto in tempo per far ricominciare la partita. E ci ha anche rimediato un momento tanto divertente, dai: Madonna, Ronaldino e Ronaldo che entrano in campo con una macchina in stile "Ciao Darwin".
4) Una finale non proprio divertente
Ecco, se dall'Halftime Show qualcosa di divertente comunque è uscito fuori, dalla partita invece non è che siano emersi grandi spunti. Sarà stato il nervosismo, sarà stata la stanchezza, ma la finale dei Mondiali 2026 è stata una delle meno divertenti delle ultime edizioni dal punto di vista del calcio giocato.
L'Argentina non ha mai tirato nei novanta minuti regolamentari, arrivando a un paio di conclusioni (non in porta) solamente nel secondo tempo supplementare. La Spagna ha sì dominato il campo con la sua costruzione di gioco cervellotica e brillante, ma poi sotto porta è stata meno cinica del solito con tanti errori probabilmente caratterizzati dalla giovane età dei protagonisti.
Ma è stata soprattutto l'Albiceleste a deludere. Troppi gli errori commessi in fase di costruzione e imperdonabile il fatto di aver completamente abbandonato l'idea di provare a costruire manovre offensive nel momento in cui Enzo Fernandez si è fatto espellere ingenuamente.
5) CR7 e un addio poco appariscente
Su CR7, ahimé, c'è ben poco da dire. Resta e resterà per sempre uno dei giganti più grandi di questo sport. Ma le parole sono poche di fronte a una performance che è stata un po' opaca, come tutta quella del Portogallo a dire la verità. Un peccato che il suo ultimo Mondiale sia stato così, senza grandi squilli.
6) La finalina tra Inghilterra e Francia
Bellissima eh, super divertente. Ma le difese? Perché i gol ci piacciono e infatti chiunque abbia assistito in diretta alla finalina tra Inghilterra e Francia di certo non si è annoiato. Però un po' più di energia in fase difensiva non sarebbe stato male. Probabilmente il primo gol di Rice è il più bello dei dieci, ma poi c'è stata la doppietta (la quarta del torneo, clamoroso) di Mbappé che gli ha permesso di diventare il miglior marcatore di tutti i tempi ai Mondiali. Insomma, una partita che in qualche modo ha fatto la storia.
7) Vozinha, la Norvegia di Haaland e i tanti meme di questo Mondiale
La storia di Vozinha e dei follower guadagnati ci ha conquistati, così come la nazionale di Curacao che è riuscita comunque a stupirci. Ma poi è arrivata la Norvegia di Haaland, con la sua canzone e i tantissimi meme che lo hanno caratterizzato. Lui, sicuramente, è stato il calciatore più apprezzato e che è riuscito di più a uscire dall'immensa bolla che è il calcio. Ora tutti lo conoscono, anche chi chiama questo sport "soccer" e chi non ha mai visto un pallone rotondo essere calciato (quello ovale della NFL non vale).
E Haaland è stato al gioco, ancora oggi lo è in realtà. Sui social commenta e ride di tutti i meme che lo riguardano, è diventato attivissimo online. Certo, un suo collega per un po' gli ha rubato la scena con un altro meme celebre e con un'altra canzone (quella del "dittatore Mbappé"), ma se dobbiamo trovare un'icona di questa Coppa del Mondo non abbiamo dubbi: è Haaland e la sua Norvegia della Viking Row.
8) Come i gol di Messi
Lionel Messi è infinito, ma adesso ce lo ha dimostrato di nuovo. Non sarà una finale opaca a oscurare quello che l'argentino è stato in grado di fare in questa edizione della Coppa del Mondo. E non sarà nemmeno quel fenomeno francese, che tanti dicano assomigli a Donatello delle Ninja Turtles a farcelo mettere in dubbio. Messi è stato incredibile e l'Argentina, probabilmente, senza lui non sarebbe mai e poi mai arrivata in finale.
A 39 anni, con una carriera lontana oramai dal calcio europeo che conta, è stato decisivo sempre. 8 gol e 4 assist in 8 partite disputate, in alcuni momenti sembrava quello del Barcellona di Guardiola. Scendeva sulla linea dei centrocampisti, prendeva il pallone abbassando lo sguardo e con quella corsa caratterizzata dal suo baricentro basso risaliva il campo. Passi frequenti, rapidi, veloci. Tanti tocchi che portano la palla a essere sempre pronta per essere nascosta. E non gliela toglieva mai nessuno, infatti. Poi una visione di gioco spaziale, per nulla deteriorata, e una capacità di segnare che insomma, è quella di un fenomeno intramontabile. Messi ha chiuso il suo ultimo Mondiale con un altro secondo posto, è vero, ma ci ha regalato tanto tanto divertimento. E gliene siamo grati.
9) Il capocannoniere: Kilyan Mbappé
Lui invece fa proprio paura. E non è per via del meme del dittatore, diciamo sul serio. 22 gol in 22 partite in un Mondiale, ha battuto il record che apparteneva a Klose prima che iniziasse la Coppa del Mondo 2026 e che poi Messi aveva preso con forza sin dalle prime partite. E vista la sua età potrà ancora disputare almeno altri due Mondiali nel pieno delle sue forze. Sta riscrivendo la storia del calcio per nazionali a suon di gol e probabilmente nessuno riuscirà a fermarlo o a superarlo nei prossimi decenni. Impressionante Mbappé.
10) Ferran, de la Fuente e una Spagna imbattibile
Infine, il voto più alto non poteva non andare ai campioni del mondo: la Spagna. Una squadra senza protagonisti, dove brilla il gruppo per intero. Perché c'è stato Lamine Yamal, è vero, ma anche Rodri, un super Unai, Mikel Merino, Olmo, Pedro Porro e ci fermiamo perché sennò nominiamo tutta la squadra. Una formazione che è sembrata nuovamente essere guidata da de la Fuente come fosse un videogame: veloce, tattica, intelligente. Scambi frequenti e impossibili da anticipare per gli avversari e una qualità tecnica molto al di sopra della media.
E poi c'è stato tanto cinismo anche in fase di non possesso, perché solo un uomo ha segnato a questa squadra in tutto il Mondiale: De Ketelaere. Il belga potrà essere contento di ciò, perché Unai ha chiuso la porta a chiunque.
Infine, c'è Ferran Torres, un altro degli eroi che però erano meno attesi. La storia ce lo ricorda sempre, ma tendiamo a dimenticarcelo. Durante la finale i nostri occhi erano su Messi e Lamine Yamal, ma se c'è una costante nella storia dei Mondiali è proprio questa: i gol decisivi li fanno sempre i giocatori che ti aspetti meno. L'Italia è legata a Grosso per la semifinale con la Germania e per l'ultimo, decisivo, rigore contro la Francia. L'Argentina ricorderà ancora il guizzo di Gotze nel 2014 e oggi quello di Ferran Torres che si è fatto trovare pronto al momento giusto e al posto giusto.