Con una prova di forza assoluta George Russell domina a Baku e vince il Gran Premio dell'Azerbaijan in volata su Max Verstappen. Non solo la vittoria, ma anche il giro veloce a la pole position centrata durante le qualifiche: il pilota Mercedes fa la voce grossa e ora, a 8 GP dal termine, il mondiale è più aperto che mai. E il prossimo appuntamento sarà un unicum vero e proprio: il Gran Premio del Bahrain, in programma da venerdì 2 (con le prime due sessioni di prove libere) a domenica 4 ottobre (con la gara in programma dalle ore 9:00. La particolarità? Il GP, seppure denominato ancora del Bahrain, non si correrà a Sakhir come originariamente previsto ma a chilometri e chilometri di distanza: a Sepang, in Malesia.

 

F1, il GP del Bahrain in Malesia: perché?

 

Ma per quale motivo si è deciso di far correre un Gran Premio in un altro Paese? Il fine settimane che vedrà il GP andare in scena sarebbe dovuto essere privo di gare, ma l'attuale situazione geopolitca del Medio Oriente, ha portato alla cancellazione del Gran Premio di Jeddah, in programma il 19 aprile, e quello della settimana precedente (il 12 di aprile), che sarebbe dovuto andare in a Sakhir, appunto in Barein. Al netto di tutto almeno il primo dei due appuntamenti verrà comunque recuperato.

 

E così si è deciso di far disputare il GP del Bahrain sullo storico circuito di Sepang, in Malesia. Si tratta di un caso unico e senza precedenti nella storia della F1. Nonostante si corra in Malesia, l’evento ha infatti mantenuto comunque la denominazione ufficiale di Gran Premio di Bahrain. Il motivo? Questo perché il governo del Bahrain ha deciso di farsi comunque carico di quasi l'interezza dei costi dell’organizzazione, mantenendo però contemporaneamente i diritti commerciali.

 

F1, il Gran Premio del Bahrain a Sepang: il precedente e la divisione delle spese

 

Il Bahrain ha versato a Liberty Media (l'azienda che controlla i diritti commerciali della F1) la tassa d’iscrizione per disputare il Gran Premio (si parla di una cifra compresa tra i 70 e gli 80 milioni di dollari). Questa è la condizione che garantisce al Bahrain di mantenere intatti tutti i propri diritti contrattuali e commerciali, nonostante, al netto di tutto, la gara si svolga fisicamente a oltre 6.000 km di distanza. E la Malesia cosa pagherà? "Soltanto" metà delle spese di preparazione del circuito (l’altra metà è a carico del governo del Bahrain). In sostanza, il Bahrain ha letteralmente affittato un autodromo per disputare il Gran Premio che non può tenere sul proprio territorio. Ma ci sono dei precedenti?

 

Anche se esistano precedenti di Gran Premi corsi su altri territori nella storia della F1, questa situazione rappresenta una novità. Non era mai capitato che un Gran Premio spostasse la propria sede a stagione in corso, andando, tra l'altro, a migliaia di chilometri di distanza. In realtà, le denominazioni cross-border erano dei tentativi per avere due circuiti della stessa nazione in calendario. Qui invece si sta vivendo una dinamica opposta, una nazione affitta un autodromo, dove peraltro si è sempre corso il Gran Premio di Malesia, per avere il proprio GP. In sostanza si è davanti a qualcosa di completamente nuovo in 77 edizioni del Mondiale di Formula 1

 

F1, la classifica piloti prima del GP del Bahrain

 

  1.  Antonelli Andrea Kimi (Mercedes) 302
  2.  Russell George (Mercedes) 236
  3.  Hamilton Lewis (Ferrari) 199
  4.  Norris Lando (McLaren) 186
  5.  Leclerc Charles (Ferrari) 179
  6.  Verstappen Max (Red Bull) 163
  7. Piastri Oscar (McLaren) 120
  8. Hadjar Isack (Red Bull) 86
  9. Lawson Liam (Racing Bulls) 59
  10. Gasly Pierre (Alpine) 41