Il fuorionda di Francesco Bagnaia durante il weekend di Misano ha fatto discutere il paddock della MotoGP. Una conversazione con Fabio Di Giannantonio, ripresa dalle telecamere di DAZN Spagna, ha acceso il dibattito sul momento difficile attraversato dal pilota Ducati e soprattutto sul rapporto con il team di Borgo Panigale.

 

A far parlare sono state poche parole pronunciate da Bagnaia mentre spiegava al collega le difficoltà incontrate in sella alla sua Ducati. Dichiarazioni che, una volta diffuse, hanno alimentato diverse interpretazioni. Nei giorni successivi è però arrivato prima il chiarimento dello stesso Pecco e poi quello della Ducati, che ha escluso conseguenze e considerato chiuso il caso.

 

Cosa ha detto Bagnaia nel fuorionda con Di Giannantonio

 

L'episodio risale al GP di San Marino a Misano. Nel video Bagnaia parla con Fabio Di Giannantonio dei problemi che sta incontrando sulla moto, descrivendo in particolare una sensazione negativa in frenata: per Pecco, quando stacca, è "come frenare con la frizione tirata". Di Giannantonio gli suggerisce allora di provare una configurazione più vicina al setup base utilizzato sulla sua Ducati. È a quel punto che arriva la frase destinata a far discutere: "Non me lo fanno fare".

 

Parole che inizialmente sono state interpretate come un riferimento a un possibile limite imposto dalla squadra nelle scelte tecniche di Bagnaia. Il contesto, del resto, è quello di un periodo particolarmente complicato per il pilota italiano, che nelle ultime gare ha faticato a ritrovare le sensazioni e i risultati delle stagioni precedenti.

 

La spiegazione di Bagnaia: "Parole fuori contesto"

 

A distanza di pochi giorni, Bagnaia è tornato sull'episodio spiegando il significato della frase. Secondo il pilota Ducati, il video avrebbe mostrato solo una parte della conversazione e le sue parole sarebbero state estrapolate dal contesto. Pecco ha chiarito che non si riferiva a un'impossibilità generale di modificare la moto, ma a soluzioni tecniche già provate più volte in precedenza. Il team, secondo la sua ricostruzione, non avrebbe quindi voluto ripetere ulteriormente test già effettuati senza risultati.

 

Bagnaia ha anche ribadito il sostegno ricevuto dalla squadra: "La squadra sta dando il massimo per aiutarmi", sottolineando come Ducati abbia continuato a lavorare per trovare una soluzione alle sue difficoltà. Il pilota ha comunque ammesso di aver utilizzato un'espressione non corretta e ha criticato la diffusione di una conversazione che considerava privata e priva del contesto necessario per comprenderne appieno il significato.

 

La reazione della Ducati al fuorionda di Bagnaia

 

Dopo le prime indiscrezioni su un possibile malumore interno, è arrivata anche la posizione della Ducati, che ha ridimensionato definitivamente la vicenda. A parlare è stato il direttore sportivo Mauro Grassilli, che ha raccontato di un incontro con Bagnaia avvenuto nella serata di mercoledì. Il confronto si sarebbe svolto in un clima tranquillo e avrebbe permesso alle parti di chiarire quanto accaduto.

 

"Da persone mature ci siamo trovati con Pecco, ne abbiamo parlato", ha spiegato Grassilli, aggiungendo che quanto emerso dal fuorionda è stato discusso direttamente con il pilota. La Ducati ha quindi escluso particolari strascichi. Grassilli ha sottolineato che il team continuerà a lavorare fino alla fine della stagione per mettere Bagnaia nelle migliori condizioni possibili: "Lavoriamo, stiamo lavorando e lavoreremo fino a Valencia per cercare di dare a Pecco quello di cui necessita".

 

Bagnaia e Ducati, il caso è (davvero) chiuso?

 

Il fuorionda arriva in un momento delicato della stagione di Bagnaia, alle prese con difficoltà tecniche e risultati lontani dalle aspettative. Proprio per questo, la frase pronunciata nel dialogo con Di Giannantonio aveva alimentato rapidamente dubbi e interpretazioni sul rapporto tra il pilota e la squadra.

 

Le dichiarazioni successive hanno però ridimensionato il caso. Bagnaia ha ribadito la fiducia nel supporto della Ducati, mentre da Borgo Panigale è arrivata la conferma di un confronto diretto e senza conseguenze. Per il momento, quindi, la polemica sembra essersi chiusa: l'obiettivo comune resta quello di ritrovare competitività e sensazioni in pista nel finale della stagione MotoGP.