Alessandro Bastoni ha rimediato un cartellino rosso nel finale del primo tempo di Bosnia-Italia. Il difensore dell'Inter è stato protagonista di un intervento ingenuo e irruento, nel tentativo di rimediare a un errore del suo portiere, che ha complicato (e non poco) i piani della Nazionale nella finale dei playoff Mondiali. Andando ad analizzare l'azione, il fallo del calciatore classe '99 era effettivamente da rosso? Cosa dice il regolamento sull'intervento di Bastoni in Bosnia-Italia? Scopriamolo insieme. 

 

È stato giusto espellere Bastoni in Bosnia-Italia?

 

Tutto è nato da un brutto rilancio di Donnarumma, che ha favorito il recupero palla della Bosnia. Lanciato in profondità, Memic è stato letteralmente steso da Alessandro Bastoni che, nell'intervento, non è andato troppo per il sottile. Scivolata in ritardo del difensore dell'Inter e cartellino rosso per Bastoni, che ha atterrato il calciatore bosniaco che si era allungato la sfera e, seppur in posizione un po' defilata, era già pronto all'ingresso in area per presentarsi a tu per tu con l'estremo difensore azzurro. Il regolamento, in questi casi, parla chiaro, con l'episodio che rientra nella casistica del DOGSO

 

Bastoni in Bosnia-Italia: la decisione di Turpin e i 4 criteri

 

L'arbitro Turpin non ha avuto alcun dubbio, e ha immediatamente estratto il cartellino rosso. Una decisione che si è rivelata esser giusta in termini di regolamento, come confermato anche dalla reazione di un rassegnato Bastoni, che non ha mai protestato, al contrario dei suoi compagni. Il direttore di gara si è reso conto della presenza di tutti e 4 i criteri del DOGSO, l'acronimo inglese che sta per Denying and Obvious Goal-Scoring Opportunity. In altre parole, il negare un'evidente opportunità di segnare una rete che porta all'espulsione diretta. 

 

Cosa dice il regolamento sul fallo di Bastoni su Memic

 

Ma quali sono i 4 criteri previsti dal regolamento? Prima di tutto, la distanza tra il fallo e la porta, con l'intervento del nerazzurro avvenuto in una zona tale da rendere l'occasione da gol imminente o molto probabile. Poi bisogna considerare la direzione generale dell'azione: Memic doveva puntare direttamente verso la porta avversaria e non allargarsi o allontanarsi dalla stessa. Terzo elemento è la probabilità di mantenere il controllo della sfera che, in questo caso, era nella totale disponibilità del calciatore bosniaco. Infine, la posizione e il numero dei difendenti. Gli altri azzurri, infatti, non sarebbero potuti intervenire e fare da ostacolo tra Memic e Donnarumma.