Come un incubo che ritorna: l'Italia di Gennaro Gattuso cade a Zenica e fallisce la terza qualificazione consecutiva a un campionato del Mondo. Fatali per gli Azzurri i tiri di rigore, con gli errori dagli 11 metri di Pio Esposito (alto) prima e Cristante (traversa) poi risultati decisivi. Perfetti invece i bosniaci, che non tremano dal dischetto e conquistano una qualificazione, alla fine, anche meritata. E quindi, come racconta la storia, chi vince esulta mentre chi perde, invece, spiega.

 

Tanti, se non tutti, devono essere considerati a rischio, anche solo per testimoniare la consapevolezza di essere artefici (chi più chi meno) dell'ennesimo fallimento del movimento. Legittimo aspettarsi anche un passo indietro da parte del Presidente Federale, Gabriele Gravina, al secondo mondiale consecutivo mancato. Al termine della gara però il numero uno della FIGC, presentatosi in conferenza stampa, non ha parlato di dimissioni, rimettendo ogni qual tipo di decisione al Consiglio Federale.

 

Il futuro di Gravina in mano al Consiglio Federale: ecco quando ci sarà

 

Come detto, sul futuro della sua posizione Gravina ha preso tempo: "Mi prendo le mie responsabilità, ma c’è una sede deputata a fare le valutazioni, il Consiglio Federale" il suo esordio in conferenza stampa. Ma quando andrà in scena il Consiglio Federale? "Ho già chiesto di convocare il Consiglio Federale per la prossima settimana. Lì verranno fatte approfondite valutazioni che riguarderanno anche l’intero sistema calcistico italiano, perché è evidente che stiamo vivendo una grande crisi. Purtroppo si pensa che la Federazione possa decidere, scegliere come costituire una squadra, ma qui c’è una riflessione molto ampia da fare e a questa ci dedicheremo la prossima settimana".

 

Il dubbio però è quasi consequenziale: in che modo un Consiglio che ha appoggiato Gravina durante la sua rielezione potrebbe sfiduciare lo stesso? Difficile immaginarlo, l'attesa, al momento, è l'unica soluzione.

 

Futuro Gravina: i possibili scenari e i nomi per sostituirlo

 

Dopo le mancate dimissioni a Zenica, è difficile credere che Gravina decida autonomamente di fare un passo indietro durante il Consiglio Federale, nel quale gode ancora della fiducia di tutti. Quale scenari possono quindi verificarsi? Dovrebbero infatti verificarsi delle condizioni ben precise per il commissariamento e una sconfitta sul campo, per quanto con riflessi anche economici più che pesanti, non rientra tra queste.

 

Mai, nella storia, una Nazionale di calcio campione del Mondo aveva mancato per tre volte consecutive la qualificazione al Mondiale. All'Italia lo sgradito compito di riscrivere questa, triste, pagina storia: una situazione che deve, obbligatoriamente, invitare e portare chi di dovere a compiere importanti riflessioni sugli errori passati e dia modo di programmare, senza indugi, un futuro. Futuro che, al momento, appare interamente grigio e incerto.

 

Gravina: chi prenderebbe il suo posto in caso di dimissioni?

 

E intanto, in attesa di capire quello che succederà all'interno del Consiglio Federale, ci si interroga già su chi possa essere il successore di Gabriele Gravina come Presidente federale. Come possibile sostituto si parla di Giovanni Malagò, che al Coni ha ancora il suo consenso e raccoglierebbe ancora un numero cospicuo di voti. Tra i possibili nomi anche quello dell'attuale presidente della Serie C, Matteo Marani, che potrebbe ripercorrere le orme di Gravina stesso.

 

Nel frattempo, in attesa di una svolta, si continua con lo scarico delle responsabilità: "La crisi è grande, bisogna ridisegnare il calcio: ma si parla della Figc come dell'unico attore, quando invece la federazione fa sintesi. Ci sono le Leghe, ci sono i club. Per questo serve una riflessione più grande, per cambiare le cose". Il solito, continuo, gioco delle colpe: che troppe volte si è conclusa in un nulla di fatto. Epilogo, questa volta, inammissibile. Il disastro di Zenica pesa come non mai: sul movimento, sui tifosi e sul Paese intero.