Continua il percorso dell’Italia verso quello che, per gli azzurri, rappresenta molto più di un semplice spareggio. Dopo aver evitato lo spettro della cosiddetta “amichevole della vergogna” grazie al successo contro l’Irlanda del Nord, la Nazionale di Gattuso ha conquistato l’accesso alla finale dei play-off, ultimo e decisivo ostacolo sulla strada che porta al Mondiale 2026. Un passaggio fondamentale, che consente all’Italia di restare pienamente in corsa per interrompere un’assenza che, in casa azzurra, pesa ormai da troppo tempo.

 

Adesso, però, arriva il momento della verità. Davanti a Donnarumma e compagni ci sarà la Bosnia, ultimo avversario da superare per staccare finalmente il pass per la prossima Coppa del Mondo. Ma cosa succederebbe in caso di vittoria? E cosa accadrebbe, invece, se l’Italia dovesse fermarsi proprio sul più bello? Dalla qualificazione diretta al terzo Mondiale consecutivo mancato, ecco nel dettaglio tutti gli scenari possibili dopo Italia-Bosnia.

 

Playoff Mondiali 2026: cosa succede se l'Italia perde contro la Bosnia?

 

Per l’Italia, una sconfitta contro la Bosnia aprirebbe uno scenario ai limiti dell’apocalittico sul piano sportivo. Gli azzurri fallirebbero infatti l’accesso al Mondiale 2026, restando fuori dalla Coppa del Mondo per la terza edizione consecutiva dopo le clamorose esclusioni da Russia 2018 e Qatar 2022. Un’eventualità che trasformerebbe quella di Zenica in un'altra delle serate più amare della storia recente del calcio italiano, certificando un fallimento di sistema difficile da ridurre al solo risultato di novanta minuti.

 

Perché, a quel punto, il problema andrebbe ben oltre il campo. Restare fuori anche dal Mondiale negli Stati Uniti significherebbe aprire inevitabilmente una riflessione profonda sull’intero movimento calcistico italiano, dalla Serie A fino ai settori giovanili, passando per le categorie minori e per un sistema di formazione che, da anni, fatica a produrre continuità, identità e ricambio ad alto livello. Sarebbe il segnale definitivo di una crisi strutturale, non più rinviabile né mascherabile dietro un singolo episodio o una serata storta.

 

E pensare che quello di Zenica, per l’Italia, si preannuncia tutt’altro che un appuntamento semplice. La Bosnia potrà infatti contare sulla spinta di un ambiente caldissimo, in uno stadio che si prepara a trasformarsi in una bolgia e che renderà ancora più delicato un confronto già pesantissimo di suo. Anche per i bosniaci, del resto, la posta in palio è enorme: pure per loro il 2014 rappresenta l’ultima apparizione a un Mondiale e la Nazionale guidata in campo dall’eterno Edin Dzeko sogna di regalarsi un’ultima, storica, notte da protagonista. Per il veterano bosniaco, inoltre, potrebbe trattarsi davvero dell’ultima occasione per prendere parte a una Coppa del Mondo prima della fine della carriera.

 

In caso di ko, all’Italia non resterebbe altro che ripartire da zero, con lo sguardo rivolto ai Mondiali del 2030, quelli del centenario, che potrebbero addirittura aprirsi a un format ancora più largo, fino a 64 squadre partecipanti. Un’eventuale qualificazione, sulla carta, potrebbe risultare più accessibile rispetto al passato, ma non basterebbe certo affidarsi ai numeri o alla semplice statistica. Servirebbe piuttosto un nuovo inizio vero, profondo, costruito dalle fondamenta, con un progetto tecnico credibile, duraturo e possibilmente affidato a un commissario tecnico capace di accompagnare la rifondazione per l’intero quadriennio. Perché fallire ancora, stavolta, significherebbe molto più che perdere una partita: significherebbe ammettere che il calcio italiano, così com’è, non è più in grado di stare al passo con il proprio passato.

 

Cosa succede se l'Italia batte la Bosnia?

 

In caso di vittoria contro la Bosnia, per l’Italia si aprirebbero inevitabilmente le porte della festa. Ma sarebbe una festa da vivere con entusiasmo, sì, senza però dimenticare quanta strada ci sia ancora da fare. Perché il primo obiettivo, quello più urgente e più pesante da raggiungere, sarebbe finalmente centrato: gli azzurri tornerebbero infatti a disputare un Mondiale, rimettendo il proprio nome dove la storia e il blasone di questa Nazionale impongono di stare.

 

Del resto, l’Italia non è una selezione qualunque nel panorama calcistico internazionale. Gli azzurri fanno parte di un club ristrettissimo di Nazionali capaci di vincere la Coppa del Mondo per ben quattro volte, un traguardo raggiunto solo dal Brasile e condiviso con la Germania. Un’eredità gigantesca, che rende ancora più difficile da spiegare l’assenza dell’Italia dalle ultime due edizioni del torneo. Ed è forse proprio questo il dato più straniante: esiste ormai un’intera generazione di giovani tifosi che non ha mai visto l’Italia giocare una fase finale del Mondiale. Un’anomalia storica che, in caso di successo a Zenica, verrebbe finalmente cancellata.

 

La qualificazione, però, rappresenterebbe soltanto il primo passo. Con la vittoria contro la Bosnia, infatti, l’Italia verrebbe inserita nel gruppo B della Coppa del Mondo 2026, dove troverebbe sul proprio cammino Canada, Qatar e Svizzera. Un girone tutt’altro che banale, ma che sulla carta non toglierebbe agli azzurri la concreta possibilità di centrare l’accesso alla fase a eliminazione diretta. Un traguardo che, per la Nazionale italiana, assumerebbe già un peso specifico enorme, considerando che l’ultima partecipazione alla fase finale di un Mondiale risale addirittura al 2006. E, non a caso, quella fu anche l’estate dell’ultimo trionfo iridato.

 

Per questo, l’eventuale vittoria contro la Bosnia andrebbe letta per quello che sarebbe davvero: non la fine del percorso, ma il ritorno a una normalità che all’Italia è mancata troppo a lungo. Il pass per il Mondiale restituirebbe agli azzurri credibilità, prestigio e soprattutto una nuova occasione per rimettersi al centro del calcio che conta. Poi, naturalmente, toccherà al campo dire quanto lontano questa Nazionale potrà davvero spingersi. Ma prima di tutto, a Zenica, ci sarà da riconquistarsi il diritto di esserci.