Canestro
Wembanyama e un DPOY da record: il primo all'unanimità della storia NBA
Non capita spesso di vedere un premio assegnato senza discussioni. Nella NBA il confronto è continuo, le opinioni si dividono, i numeri vengono letti in modi diversi. Eppure, questa volta, non c’è stato spazio per dubbi.
Victor Wembanyama ha vinto il premio di Defensive Player of the Year e lo ha fatto entrando subito nella storia: è il primo di sempre a riceverlo all’unanimità. Un risultato che dice molto più di una semplice stagione giocata ad alto livello.
Quando tutti sono d’accordo, significa che l’impatto è evidente, impossibile da ignorare. E nel caso di Wembanyama, la sensazione è che non si tratti solo di numeri o di prestazioni isolate, ma di qualcosa di più ampio. Una presenza che ha cambiato il modo in cui gli avversari attaccano, il modo in cui le partite si sviluppano, il modo in cui si guarda alla difesa oggi.
Wembanyama e il DOPY da record: come ha fatto a vincere all'unanimità
Per capire perché questo premio abbia un peso così grande, basta guardare ai numeri e al contesto.
Victor Wembanyama è stato votato come miglior difensore stagionale dell’NBA con un consenso totale: tutti e 100 i giornalisti coinvolti lo hanno messo al primo posto. Il premio esiste dal 1983, e da quel momento non era mai successo. Un dettaglio che da solo racconta quanto il suo impatto sia stato chiaro, evidente per chiunque segua la lega.
C’è poi un altro dato che rende tutto ancora più significativo. A 22 anni, Wembanyama è il più giovane di sempre a vincere il Defensive Player of the Year. Un traguardo che di solito arriva dopo anni di esperienza, letture difensive affinate e presenza consolidata, non certo all’inizio del percorso.
E non è finita qui, perché il suo nome è ancora tra quelli in corsa per l’MVP 2026. Un segnale di quanto il suo rendimento non sia limitato a un solo lato del campo, ma abbia un impatto completo sul gioco.
Poi ci sono i numeri puri, quelli che aiutano a dare una forma concreta a tutto questo. Wembanyama ha chiuso la stagione con 3,1 stoppate di media a partita, in modo incredibile è un numero nettamente più alto di qualsiasi altro giocatore della lega. Un dato che nasce dal talento, certo, ma anche da caratteristiche fisiche fuori dal comune. La sua apertura di braccia gli permette di coprire spazi che per altri semplicemente non esistono, trasformando l’area in una zona difficile da attaccare.