Dopo trattative durate oltre un anno, le atlete della WNBA e il sindacato delle giocatrici (la Women's National Basketball Players Association, la Wnbpa) sembrano aver trovato finalmente la giusta quadra. I dibattiti sono lunghi ed estenuanti, con la sensazione inizialmente dilagante di non riuscire mai a mettere d'accordo tutte le parti in causa. Al centro delle discussioni, ovviamente, il tema del salary cap e, più in generale, dei nuovi contratti collettivi. Proprietà, giocatrici e sindacato sono, alla fine, riusciti a trovare il giusto accordo (per il momento solo verbale) che, ora dovrà essere firmato. Nonostante al via della trentesima stagione WNBA manchi poco più di un mese (inizio previsto per l'8 di maggio) l'intesa raggiunta, arrivata dopo oltre 100 ore di maratona negoziale presso l'hotel The Langham di New York, ha definitivamente eliminato ritardi sul calendario ufficiale.

 

Svolta storica in WNBA: i dettagli del nuovo contratto collettivo

 

Il nuovo accordo mira ad andare di pari passo con la vertiginosa crescita avuta dalla lega negli ultimi anni. Di "accordo rivoluzionario", ha parlato Breanna Stewart (2 volte Mvp, tre volte campionessa Wnba) oggi vicepresidente del sindacato. Ma intorno a cosa si sono sviluppati i discorsi per questo nuovo accordo collettivo? Uno dei dettagli principali era la fetta dei ricavi che la lega avrebbe dovuto riconoscere alle giocatrici. Per semplificare il discorso basti pensare che nell'accordo precedente era il 9%, mentre in Nba la percentuale della divisione tra giocatori e proprietari sfiora addirittura il 50%, cosa che si verifica anche per il baseball e per il football. Dettagli precisi non sono stati ancora resi ufficiali ma il dato dovrebbe salire fino a circa il 20% dei ricavi totali.

 

La differenza sostanziale, oltre al mero numero, è che non si tratta di una percentuale dei ricavi al netto delle spesa, come avrebbe invece voluto la lega. Un'altra, grande, novità riguarda inoltre il tetto salariale: che passerà da 1.5 milioni di dollari a 7, con gli stipendi medi saranno di 600mila dollari e il minimo sopra i 300mila (minimo che, la scorsa stagione era pari a 66mila dollari). Ai dettagli economici si aggiungono inoltre altri benefici: il congedo parentale e gli alloggi storicamente forniti dalle squadre, considerata quella che era la brevità della stagione.

 

Nuovo contratto collettivo in WNBA: il punto dei protagonisti

 

Non potevano mancare le dichiarazioni festanti di Nneka Ogwumike, presidente del sindacato, che ha spiegato orgogliosamente quello che sarà l'impatto del nuovo accordo. "I progressi fatti in queste discussioni segnano un passo avanti trasformativo per le giocatrici e per la lega, e sottolineano un impegno condiviso per la continua crescita del gioco. È stato un processo, ma siamo molto orgogliosi di essere all'avanguardia negli sport femminili, e queste giocatrici sono incredibili, e avremo una fantastica trentesima stagione che inizierà a maggio. Siamo davvero grate di essere riuscite ad arrivare a un accordo. Siamo orgogliose di noi stesse. E francamente, vi abbiamo sempre detto che avremmo fatto sul serio, ed ecco com'è andata"

 

Anche Terri Carmichael Jackson, direttrice esecutiva del Wnbpa, ha parlato dello storico accordo: "Penso che questo possa essere riassunto in poche parole: emancipazione delle giocatrici. Giocatrici che si siedono al tavolo e fanno sul serio, ricordando la voce collettiva e cosa significhi far parte di un sindacato e il potere di questo sindacato. Non lo hanno mai dimenticato e lo hanno portato, come fanno sempre, al livello successivo".

 

Accordo storico in WNBA: stop alle tensioni e al rischio rinvio

 

L'accordo raggiunto fa inoltre calare il sipario su un periodo di forte tensione durato quasi un anno e mezzo. Il tutto era iniziato quando le giocatrici avevano deciso di uscire dal precedente CBA (la vecchia lega statunitense di basket ) nell'ottobre 2024. Nelle ultime settimane inoltre si erano fatti sempre più insistenti i timori per un potenziale rinvio della stagione, ma dopo intensi faccia a faccia, le parti hanno potuto finalmente mettere un punto su una vicenda che non poteva più essere rimandata