La tradizione italiana nel campo del tennis è senza dubbio ricca, in particolar modo se si guarda alle competizioni minori e al numero di persone che praticano questo sport ogni anno nel nostro paese; tuttavia, con riguardo ai piani alti della racchetta, non sono moltissimi gli esempi di tennisti italiani che sono riusciti a lasciare un’impronta profonda nei ranking e nei tornei più blasonati. In totale, i giocatori di tennis nostrani hanno conquistato 75 vittorie nei tornei Atp dell’era Open, di cui un solo Slam e tre Master 1000. 

 

Quali sono quindi i migliori tennisti italiani della storia? Ecco la classifica.

 

Migliori tennisti italiani: la classifica

 

Il tennis nel nostro paese ha avuto una grande popolarità in particolar modo negli anni ’60 e ’70, per poi essere più trascurato a vantaggio di sport maggiori e recuperato solo con l’arrivo del nuovo millennio e l’avvento di tanti giocatori dalla fama internazionale. Adesso, va detto, l’Italia sta vedendo affacciarsi sui campi una nuova generazione di tennisti che sta scalando in fretta la classifica Atp, andando anche vicina a qualche successo di grande rilievo.

 

Proviamo dunque, con il materiale che abbiamo a disposizione, a stilare una classifica dei 10 migliori tennisti italiani di ieri e di oggi, dal decimo posto al primo posto: 

 

  1. Nicola Pietrangeli

  2. Adriano Panatta

  3. Corrado Barazzutti

  4. Matteo Berrettini

  5. Fabio Fognini

  6. Jannik Sinner

  7. Paolo Bertolucci

  8. Andreas Seppi

  9. Andrea Gaudenzi

  10. Omar Camporese

 

Primo posto: Pietrangeli è il miglior tennista italiano di sempre

 

Il primo posto se lo prende una leggenda del tennis italiano, cioè Nicola Pietrangeli. Attivo prima dell’avvento dell’era Open, Pietrangeli ha occupato nel 1959 e nel 1960 la posizione numero 3 nel ranking, proprio negli stessi anni in cui ha vinto due edizioni del Roland Garros ed è arrivato in semifinale a Wimbledon. Si tratta del tennista italiano più vincente di sempre, con l’impressionante numero di 44 tornei conquistati in carriera; non a caso è l’unico nella storia sportiva del nostro paese ad essere stato inserito nella Tennis Hall of Fame.

 

Classifica migliori tennisti italiani, Panatta è secondo

 

La medaglia d’argento della nostra classifica se la aggiudica Adriano Panatta, gigante del tennis italiano e forse l’atleta nostrano più rappresentativo in questo sport. Artefice della più volte citata vittoria in Coppa Davis nel ’76, Panatta ha il merito di aver fatto innamorare del tennis moltissimi italiani con il suo stile di gioco elegante e vincente, soprattutto sulla terra rossa. I tornei che può vantare di aver vinto in carriera sono ben dieci, con il 1976 a segnare il suo anno d’oro: quarto posto nel ranking, vittoria agli Internazionali d'Italia e soprattutto successo nel Roland Garros. Ad oggi resta l’unico Slam vinto da un italiano nella storia dell’era Open.

 

Terzo posto della classifica: Corrado Barazzurri

 

Il gradino più basso del podio è occupato da Corrado Barazzutti, attuale allenatore di Fognini che nel corso degli anni ’70 ha conosciuto il suo periodo migliore. Tra i quattro protagonisti della vittoria in Coppa Davis nel 1976, Barazzutti è anche arrivato altre tre volte in finale nella competizione – perdendo nel ’77, nel ’79 e nell’80 – e nel 1978 ha occupato il settimo posto nel ranking Atp, suo miglior risultato. In bacheca a fine carriera conta cinque tornei Atp e come maggior piazzamento in uno Slam può vantare la semifinale agli Us Open e al Roland Garros.

 

Gli altri nomi presenti in classifica

 

Con le posizioni tra la sesta e la quarta la nostra classifica sposta l’attenzione sui tennisti contemporanei, rispettivamente Sinner, Fognini e Berrettini. 

 

Jannik Sinner è una delle promesse più fulgide del tennis italiano, un atleta ancora molto giovane – è un classe 2001 – che si trova già al decimo posto nel ranking Atp e che sta battendo tutti i record: è il più giovane italiano di sempre a vincere un torneo Atp, a Sofia all’età di 19 anni e 3 mesi, ma anche il più giovane a scalare la classifica del ranking, dalla top 100 alla top 10. Al momento il suo palmarès vanta già cinque tornei vinti e il futuro è tutto da scrivere, mentre Fabio Fognini è in un momento più avanzato di una carriera sicuramente di successo ma che, dato il suo talento, sarebbe potuta essere molto più brillante. Il tennista ligure ha conquistato nove tornei finora, arrivando anche nono nel ranking Atp nel 2019 per poi uscire quasi subito dalla top 10 e con un quarto di finale al Roland Garros del 2011 come miglior risultato negli Slam. Infine, altra giovane e affermata leva del tennis nostrano è Matteo Berrettini, che ha fatto molto parlare di sé in tempi recenti per la prestigiosa finale persa a Wimbledon nel 2021 ma che a 26 anni ha anche già inanellato diversi successi con cinque trofei in bacheca, un sesto posto nel ranking a inizio 2022 e due partecipazioni alle Atp Finals.

 

Di una generazione precedente invece Paolo Bertolucci, soprannominato “Braccio d’oro” e al settimo posto della nostra classifica. Di tornei Atp lui ne ha vinti ben sei arrivando anche alla dodicesima posizione nel ranking, ma il grande highlight della sua carriera è senza dubbio la Coppa Davis conquistata nel 1976 insieme a Panatta, Zugarelli e Barazzutti.

 

Andreas Seppi, in ottava posizione, è invece ancora in attività ed è stato in top 100 del ranking fino al 2021, con il miglior piazzamento rappresentato dal diciottesimo posto nel 2013. Tennista versatile, Seppi ha la particolarità di essere riuscito a vincere tre tornei Atp su tre superfici diverse, diventando anche il primo italiano a vincere una competizione su erba a Eastbourne 2011; i suoi maggiori successi negli Slam sono due quarti di finale, raggiunti agli Australian Open nel 2009 e agli Us Open nel 2011.

 

Nelle ultime due posizioni troviamo Camporese e Gaudenzi, due tennisti in attività tra gli anni ’80 e l’inizio degli anni 2000 che hanno avuto fortune alterne. Entrambi arrivati al diciottesimo posto nel ranking Atp – il primo nel 1992, il secondo nel 1995 – sono accomunati dal fatto di essere arrivati cronologicamente dopo i grandi successi degli anni ’70, con la responsabilità di dover raccogliere un testimone pesante senza però che nessuno dei due sia riuscito a ottenere risultati di rilievo. Camporese si ritira con due titoli Atp vinti e un quarto turno agli Australian Open come miglior risultato in uno Slam, Gaudenzi con tre titoli Atp e un quarto turno al Roland Garros.