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Caos Aston Martin, a rischio il GP d'Australia: cosa sta succedendo
Conto alla rovescia quasi terminato: la Formula 1 è pronta a tornare protagonista. Primo appuntamento in Australia, con i 5.278 km della pista di Melbourne pronti a testare le vera potenza nelle nuove monoposto. I tifosi sono in fermento, i piloti ancora alla ricerca della giusta quadra per padroneggiare al meglio le proprie vetture. Ma se per la maggioranza delle scuderie, Melbourne rappresenta un punto di partenza, per Aston Martin può significare l'inizio di un incubo.
Caos Aston Martin: cosa sta succedendo?
L'Aston Martin sembra essere in caduta libera. Nonostante gli importanti investimenti di Lawrence Stroll (dal 2020 è presidente esecutivo e tra i maggiori azionisti della Aston Martin, ndr), che hanno permesso di portare la figura di Adrian Newey all'interno del team sia come capo progettista della monoposto sia come Team Principal, i primi test sono stati un vero disastro. Mentre le altre squadre hanno lavorato in maniera costante per preparare il debutto nel Gran Premio d’Australia, Aston Martin ha trascorso più tempo ai box che in pista.
E pensare che l'obiettivo della Scuderia britannica sarebbe quello di trasformare la struttura in un top team per ambire al titolo mondiale dal 2027. Il sogno, almeno per ora, è svanito. Ma cos'è realmente successo ad Aston Martin? La causa principale di questa caduta deriva della Honda. La power unit (sofisticato sistema ibrido che unisce un motore a combustione interna a sistemi di recupero energetico, ndr) RA626H montata sulla AMR26 si è rivelata un problema non di poco conto che ha impedito al team di Silverstone di effettuare normali test nella seconda sessione del Bahrain.
Melbourne a rischio: Aston Martin ci sarà in Australia?
La realtà è che Honda si è presentata in Australia completamente impreparata, oltre ai problemi tecnici infatti ci sono anche dei gravi problemi logistici: Il team britannico arriverà al GP d’Australia in una situazione decisamente complicata a causa della scarsità di ricambi forniti dalla stessa Honda. La Scuderia ha ricevuto un numero limitato di componenti per la power unit. Nelle scorse ore ha preso anche corpo l'ipotesi che Aston Martin decidesse di rinunciare al primo Gran Premio della stagione.
Inutile dire che per la Formula 1 sarebbe disastroso iniziare senza una squadra e le penali che l’Aston Martin avrebbe dovuto pagare per la rottura del Patto della Concordia che regola gli accordi commerciali delle squadre con il promotore. Alla fine Aston Martin si presenterà ai nastri di partenza ma lo scenario più probabile è quello del ritiro dopo aver percorso la distanza minima per arrivare a schierarsi in gara.
Caos Aston Martin: l'avviso di Ecclestone
In merito alla questione non è mancato il pensiero di Bernie Ecclestone. L'ex patron della Formula 1 ha parlato in maniera chiara ai microfoni di Blick, lanciando un messaggio direttamente a Stroll: "Il fatto che ci sia sempre un pezzo mancante nel puzzle del titolo è perfettamente illustrato dal caso Ferrari. Cercano le parti mancanti da quasi 20 anni, nonostante abbiano i migliori prerequisiti, i migliori piloti e i soldi necessari Non puoi comprare un titolo di Formula 1. Se non tutte le circostanze vengono soddisfatte, passerai tutta la vita a inseguire quel grande successo. Ecco perché mi dispiace per Lawrence Stroll". Messaggio chiaro, quello di Ecclestone: senza equilibrio le singole eccellenze non servono a nulla. Un monito, quello lanciato dall'ex numero uno del Circus, dunque che non lascia spazio all'immaginazione. Quale sarà il destino di Aston Martin in questa stagione è ancora presto per dirlo, ma le premesse sono tutt'altro che incoraggianti.