Paolo Zanetti torna in pista. Nove mesi esatti dopo esser stato esonerato dal Verona, l'allenatore vicentino è ufficialmente la nuova guida tecnica dell'Udinese. Il classe '82 prende il posto di Runjaic, con cui le strade si sono divise dopo la brutta sconfitta rimediata sabato dai friulani: un 2-5 interno contro la Roma che, specialmente nel primo tempo, ha evidenziato lo stato di confusione assoluta in cui si trova la squadra. Ma ora come giocherà la squadra con Zanetti? Entriamo nel vivo del tema provando a capire che tipo di Udinese si troveranno ad affrontare le avversarie: modulo, titolari e probabile formazione. 

 

Modulo Zanetti: dal 3-5-2 alla difesa a quattro

 

Zanetti è reduce da mezza stagione in cui non è riuscito a tenere il Verona fuori dalla zona retrocessione. Ma soprattutto mesi in cui è stato utilizzato il 3-5-2. Giovane e Orban sono stati i suoi alfieri offensivi, col brasiliano in prima linea, tanto da meritarsi il trasferimento il Napoli. Senza la sua qualità l'Hellas è crollato, terminando il campionato al penultimo posto davanti al Pisa, ma col subentrato Sammarco in panchina. Anche nella stagione precedente, Zanetti aveva optato per la difesa a tre, quell'anno con risultati decisamente migliori. In quell'annata, però, il suo Verona giocava anche con il 3-4-1-2, dunque con un trequartista (Suslov).

 

Occhio, però, perché in realtà Zanetti ha usato spesso e volentieri anche la difesa a quattro nel corso della propria carriera d'allenatore. Non l'ha fatto con il Sudtirol, vera svolta della carriera. Il cambiamento tattico è arrivato ad Ascoli con un 4-3-1-2 che Zanetti ha usato spesso e volentieri nel proprio percorso in panchina. Il neo-allenatore dell'Udinese ha fatto giocare così anche il Venezia e l'Empoli: in Laguna ha conquistato la promozione in A, in Toscana la salvezza. 

 

Come giocherà l'Udinese di Zanetti?

 

Per l'Udinese, insomma, c'è un doppio scenario tattico a disposizione: potrà scendere in campo col 3-4-2-1 utilizzato fin qui da Runjaic, oppure passare alla difesa a quattro. L'ipotesi più probabile sembra il mantenimento della retroguardia a tre, ma la rivoluzione non è da scartare. In quest'ultimo caso, Vojvoda e Kamara scalerebbero in difesa per agire da terzini puri. Solet intoccabile in mezzo, accanto a lui uno tra i vari Kabasele, Abankwah, Palma, Bertola e il neo-acquisto Alaba, out per un infortunio. 

 

Con la difesa a quattro, inoltre, Zanetti potrebbe ricomporre il rombo come a Venezia ed Empoli. E dunque con Ekkelenkamp alle spalle di Zaniolo e Davis, oppure Chakvetadze trequartista con l'olandese mezzala. In mezzo, Karlstrom a guidare il gioco. 

 

Udinese-Zanetti: la probabile formazione

 

Così si schiererebbe l'Udinese di Zanetti in caso di conferma della difesa a tre:

 

UDINESE (3-5-2): Okoye; Abankwah, Kabasele, Solet; Vojvoda, Karlstrom, Piotrowski, Kamara; Zaniolo, Ekkelenkamp; Davis. All. Zanetti

 

Questa, al contrario, sarebbe la probabile formazione in caso di passaggio alla retroguardia a quattro:

 

UDINESE (4-3-1-2): Okoye; Vojvoda, Kabasele, Solet, Kamara; Piotrowski, Karlstrom, Miller; Ekkelenkamp; Zaniolo, Davis. All. Zanetti.

 

La sfida di Zanetti: fare punti, ma non solo

 

Tutto questo dovrà avere un unico denominatore: i punti. Perché il tempo degli esperimenti è terminato e la classifica attuale non consente ulteriori passaggi a vuoto. Cinque punti in dieci partite sono un bottino che conduce pericolosamente verso la Serie B. Non servono proclami, né rivoluzioni fini a sé stesse: serve cominciare a muovere la classifica, ritrovando quella concretezza che, soprattutto nelle stagioni più complicate, può fare la differenza.

 

La vera sfida di Zanetti sarà dunque soprattutto mentale. Restituire concentrazione, motivazioni e un approccio corretto alle partite, evitando quegli atteggiamenti passivi e quelle amnesie che hanno contraddistinto le prestazioni recenti. L’Udinese deve tornare a scendere in campo con personalità, aggressività e la consapevolezza di potersela giocare contro chiunque.