Con il sipario pronto a calare sulla decima giornata di questa Serie A, il focus di molte squadre è già sul prossimo impegno, l'ultimo prima di una sosta che metterà in pausa il campionato fino al prossimo 21 novembre. Mandate in archivio le prime 10 giornate di questa Serie A, il tempo degli esperimenti è terminato, con le varie squadre coscienti del lavoro da fare, delle lacune da colmare e dei tasti che invece servirà continuare a premere d'ora in avanti. E tra le squadre che, in questo avvio di stagione, sono ancora alla ricerca della giusta quadra, c'è di certo la Juventus di Spalletti. Un avvio di campionato claudicante quello della Vecchia Signora, mai continua fin qui, ma che negli ultimi 90 minuti è tornata ad alzare la testa grazie al successo per 2-0 sul Napoli di Allegri. A rendere, tuttavia, poco gradevole la serata a Luciano Spalletti ci ha pensato l'infortunio occorso a Weston McKennie, uscito dal campo a fine primo tempo e non rientrato con i compagni in avvio di ripresa.

 

Juventus, infortunio per McKennie: come sta e cosa è successo

 

Ma cosa è successo al centrocampista bianconero nel big match contro il Napoli? Quella che si pensava inizialmente essere una scelta tattica si è ben presto rivelata essere altro: il centrocampista statunitense ha infatti accusato un fastidio all'adduttore, dando così forfait tra il primo e il secondo tempo della partita, con Spalletti che ha così deciso di avanzare la posizione di Kalulu, piazzando il francese esterno a tutta fascia proprio al posto di McKennie. Il quale è stato invece sostituito all'intervallo da Gatti, andato a posizionarsi tra i tre davanti a Vicario. "Mckennie ha sentito tirare il flessore e ho preferito sostituirlo", le parole del tecnico bianconero al triplice fischio del match vinto contro i partenopei.

 

Juventus, quanto starà fuori McKennie per l'infortunio

 

Tiene ora banco il tema legato a quanto starà fuori McKennie per questo problema fisico? In attesa che il centrocampista bianconero si sottoponga a tutti gli accertamenti del caso, la speranza di Spalletti e di tutto l'ambiente bianconero è che McKennie sia stato sostituito in tempo, prima che le sue condizioni potessero peggiorare.

 

Di certo, al momento, lo statunitense ha da considerare in dubbio per il prossimo impegno della Juventus, quando i bianconeri faranno visita alla Fiorentina per l'ultima partita prima della pausa per le nazionali. Nel caso in cui gli esami dovessero scongiurare ogni ipotesi di lesione, non è da escludere che McKennie possa farcela anche per la panchina, altrimenti l'appuntamento sarà da rimandare alla sfida contro il Venezia di Nicola, la prima alla ripresa della Serie A.

 

Juventus, incubo infermeria: la situazione da inizio stagione

 

La situazione stop in casa Juventus è, quest'anno, un vero e proprio caso alla Continassa. Andando a contare le ricadute e i doppi stop il conto reale sale a ben 20 episodi in appena quattro mesi. La situazione è particolarmente grave per quanto riguarda i quattro interventi chirurgici che hanno compromesso la stagione di diversi bianconeri. Grabara che riportato la lesione del legamento crociato anteriore con stagione quasi finita, mentre Locatelli è stato operato al menisco con rientro previsto tra febbraio e marzo.

 

A loro si aggiungono poi Thuram, operato per una condropatia rotulea, e Yildiz, anche lui sotto i ferri per la frattura del quinto metatarso con rientro stimato tra fine novembre e inizio dicembre. Il numero cresce ancora se si considerano le ricadute e i doppi infortuni. Conceicao ha già dovuto gestire due stop distinti tra il risentimento di quest’estate e la lussazione alla spalla contro la Lazio. Anche Ekhator e Sarr si sono fermati due volte ciascuno tra problemi tendinei e lesioni muscolari. A questi vanno sommati l'ultimo fastidio all'adduttore di McKennie, le lesioni di Celik e di Nico Gonzalez.