Fuori Campo
Juve, Spalletti a rischio esonero? Ecco quanto rischia il tecnico bianconero
All'improvviso i lampi dalla Danimarca, letali come mai prima. Allo Stadium, al triplice fischio di Massa, è festa totale per la Lazio, tornata a sbancare la casa della Juventus a 9 anni di distanza dall'ultima volta. Un successo netto senza diritto di replica quello della squadra di Gattuso, avanti nel primo tempo grazie al primo timbro italiano del giovane Provstgaard, e in grado di trovare prima lo 0-2 con Isaksen e chiudere definitivamente la partita con l'azione personale di Dele-Bashiru. Vola, dunque, la Lazio di Gattuso, mentre a Torino è notte fonda. E ora, dopo l'ennesimo stop arrivato in questo campionato, tutti sono chiamati al banco degli imputati, con Spalletti come inevitabile apri fila. Valutazioni inevitabili sul tecnico di Certaldo, mai a rischio esonero come ora.
Juve, Spalletti verso l'esonero? Il punto
A volte, anche nel calcio, corsi e ricorsi storici sembrano giochi del destino. Basti pensare che la scorsa stagione i bianconeri, con ancora Tudor sulla panchina, si trovavano al settimo posto in classifica alla 7ª giornata con 12 punti e a -4 dalla vetta, con l’allenatore croato esonerato all’8ª giornata dopo una sconfitta all’Olimpico proprio contro la Lazio per 1-0. Un anno dopo la situazione appare quanto mai analoga: la Juventus di Spalletti si trova all’ottavo posto in classifica con 1 punto in meno rispetto alla gestione Tudor e addirittura a 8 lunghezze dal primo posto in classifica condiviso dai biancocelesti e dall'Inter. La sconfitta con la Lazio allo Stadium è stata però molto più pesante ed è arrivata con una giornata d’anticipo rispetto alla scorsa stagione.
A fine partita Spalletti non ha nascosto la sua preoccupazione per l'atteggiamento visto in campo. "Sono preoccupato. Io devo andarmi a fare delle domande perché stiamo peggiorando e devo fare delle analisi soprattutto su di me. La prima cosa che ognuno deve fare è parlare di se stesso. Siamo stati tutti dentro al livello insufficiente della partita, non c’è nessuno che ha salvato la faccia e può permettersi di parlare degli altri. Mi fa piacere che il capitano venga a parlare e metterci la faccia, ma fare analisi corrette diventa fondamentale. Le sconfitte non salvano nessuno, tirano tutti dentro. Tutti hanno una faccia pessima, un magone dentro che bisogna poi andare a sgomitarlo. Tutti siamo dentro le sconfitte".
Juve, chi può sostituire Spalletti in caso di esonero?
La premessa, comunque, è doverosa: al momento la panchina di Spalletti non sembra a rischio, anche se è ovviamente sotto esame. Di certo, a meno di decisioni drastiche il tecnico di Certaldo dovrebbe avere ancora un po' di tempo, ma servono risposte quanto prima. Inutile sottolineare come sia già partito il toto-nomi con diversi tecnici liberi che orbitano attorno al mondo della Vecchia Signora. Il nome più accostato al momento è ovviamente quello di Antonio Conte, un allenatore che conosce molto bene l'ambiente bianconero. Difficile, però, che Conte accetti di prendere in mano la situazione a stagione in corso; dunque sarebbe più un discorso da fare a giugno con un progetto completamente nuovo.
Il tecnico leccese, tuttavia, ha recentemente sottolineato come la sua volontà sia di prendere una squadra chiamata a riprendere in mano la sua storia. "Ci sono molti club che hanno un po’ perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in una di queste società per rispolverare quel passato e farlo tornare a splendere: Se arrivi in un club la cui storia parla da sé, una storia fatta di trofei, scudetti e vittorie, puoi onorarla in un solo modo: avendo l’ambizione di riportare quel club a lottare per quegli obiettivi, qualora non ci riesca già oggi. So bene che ogni anno può vincere una sola squadra, ma devo portare nel cuore e trasmettere ai tifosi, ai giocatori e ai dirigenti, quella scintilla, quella speranza che ti fa dire: ‘Ca**o, possiamo vincere".