Fuori Campo
Quanto ha speso il Como? Il costo dei giocatori della rosa
Il Como ha inaugurato la sua prima Champions League con una serata destinata a entrare nella storia del club. Al Sinigaglia la squadra di Cesc Fàbregas ha battuto 4-1 il Lipsia, conquistando immediatamente i primi tre punti nella competizione. Dopo la partita, l'allenatore spagnolo è tornato anche su uno degli argomenti che accompagnano da tempo la crescita dei lariani: gli investimenti effettuati sul mercato.
"Parlando di chi è costato caro, Paz a 6 milioni non so se è stato caro, Diao a 11 milioni non so. Tu paghi per la qualità che pensi ti possano dare. Sono giocatori giovani e ogni anno miglioreranno, bisogna avere pazienza e nel calcio pazienza non c'è", ha spiegato Fàbregas.
Ma quanto sono costati davvero i giocatori del Como? Le cifre raccontano un progetto costruito attraverso investimenti importanti, con una particolare attenzione ai calciatori giovani e con margini di crescita.
Nico Paz: dai 6 milioni iniziali ai 60 del ritorno al Como
Il caso più particolare è proprio quello di Nico Paz. Quando arrivò dal Real Madrid nell'estate del 2024, il Como versò 6 milioni di euro per il centrocampista argentino. È questa la cifra alla quale fa riferimento Fàbregas nelle dichiarazioni dopo il Lipsia.
La storia del cartellino, però, è proseguita. Nell'estate 2026 il Real Madrid ha esercitato il diritto di recompra e successivamente ha ceduto nuovamente Paz al Como. Per riportarlo definitivamente sul lago, il club lariano ha investito 60 milioni di euro, mentre il Real ha mantenuto una percentuale sulla futura rivendita. I 6 milioni citati da Fàbregas rappresentano quindi il costo della prima operazione, non quello dell'ultimo trasferimento.
Quanto è costato Assane Diao?
Anche Assane Diao è uno degli esempi più rappresentativi della strategia del Como sui giovani. Arrivato dal Real Betis nel mercato 2024/25 per circa 12 milioni di euro, l'esterno offensivo rientra tra gli investimenti più significativi di quella stagione.
La scelta conferma una linea precisa del club: destinare cifre importanti a profili ancora giovani, puntando non soltanto sul rendimento immediato ma anche sui margini di crescita tecnica e di valorizzazione futura.
Da Kean a Chalobah: gli acquisti più costosi del Como
Nico Paz non è l'unico investimento importante realizzato dal club. Nella rosa costruita nelle ultime stagioni figurano infatti diversi acquisti sopra i 10 milioni di euro.
Tra le operazioni più rilevanti troviamo:
- Nico Paz: 60 milioni nell'operazione del 2026;
- Moise Kean: 35 milioni complessivi, con 5 milioni per il prestito e 30 per l'obbligo di riscatto;
- Trevoh Chalobah: 30 milioni di euro di parte fissa;
- Jesus Rodriguez: 22,5 milioni;
- Nicolas Kühn: 19 milioni;
- Martin Baturina: 18 milioni;
- Maxence Caqueret: 15 milioni;
- Anastasios Douvikas: 14 milioni;
- Jayden Addai: 14 milioni;
- Maximo Perrone: 13 milioni;
- Assane Diao: circa 12 milioni.
Jesus Rodriguez, Kühn e Baturina sono stati rispettivamente acquistati per 22,5, 19 e 18 milioni, tre delle operazioni più importanti della stagione 2025/26.
A questi vanno aggiunti affari strutturati attraverso formule differenti. Yan Couto, per esempio, è arrivato in prestito dal Borussia Dortmund con un diritto di riscatto fissato a 20 milioni, mentre per Kaiki è previsto un obbligo di riscatto da 12 milioni nella stagione successiva.
Quanto ha speso complessivamente il Como sul mercato?
Quantificare con una sola cifra la spesa complessiva del Como non è immediato, perché i conteggi possono cambiare in base alla stagione nella quale vengono imputati prestiti, riscatti, bonus e operazioni effettuate in più fasi.
Secondo la ricostruzione della Gazzetta dello Sport, dall'inizio della stagione 2024/25 all'agosto 2026 il Como aveva investito 342 milioni di euro nelle campagne acquisti. Nello stesso periodo, soltanto Juventus, Milan e Napoli avevano speso di più in Italia.
Il mercato 2026/27 ha ulteriormente alzato il livello degli investimenti. Sky quantifica in 137,5 milioni di euro la spesa parziale della stagione dopo gli ultimi acquisti estivi. Numeri importanti, quindi, ma inseriti in una strategia precisa: puntare su calciatori giovani, aumentarne il valore e costruire una squadra in grado di competere progressivamente a livelli sempre più alti.
Il 4-1 al Lipsia all'esordio in Champions non può naturalmente stabilire da solo se tutti questi investimenti saranno ripagati. Ma offre già una fotografia significativa del percorso compiuto dal Como: dalla Serie D alla Champions League in sette anni, con un progetto tecnico ed economico che ha cambiato dimensione insieme alla squadra.