Squadre
Como
Il Como 1907 è molto più di una squadra di calcio: è il simbolo sportivo di una città elegante e affacciata su uno dei laghi più celebri d’Europa, ma anche di una realtà che ha saputo rialzarsi dopo anni difficili. Tra fallimenti, ripartenze e una rinascita ambiziosa culminata con il ritorno in Serie A, il Como rappresenta oggi uno dei progetti più interessanti del calcio italiano.
La sua storia è fatta di cicli, di cadute e di risalite, di giovani talenti valorizzati e di una visione moderna che ha riportato entusiasmo in riva al Lago. Ogni partita allo stadio Sinigaglia è un incontro tra tradizione e futuro, tra il fascino di un club ultracentenario e l’ambizione di chi vuole consolidarsi stabilmente tra le grandi. Il Como è identità, appartenenza e progettualità: un club che guarda avanti senza dimenticare le proprie radici.
La storia dell’Como: colori, stemma, fondazione e inno
La storia del Como attraversa oltre un secolo di calcio italiano. Fondata agli inizi del Novecento, la società ha vissuto stagioni importanti in Serie A, retrocessioni, fallimenti societari e ripartenze dai dilettanti, fino alla recente rinascita culminata con il ritorno nel massimo campionato. Ogni elemento identitario – dai colori allo stemma – racconta il legame con la città e con il territorio lariano.
Di che colore è la maglia del Como?
La maglia del Como è tradizionalmente azzurra, un colore che richiama in maniera immediata le acque del Lago di Como e che rappresenta l’elemento distintivo del club. L’azzurro, spesso abbinato al bianco nei dettagli o nei pantaloncini, è diventato nel tempo il simbolo visivo della squadra.
Nel corso degli anni il design delle divise è cambiato, alternando versioni a tinta unita ad altre con inserti o richiami più moderni, ma l’identità cromatica è rimasta sempre coerente, arricchita recentemente da numerosi sponsor, tra cui PokerStars News, Sleeve partner del club. La prima maglia è generalmente azzurra, la seconda bianca, mentre la terza varia di stagione in stagione con soluzioni più audaci o celebrative. L’azzurro lariano resta però il tratto distintivo che unisce generazioni di tifosi.
Di che città è il Como?
Il Como rappresenta la città di Como, capoluogo dell’omonima provincia in Lombardia. Situata al confine con la Svizzera e affacciata sul celebre Lago di Como, la città è conosciuta in tutto il mondo per il suo paesaggio, il turismo internazionale e la sua eleganza architettonica.
Il club è profondamente radicato nel tessuto cittadino: lo stadio si trova a pochi passi dal lago e rappresenta uno dei simboli sportivi della città. Il legame tra squadra e territorio è forte e identitario, e negli ultimi anni il ritorno in Serie A ha riacceso l’orgoglio di un’intera comunità.
Qual è lo stemma del Como e cosa rappresenta?
Lo stemma del Como 1907 è uno scudetto dal design moderno e minimalista, introdotto nel 2019 con l’inizio del nuovo corso societario. Al centro campeggia la scritta “COMO”, mentre nella parte superiore è riportato l’anno di fondazione, “1907”, a sottolineare le radici storiche del club.
Nella parte inferiore dello scudo sono presenti tre onde stilizzate, chiaro richiamo al Lago di Como, elemento identitario per eccellenza della città e della squadra. Il tutto si inserisce su una croce che richiama lo stemma civico cittadino, rafforzando ulteriormente il legame con il territorio.
Il logo viene utilizzato prevalentemente in versione monocromatica blu o bianca, coerentemente con l’immagine elegante e internazionale che il club ha voluto costruire negli ultimi anni. Lo stemma attuale rappresenta così la sintesi tra tradizione ultracentenaria e visione moderna, incarnando l’identità contemporanea del Como.
Quali sono i simboli del Como?
I simboli del Como 1907 sono profondamente legati al territorio e alla sua identità visiva, culturale e storica. Il primo, inevitabile riferimento è il Lago di Como, elemento che definisce la città nel mondo e che trova rappresentazione anche nello stemma attraverso le tre onde stilizzate. L’acqua diventa così metafora di profondità, continuità e resilienza: qualità che raccontano perfettamente la storia del club, capace di risollevarsi dopo momenti difficili e di costruire una nuova fase ambiziosa.
Un altro simbolo fondamentale è la croce rossa su sfondo bianco, presente nello stemma civico della città e richiamata anche nel logo moderno della società. Questo elemento rafforza il legame tra squadra e comunità, sottolineando l’appartenenza del club al tessuto cittadino.
Anche il colore azzurro rappresenta un simbolo identitario forte: è il colore del lago, della maglia e dell’immaginario collettivo lariano. L’azzurro non è soltanto una scelta cromatica, ma un tratto distintivo che accompagna la storia del Como fin dalle origini.
Infine, lo Stadio Giuseppe Sinigaglia, affacciato direttamente sul lago, è diventato nel tempo un vero e proprio emblema del club. La sua posizione unica nel panorama calcistico italiano contribuisce a rendere l’identità del Como riconoscibile e suggestiva, unendo sport, paesaggio e tradizione in un’unica immagine iconica.
Qual è e chi ha scritto l’inno ufficiale del Como?
Nel corso degli anni il Como 1907 ha visto affermarsi più brani come colonne sonore identitarie della tifoseria. Dal 1998 ha assunto il ruolo di inno ufficiale “Comasco dal cuore ubriaco”, nato come coro da stadio del gruppo Blue Fans Como sulle note del canto popolare Madonnina dai riccioli d’oro. La sua diffusione e notorietà sono state rafforzate dalle incisioni e dalle esecuzioni pubbliche di artisti del territorio, tra cui Davide Van De Sfroos e il gruppo 7grani.
Grande successo tra i tifosi ha riscosso anche “Pulènta e galèna frègia” di Davide Van De Sfroos, brano profondamente legato all’identità lariana. Nel 2024 il cantautore comasco ha inciso una versione rivisitata intitolata “Pulènta e galèna frègia – Stadium version”, arricchita da riferimenti espliciti al Como e pensata per accompagnare le partite allo Stadio Sinigaglia.
Quando è stato fondato il Como?
Il Como 1907 fu fondato nel 1907 con il nome di Como Foot-Ball Club per iniziativa di un gruppo di giovani sportivi comaschi appassionati di calcio. Come accadde per molte società nate nei primi anni del Novecento, il club non è legato a una singola figura fondatrice universalmente riconosciuta, ma alla volontà collettiva di alcuni cittadini che decisero di dare alla città una rappresentanza calcistica strutturata.
In un’epoca in cui il calcio stava iniziando a diffondersi rapidamente nel Nord Italia, anche Como volle dotarsi di una propria squadra, capace di competere nei campionati regionali e nazionali. Da quell’iniziativa spontanea e animata dalla passione nacque una realtà destinata a diventare, nel tempo, il punto di riferimento calcistico dell’intero territorio lariano.
Quali rivalità storiche ha il Como?
Il Como 1907 ha sviluppato nel corso della sua storia diverse rivalità, principalmente legate alla dimensione geografica e ai frequenti incroci nei campionati lombardi. La sfida più sentita è senza dubbio quella con il Lecco, un derby molto acceso che mette di fronte due città affacciate sullo stesso lago. Il cosiddetto “derby del Lario” rappresenta una delle rivalità più identitarie per la tifoseria comasca, con partite spesso cariche di tensione e significato simbolico.
Altre rivalità importanti si sono sviluppate con il Varese, con il Monza e con l’Atalanta, sfide nate dalla vicinanza territoriale e dagli incroci nei campionati professionistici. In particolare, i confronti con la squadra bergamasca hanno assunto nel tempo una certa rilevanza regionale, alimentati dalla tradizione calcistica condivisa in Lombardia.
Anche le partite contro le grandi milanesi, come Inter e Milan, hanno fascino speciale, trasformando ogni confronto in un appuntamento molto atteso. Le rivalità del Como restano quindi fortemente radicate nel contesto lombardo, riflettendo l’identità territoriale e la storia sportiva del club.
Il palmarès del Como
Il palmarès del Como non è ricco di trofei di primo piano, ma racconta comunque una storia significativa nel panorama calcistico italiano. Il club ha vissuto diverse stagioni in Serie A e ha conquistato campionati nelle categorie inferiori, dimostrando solidità e capacità di ricostruzione.
La vera vittoria recente è rappresentata dal ritorno nel massimo campionato, frutto di un progetto tecnico e societario ambizioso che ha riportato entusiasmo e visibilità internazionale.
Quanti scudetti ha vinto il Como?
Il Como non ha mai vinto lo scudetto di Serie A. Nella sua storia ha partecipato a diverse edizioni del massimo campionato italiano, ottenendo come miglior risultato un sesto posto nella stagione 1949-1950, che rappresenta ancora oggi il punto più alto raggiunto in Serie A.
Pur non avendo conquistato il titolo nazionale, il club ha saputo costruirsi una reputazione di squadra organizzata e capace di valorizzare talenti, mantenendo un’identità riconoscibile anche nei periodi più complessi.
Quanti trofei ha vinto il Como?
Il Como ha conquistato principalmente titoli nelle categorie inferiori del calcio italiano, tra cui campionati di Serie B, Serie C e Serie D. Questi successi hanno rappresentato tappe fondamentali nei percorsi di promozione e nelle fasi di rilancio del club.
Ogni promozione ha segnato un momento di svolta nella storia societaria, soprattutto negli anni più recenti, quando il progetto tecnico ha permesso al club di scalare rapidamente le categorie fino al ritorno in Serie A, obiettivo che ha restituito al Como una dimensione nazionale e internazionale.
Nonostante una bacheca non troppo affollata, l'Atalanta ha vinto ben 9 trofei ufficiali, tra cui successi nazionali e internazionali che ne segnano l'importanza nel panorama calcistico. Ecco l'elenco completo:
Competizioni nazionali
Serie B: 3
1948-1949, 1979-1980, 2001-2002
Coppa Italia Serie C: 1
1996-1997
Coppa Italia Serie D: 1
2007-2008
Altre competizioni
Serie C/Serie C1/Lega Pro: 3
1967-1968 (girone A), 1978-1979 (girone A), 2020-2021 (girone A)
Vincitore Play-off: 2014-15
Serie D: 2
2007-2008 (girone B), 2018-2019 (girone B)
Vincitore Play-off: 2017-18 (girone A)
Prima Divisione: 1
1930-1931 (girone finale Nord A)
Torneo Benefico Lombardo: 1
1944-1945
I calciatori del Como
Il Como ha costruito la propria storia attraverso generazioni di calciatori che hanno lasciato il segno, sia nei periodi di permanenza in Serie A sia nelle stagioni di rilancio. Negli ultimi anni il club ha puntato su un mix di giovani talenti e giocatori di esperienza, con una forte impronta tecnica.
La nuova proprietà ha investito su un modello di gioco moderno e su profili internazionali, rendendo la rosa competitiva e interessante anche dal punto di vista mediatico.
Qual è la formazione attuale del Como?
Como (4-2-3-1): Butez; Vojvoda, Ramon, Kempf, Valle; Perrone, Da Cunha; Kuhn, Paz, Baturina; Douvikas. All. Fabregas.
Sostituti: Tornqvist, Vigorito, Cavlina, Roberto S., Naveros, Gomez, Morata, Caqueret, Lahdo, Rodriguez Caraballo, Moreno, Smolcic, Diego Carlos, Addai, Van Der Brempt.
Capitano: Da Cunha.
Vice Capitano: Sergi Roberto, Mërgim Vojvoda e Álvaro Morata.
Qual è il valore della rosa del Como?
Il valore della rosa del Como è cresciuto sensibilmente negli ultimi anni, raggiungendo attualmente i 313,20 milioni di euro, grazie agli investimenti della proprietà e alla valorizzazione di diversi giocatori. Oggi il club può contare su un organico competitivo, con un valore complessivo stimato in costante aumento rispetto al passato recente.
Un dato che testimonia la volontà societaria di consolidarsi stabilmente in Serie A, costruendo un progetto sostenibile ma ambizioso, capace di competere con realtà più strutturate.
Chi sono stati i giocatori più iconici del Como?
Nel corso della sua storia, il Como 1907 ha potuto contare su numerosi calciatori che hanno lasciato un segno profondo, diventando veri e propri simboli per la tifoseria lariana. Tra le bandiere storiche spicca Giancarlo Centi, recordman di presenze e colonna del centrocampo tra gli anni ’70 e ’80, esempio di continuità e leadership. Accanto a lui, Bruno Ballarini rappresenta una delle figure più amate del dopoguerra, capitano e punto di riferimento negli anni ’50 e ’60.
L’epoca d’oro in Serie A negli anni ’80 ha visto protagonisti giocatori rimasti nel cuore dei tifosi, come l’attaccante svedese Dan Corneliusson, il fantasista brasiliano Dirceu e il difensore Pasquale Bruno, cresciuto proprio nel vivaio comasco. In quegli anni si distinsero anche profili come Stefano Maccoppi, Antonio Tempestilli ed Enrico Todesco, soprannominato “la freccia bionda” per la sua velocità e incisività.
Il Como è stato inoltre trampolino di lancio per talenti che hanno poi costruito carriere di livello internazionale, come Gianluca Zambrotta, futuro campione del mondo, e Aldo Serena, diventato uno dei bomber più prolifici della Serie A. Tra i nomi più rilevanti figurano anche il portiere Massimo Taibi e, nel nuovo corso in Serie A, Sergi Roberto, simbolo della dimensione internazionale raggiunta dal club.
Ecco un elenco dei 20 giocatori più rappresentativi della storia del Como:
Giancarlo Centi
Bruno Ballarini
Dan Corneliusson
Dirceu
Pasquale Bruno
Gianluca Zambrotta
Aldo Serena
Massimo Taibi
Sergi Roberto
Nico Paz
Claudio Correnti
Silvano Fontolan
Jesus Rodriguez
Alberto Moreno
Antonio Tempestilli
Enrico Todesco
Marco Tardelli
Giacomo Gattuso
Alberto Cerri
Alessandro Gabrielloni
L'organigramma del Como: l’allenatore, il presidente e non solo
Il Como è oggi una società moderna, con una proprietà internazionale che ha dato nuova linfa al progetto sportivo. L’organigramma è strutturato secondo un modello manageriale evoluto, capace di coniugare competenze calcistiche e visione imprenditoriale.
La crescita del club negli ultimi anni è strettamente legata alla stabilità dirigenziale e alla chiarezza degli obiettivi, elementi fondamentali per consolidarsi nel calcio che conta.
Chi è l'allenatore del Como?
L’allenatore del Como è Cesc Fabregas, ex centrocampista di livello internazionale con una carriera ai massimi livelli europei. Dopo aver concluso la carriera da calciatore proprio a Como, ha intrapreso il percorso in panchina, diventando il volto tecnico del nuovo corso. La sua filosofia di gioco punta su qualità tecnica, organizzazione e mentalità vincente, elementi che riflettono la sua esperienza maturata nei grandi club europei.
Chi è il presidente dell’Como?
La proprietà del Como fa capo al gruppo indonesiano Djarum attraverso la holding SENT Entertainment. I fratelli Hartono sono i principali investitori del progetto, con una visione a lungo termine che punta alla crescita strutturale e sportiva del club.
La presenza di una proprietà solida ha permesso investimenti mirati, miglioramenti infrastrutturali e una pianificazione ambiziosa, elementi che hanno riportato il Como stabilmente nel calcio di vertice.
Chi è il direttore sportivo del Como?
Il direttore sportivo del Como 1907 è Carlalberto Ludi, noto anche come “Charly”. Ex difensore con una lunga carriera professionistica, in particolare con il Novara, Ludi è entrato nell’organigramma del club nel 2019, assumendo il ruolo di direttore sportivo e responsabile dell’area tecnica.
Sotto la sua guida, il Como ha intrapreso un percorso di crescita costante che ha portato la squadra dalla Serie C fino alla Serie A, consolidando un progetto tecnico ambizioso e strutturato. La sua capacità di lavorare in sinergia con la proprietà internazionale e di costruire una rosa competitiva, valorizzando giovani talenti e inserendo profili di esperienza, lo ha reso una figura centrale nel nuovo corso lariano.
Nel segno della continuità e della programmazione a lungo termine, Ludi ha rinnovato il proprio contratto fino al 30 giugno 2028, confermando la volontà di proseguire il percorso di crescita del club e rappresentando oggi il volto italiano di una dirigenza sempre più proiettata su una dimensione internazionale.
Le strutture del Como
Le strutture rappresentano un elemento distintivo del club, a partire dallo stadio situato in una posizione unica nel panorama calcistico italiano. Negli ultimi anni sono stati avviati progetti di ammodernamento per rendere gli impianti più funzionali e adeguati agli standard della Serie A.
L’obiettivo è creare un ambiente professionale e moderno, capace di sostenere la crescita sportiva del club nel medio-lungo periodo.
Qual è lo stadio del Como e dove si trova?
Lo stadio del Como è lo Stadio Giuseppe Sinigaglia, situato in via Sinigaglia, a pochi passi dal centro città e affacciato direttamente sul Lago di Como. È uno degli impianti più suggestivi d’Italia per posizione panoramica.
Intitolato al canottiere Giuseppe Sinigaglia, medaglia olimpica e figura simbolica dello sport comasco, lo stadio ha una capienza di circa 13.000 spettatori. Negli ultimi anni è stato oggetto di interventi di riqualificazione per adeguarlo agli standard del massimo campionato.
Dove si allena il Como e come si chiama il centro sportivo?
Il Como svolge gli allenamenti presso il centro sportivo di Mozzate, struttura che ospita le attività della prima squadra e parte del settore giovanile. La società ha investito nel miglioramento delle infrastrutture per garantire standard professionali elevati, coerenti con le ambizioni del club e con la necessità di consolidarsi stabilmente in Serie A.
I tifosi del Como
La tifoseria del Como ha dimostrato grande attaccamento nei momenti difficili, sostenendo la squadra anche nelle categorie inferiori. Il ritorno in Serie A ha riacceso entusiasmo e partecipazione, riportando lo stadio Sinigaglia a registrare presenze importanti. Il legame con il territorio è profondo: il club rappresenta un punto di riferimento identitario per la città e per l’intera area lariana.
Come si chiamano i tifosi del Como?
I tifosi del Como sono comunemente chiamati comaschi o lariani, in riferimento al lago e al territorio. I gruppi organizzati animano la curva con cori e coreografie, contribuendo a creare un’atmosfera intensa e partecipata. La tifoseria è considerata compatta e fedele, capace di mantenere vivo il senso di appartenenza anche nei periodi di difficoltà.
Quanti tifosi ha il Como?
Secondo le stime più recenti, i tifosi del Como sono circa 154.000. Pur non essendo tra le tifoserie più numerose d’Italia, quella lariana è fortemente radicata nel territorio e sta ampliando il proprio seguito anche oltre i confini regionali. Il bacino di tifosi del Como, d’altronde, è cresciuto sensibilmente negli ultimi anni, soprattutto grazie alla promozione in Serie A e alla visibilità internazionale del progetto societario.
Dove seguire le partite del Como in TV e in streaming?
I canali per seguire le partite del Como variano a seconda della competizione, ma non mancano le opzioni per i tifosi nerazzurri che vogliono sostenere la squadra in ogni torneo.
Per quanto riguarda la Serie A, le gare del Como sono trasmesse in esclusiva su DAZN, che offre la possibilità di seguire tutte le partite in diretta streaming. Le sfide valide per la Coppa Italia, invece, vengono trasmesse sui canali Mediaset, generalmente in chiaro su Italia 1 o Canale 5.