È un silenzio che fa rumore quello che accompagna l'uscita della nazionale azzurra, quasi al completo (i tre giallorossi: Mancini, Cristante e Pisilli, hanno fatto rientro direttamente a Roma con un aereo mandato dalla società) al momento dell'uscita dall'aeroporto di Malpensa. Difficile, forse anche inutile, trovare le parole corrette per giustificare, o quantomeno spiegare razionalmente, i motivi del fallimento di Zenica e, nel quadro più generale, dell'intero movimento calcistico italiano. E allora rimane una consapevolezza, amara: l'ultimo pallone toccato da un italiano in una fase a eliminazione diretta di un Mondiale è ancora il rigore trasformato da Fabio Grosso in quel 9 luglio 2006.

 

Un gol entrato nella leggenda ma che rappresenta il principio di una caduta iniziata in maniera concreta già con il Mondiale del 2010, dopo il quale i vertici della Figc andavano alla ricerca di soluzioni utili e che aveva trovato in Roberto Baggio una figura, realmente, in grado di rivoluzionare il nostro calcio. Il 4 agosto 2010 viene ufficializzata la nomina di Roberto Baggio a presidente del Settore Tecnico della Federazione, ruolo al quale il Divin Codino dedica tutto se stesso, fino alla presentazione di un progetto di riforma del calcio italiano da circa 900 pagine nel novembre del 2011.

 

Rivoluzione FIGC: i punti cardine della riforma del 'Divin Codino'

 

Chiaro l'obiettivo generale della riforma proposta dal Divin Codino: rifondare dalle fondamenta il sistema. Una vera e proprio rivoluzione, con al centro, i giovani, guidati in un percorso formativo unico, condiviso a livello nazionale e capace di mettere tecnica, creatività e qualità individuale davanti all’ossessione per i risultati immediati. Sono, in sostanza, sei i punti cardine intorno al quale si sviluppa la proposta di Roberto Baggio

 

  • Il pallone d'oro 1993 aveva puntato in primis sulla riforma dei settori giovanili: uno sviluppo maggiore della qualità tecnica, ma anche una crescita etica e dei valori morali. Il tutto con ex calciatori professionisti o con competenze specifiche nei ruoli cardine che portasse una riforma decisa nella formazione degli educatori, degli istruttori e ovviamente degli allenatori.
  • Per Baggio era poi cruciale la valorizzazione del talento. La proposta, in questo senso, era chiara: ripartire focalizzandosi sullo sviluppo del talento tecnico dei giovani e solo in un secondo momento il focus sarebbe andato sull'aspetto fisico.
  • Per la crescita dei settori giovanili, centrale era anche il ruolo dello scouting, che doveva necessariamente essere capillare su tutto il territorio nazionale. Baggio aveva presentato un progetto dettagliato, dividendo l'Italia in 100 distretti, creando un archivio digitale dei giovani talenti, monitorando la crescita e i dati.
  • La creazione di Centri federali territoriali. Per Baggio fondamentale era un numero maggiore di strutture dedicate alla formazione, al monitoraggio e allo sviluppo costante sui giovani su tutto il territorio, sul modello di Coverciano.
  • La modernizzazione delle infrastrutture sportive e informatiche del Settore Tecnico.
  • Il rilancio dei vivai e maggiore collaborazione con i club. Baggio auspicava una simbiosi totale tra società e Federazione.

 

Piano Baggio: una riforma rimasta "lettera morta"

 

Quasi 15 anni dopo, basta guardarsi intorno per capire che le 900 pagine scritte con cura e amore da quello che è stato forse il più grande calciatore azzurro di sempre, siano rimaste buttate lì, facendole diventare una "lettera morta". Con la classe che lo ha sempre contraddistinto sia sul campo che fuori, a inizio 2013 il Divin Codino lascia il suo incarico, denunciando l’immobilismo proprio sul suo programma di riforme. Baggio non rimane in silenzio: “Non mi è stato permesso di lavorare… Abbiamo presentato il progetto dopo ore di attesa, è stato approvato, ma i fondi non sono mai arrivati. È rimasto tutto sulla carta”. Da allora la storia calcistica italiana è sotto gli occhi di tutti: una sola partecipazione a un Mondiale da allora (giocato da comparse) e una collezione consecutiva di fallimenti.