Fuori Campo
Mondiali 2030: dove, quando si giocheranno e l'ipotesi format a 64 squadre
Per la terza volta di fila l'Italia è fuori dal Mondiale. Nessuna trama tragica, ma la realtà che si è concretizzata nella notte da incubo vissuta dagli Azzurri a Zenica. Donnarumma e compagni cadono infatti ai tiri di rigore, dopo una partita in salita (nonostante il momentaneo vantaggio) a causa del rosso subito da Bastoni. Non tremano invece i bosniaci, perfetti dagli undici metri e meritatamente festanti dopo l'esecuzione di Bajraktarevic che regala a un Paese intero il sogno di un Mondiale. E mentre in Bosnia continuano i caroselli, l'Italia si lecca le ferite ed è ora obbligata a guardare, nuovamente, a una distanza di 4 anni, per il Mondiale del 2030 che, in caso di qualificazione, romperebbe un digiuno degli azzurri ai campionati del Mondo lungo 16 anni. Andiamo allora a scoprire tutto ciò che c'è da sapere sul Mondiale del 2030.
Mondiale 2030: dove si giocherà e quali sono le date?
Con ancora il Mondiale 2026 ai nastri di partenza, sembra prematuro parlare di quello del 2030. L'edizione del 2030 è però destinata a rimanere nella storia per più di un motivo. I paesi ospitanti saranno tre, come nel caso dell'edizione 2026, e si suddivideranno tra Spagna, Portogallo e Marocco. Quella del 2030 arriverà però a 100 anni di distanza dal primo Campionato del Mondo del 1930. E per il centenario è atteso un qualcosa di mai visto: oltre ai 3 Paesi ospitanti, Spagna, Portogallo e Marocco, si disputeranno alcune gare anche in Sudamerica.
Si tratterà dunque di un Mondiale giocato su 3 continenti: Europa (La Spagna sarà il principale Paese ospitante con 11 dei 20 stadi della competizione), Africa (Il Marocco sarà il secondo paese africano a ospitare questo evento, dopo il Sudafrica nel 2010) e appunto Sudamerica. Argentina, Paraguay e Uruguay ospiteranno ciascuno una partita dei gironi, mentre l'Uruguay ospiterà la partita inaugurale in onore del centenario della competizione, la cui prima edizione (1930) si svolse proprio in terra uruguaiana. Dopo il fischio d'inizio, tutte le squadre e i loro sostenitori attraverseranno l'Atlantico per competere nelle rimanenti 101 partite, che si terranno tra il 13 giugno e il 21 luglio tra Europa e Africa.
Rivoluzione Mondiale: 64 squadre nel 2030?
Il Sudamerica sognava l'assegnazione totale del Mondiale del centenario, sogno rimasto tale e che ha portato i dirigenti sudamericani ad avanzare un nuovo format. Il numero uno della FIFA, Gianni Infantino, ha infatti discusso dell’espansione del torneo con il presidente della Conmebol (la Federcalcio sudamericana) Alejandro Rodriguez e con i presidenti di Paraguay (Santiago Peña) e Uruguay (Yamandù Orsi). La proposta è chiara: cambiare la formula, portando il numero di partecipanti da 48 fino a 64, per un torneo senza precedenti. Aumenterebbero consequenzialmente le partite e ci sarebbe bisogno anche di più impianti. I tre Stati sudamericani punterebbero quindi a ospitare un girone intero a testa, invece che una sola partita.
Le qualificazioni diventerebbero, nella sostanza, una formalità: 64 partecipanti rappresentano quasi un terzo del totale delle federazioni affiliate (211) e il Sudamerica, che ne ha solo 10, già adesso ne porta 6 (più una dopo gli spareggi) praticamente sarebbe qualificato per intero di diritto. Nonostante il piano sia solo una bozza e avrebbe ripercussioni inevitabili, non è da escludere a priori. Potrebbe star bene alle altre confederazioni minori, che così vedono aumentare le loro chance di partecipazione, mentre la UEFA, nella figura di Ceferin, si è espressa fortemente contraria.
Il piano piace soprattutto al numero uno della FIFA. Il motivo è facilmente intuibile: la Fifa mira, da sempre, a incrementare il consenso nelle parti del mondo più periferiche così ingrossare il bilancio dell’organizzazione. Più nazionali ai Mondiali, più potere e consensi per il presidente.