"Chiedo scusa per non avercela fatta". Si sintetizzano così le parole del CT Gennaro Gattuso, in lacrime al termine della finale playoff della sua Italia contro la Bosnia. Lacrime comprensibili, figlie della terza qualificazione consecutiva mancata per un campionato del Mondo e arrivata dopo una gara giocata sì per lunghi tratti in inferiorità numerica, ma che ha visto, alla fine, trionfare la squadra più meritevole. E l'Italia ora si ritrova a dover affrontare un fallimento, l'ennesimo, assoluto, che spinge ancor di più nel baratro un movimento che già da tempo si trovava ai propri minimi storici. E mentre si rincorrono vani tentativi di giustificazioni per quanto successo a Zenica, ci si interroga sul futuro dei vari componenti di questa nazionale, con la posizione del CT Gattuso più in bilico che mai.

 

Fallimento Italia: Gattuso resta o va via?

 

"I ragazzi non si meritavano una batosta così per l’impegno che ci hanno messo - ha detto Gattuso al termine della partita - In dieci abbiamo avuto tre grandi occasioni, loro invece ci facevano il solletico. Ma questo è il calcio. Fa male, il Mondiale serviva a noi, alle nostre famiglie, al movimento. Una mazzata così non si digerisce. Il risultato è ingiusto, l’Italia ci ha messo il cuore, è rimasta in trincea, mi ha impressionato".  E, come fatto anche da Gravina per la propria posizione, il CT non si è sbilanciato su quello che sarò il suo futuro: "Non è importante parlare del mio futuro. Ci teniamo la prestazione ma fa male", la chiosa del CT. Imperativo sottolineare come il contratto di Gattuso sia comunque in scadenza il prossimo luglio e rimane, al momento, difficile immaginare ancora a lungo sulla panchina azzurra l'ex tecnico di Milan e Napoli. Neanche il Presidente Federale, Gabriele Gravina, ha sciolto le riserve in merito al futuro di Gattuso. Anzi. "Ho chiesto a Gattuso e Buffon di rimanere", ha detto il numero uno della Figc durante la conferenza stampa post partita.

 

Quale futuro per Gattuso? Ecco chi potrebbe sostituirlo in caso di addio

 

E in attesa di decisioni ufficiali, ci si interroga su chi possa sedersi su una delle panchine, inevitabilmente, più bollenti in termini di nazionali. I nomi attualmente liberi non sono molti. Con De Zerbi appena accasatosi al Tottenham, tra quelli al momento senza squadra troviamo: l'ex Juventus Thiago Motta e Stefano Pioli, entrambi reduci da esperienze traumatiche con i club. Discorso diverso per Enzo Maresca, dimissionario dal Chelsea, ma comunque tra i migliori per rendimento e risultato dell'ultimo periodo. Attenzione allora a quelli che al momento hanno già una panchina. Quello di Simone Inzaghi è un nome che scalda inevitabilmente, anche se di motivi (almeno 25 milioni) per restare in Arabia ne ha, nonostante le voci di addio.

 

Rimane viva la pista degli eroi del 2006, prima di affondare su Gattuso la Federazione aveva vagliato le piste De Rossi (che sta facendo ora ottimamente al Genoa) e Fabio Cannavaro (che però il Mondiale lo vivrà da protagonista con il suo Uzbekistan). Attenzione poi alle panchine delle big di Serie A: Massimiliano Allegri, Gian Piero Gasperini e Antonio Conte sembrano orientati a proseguire rispettivamente con Milan, Roma e Napoli, nonostante alcune frizioni. Certamente se uno di questi dovesse lasciare, la Federazione tenterebbe un affondo.

 

E occhio anche alle piste italiane all'estero: Farioli sta facendo ottimamente al Porto e potrebbe finire sul taccuino dei papabili successori sulla panchina azzurra in caso di addio di Gattuso. Discorsi, al momento, inevitabilmente da rimandare anche perché il compito della scelta del CT spetta al Presidente Federale. Ruolo, al momento, di Gabriele Gravina ma che potrebbe anche cambiare nelle prossime settimane.