Ci sono giocatori che segnano le epoche del calcio, altri che rappresentano una rottura con il passato, altri ancora in grado di rimanere impressi nell'immaginario collettivo per anni anche se ormai "in pensione". E nessuno, nel calcio italiano, è stato tutto questo più di Franco Baresi. A 66 anni il leggendario capitano del Grande Milan si è spento, dopo aver lottato, come era solito fare in campo, con una grave malattia.

 

Il calcio italiano, e non solo, piange dunque una delle sue figure più iconiche, un calciatore e un uomo che di diritto è stato, è tuttora e sarà sempre sull'Olimpo di questo sport. Andiamo a ripercorrere quello che è stato il suo Grande Milan, i suoi successi e quel Pallone d'Oro mai vinto ma comunque tenuto tra le mani.

 

Addio a Franco Baresi: i suoi successi e la storia del Grande Milan

 

Raccontare chi è stato Franco Baresi non è un compito facile, ma di certo, per spiegarne la grandezza, è lecito sottolineare come rientri in quella ristretta cerchia di giocatori che non "sono" esclusiva dei tifosi della squadra che lo ha reso grande e che lui ha contribuito a consegnare alla leggenda, ma che "sia" un calciatore di ogni appassionato italiano. Questo perché circoscrivere Franco Baresi al solo rossonero, seppur lecito, è forse limitante. La lunga storia d'amore con il suo Milan racconta di un legame iniziato quasi 50 anni fa: il 23 aprile 1978, a soli 17 anni, gioca titolare in occasione della gara di Serie A contro il Verona, sostituendo lo squalificato Turone.

 

Nella stagione successiva, ad appena 18 anni, si ritaglia un ruolo cruciale ed è una delle pedine fondamentali di Liedholm nella conquista del decimo scudetto rossonero. Di certo non è mai stato un difensore dominante fisicamente, ma compensava questo aspetto grazie alla lettura tattica, la capacità di anticipare l’avversario con aggressività e la rapidità negli spazi stretti, ma, al netto di tutto, il ruolo da libero lo limita. Per lui la svolta arriva con lo sbarco in rossonero di Berlusconi prima e Sacchi poi. Dopo un inizio tutt'altro che semplice, il Milan cambi marcia e dimensione, diventando una delle migliori squadre del mondo.

 

In quattro stagioni con Sacchi, dal 1987 al 1991, conquista: 1 Campionato di Serie A, 1 Supercoppa Italiana, 2 Coppe dei Campioni, 2 Supercoppe UEFA e 2 Coppe Intercontinentali. Anche con Capello, Baresi resta un punto di riferimento e una colonna portante di un Milan che continua a dominare in Italia, in Europa e nel mondo. Nella stagione 1991/92 è protagonista del Milan che termina e vince lo Scudetto senza mai perdere in tutto il campionato di Serie A. Mentre, tra il dicembre ’93 e la fine del febbraio ’94  è il leader della leggendaria difesa composta da: Tassotti, Costacurta e Maldini. Un autentico muro permette a Sebastiano Rossi di siglare il record d’imbattibilità per 929 minuti.

 

Franco Baresi e quel Pallone d'Oro mai vinto ma comunque ricevuto

 

C'è un aneddoto particolare intorno a Franco Baresi. Lo storico numero 6 del Milan, primo giocatore in Italia a vedersi ritirato il numero di maglia al termine della carriera, fa parte di quella cerchia di leggende italiane che non hanno mai vinto un Pallone d'Oro. Ma questo non vuol dire che Baresi non ne abbia avuto uno in casa per oltre 30 anni. Come è possibile? Andiamo con ordine: nell'anno 1989, l'allora capitano rossonero, si classificò secondo per una manciata di voti al Pallone d'Oro, componendo dietro a Marco Van Basten e davanti a Frank Rijkaard un iconico podio interamente a tinte rossonero.

 

Un secondo posto già di per sé unico, ma che non soddisfò a pieno l'allora presidente del Milan, Silvio Berlusconi. Il numero uno del Diavolo volle allora fare a Baresi un regalo speciale: una versione originale del Pallone d’Oro da custodire come simbolo di riconoscimento e gratitudine. Un gesto che evidenzia ancora oggi il legame che c'era tra Berlusconi e il capitano per antonomasia del Milan.