Come la leggenda che è, Lionel Messi è stato salutato tra la commozione non solo del Monumental (la casa del River Plate) o dalla sua Nazionale, ma da un intero popolo. Dopo 208 partite, 126 gol e 69 assist, l'8 volte pallone d'oro ha detto addio alla Seleccion. Un palmares, quello arricchito con la maglia dell'Argentina che parla chiaramente: un Mondiale Under 20 (2005), un oro olimpico (2008), due Copa America (2021 e 2024), una Finalissima (2022), un Mondiale (2022). E nella Capitale è andato in scena l'ultimo tango di Leo Messi con la maglia dell'Argentina: un'amichevole contro il Benin, nella quale il 10 ha salutato alla sua maniera, mettendo a referto 2 assist e firmando il rigore del definitivo 3-0. A fine partita poi, via alla festa e alle lacrime, con l'intero mondo del calcio a rendere omaggio a uno dei più grandi di tutti i tempi. Ma la domanda sorge ora spontanea: quale futuro aspetta Leo Messi dopo il ritiro dalla Nazionale?

 

Messi, quale futuro dopo l'addio alla Nazionale?

 

Ciò che riguarda il futuro di uno dei più grandi di sempre è, ovviamente, interesse comune. La premessa, tuttavia, è doverosa: Messi ha detto basta con il calcio per nazionali, ma a livello di club, non ci sono segnali di un ritiro imminente. Il contratto di Messi con l'Inter Miami scade nel 2028 e viene rinnovato di anno in anno. A questo si aggiunge che chi gli è vicino non ha mai parlato di un imminente addio che se ne vada prima. Il rinnovo del suo contratto sembra infatti cosa probabile, a patto, ovviamente, che Messi si senta ancora in grado di giocare e di essere competitivo. Messi, al netto di tutto, non ha mai fatto piani a lungo termine.

 

Tuttavia, il dopo sembra essere almeno già abbozzato: resterà legato al calcio, ma sta diversificando i propri interessi nel business e negli investimenti. In questo senso poi, Messi stesso è stato chiaro su quale ruolo vede più suo una volta appeso gli scarpini al chiodo: a domanda se preferirebbe fare l’allenatore o il proprietario, Messi ha scelto la seconda opzione. Come proprietario, infatti, può guidare il club da una posizione più tranquilla. Ciò che è certo è che la volontà è quella di non limitarsi a nominare l’allenatore: Messi vuole seguire i dettagli, prendere decisioni e monitorare da vicino il progetto. 

 

Messi, in Spagna già al via il suo progetto futuro

 

Messi, ovviamente, non ha perso tempo. In Spagna la pule ha infatti già avviato il suo progetto calcistico. Lo scorso aprile ha acquisito l’UE Cornellà, squadra di quinta divisione poco fuori Barcellona, per farne un vivaio di giovani talenti. Ma Messi non si è fermato qui: il 1° ottobre è stato annunciato che anche il CD Eldense, squadra di seconda divisione, passerà nelle mani dell'argentino, in attesa dell’ok definitivo del Consiglio Superiore dello Sport spagnolo. L’Eldense sarà il centro dei suoi piani, cin l’obiettivo immediato che è evitare la retrocessione. Inoltre, in Uruguay, Messi ha dato vita a un altro progetto, insieme con Luis Suárez.

 

Il Deportivo LSM, promosso in terza divisione nel 2025. Inizialmente si pensava a una rete più ampia di società, ma i costi elevati hanno presto fatto desistere: Messi punta soprattutto a far affermare l’Eldense nel calcio spagnolo. C'è poi l'opzione più romantica: quella di un ritorno in Argentina, soprattutto al Newell’s Old Boys di Rosario. Un'idea che ovviamente stuzzica i tifosi, ma resta, al momento, appunto solo un'ipotesi: nessuno ne ha infatti mai parlato in maniera ufficiale. La proprietà di club fa parte del suo progetto, ma il calcio giovanile è prioritario: il Newell’s Old Boys, uno dei 16 vivai della “Messi Cup”, ne è un esempio. Messi, per ora, non ha fretta: ma il suo futuro fuori dal campo comincia a delinearsi sempre più.