Fuori Campo
FIFA, pronta la rivoluzione: Infantino vende il Mondiale? Cosa sta succedendo
A quasi due settimane dal triplice fischio di Vincic sulla finale della 23ª edizione della Coppa del Mondo, non si arrestano i colpi di scena intorno alla stessa. Nel pomeriggio di New York è stata la rete, sul nascere del secondo tempo supplementare, di Ferran Torres a mandare in paradiso la Spagna, in cima al Mondo per la seconda volta nella sua storia, condannando l'Argentina alla seconda finale persa delle ultime tre giocare, e a far calare il sipario su una rassegna iridata che ha dato molto da parlare. E nelle prossime settimane non diminuirà l'abitudine in merito alla discussioni intorno ai Mondiali, specialmente dopo l'ultima indiscrezione lanciata dal Times, secondo il quale la FIFA starebbe pensando a un colpo di scena mai visto prima.
La FIFA vende il Mondiale? Cosa sta succedendo
Secondo il celebre quotidiano, infatti, la Fifa sta pensando di cedere una parte del valore del Mondiale. Anticipazione prontamente confermata dalla FIFA stessa che, nella giornata di martedì, ha annunciato la volontà di creare una nuova società per gestire le proprie attività commerciali e attrarre investitori esterni. L’obiettivo è di quelli ambiziosi: circa 10 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni per finanziare lo sviluppo del calcio. La nuova struttura si chiamerà FIFA Forward Enterprise (FFE) e riunirà tutti i diritti commerciali, dalle trasmissioni televisive alle sponsorizzazioni, passando anche per la biglietteria e le licenze. La partecipazione di investitori esterni si aggirerebbe attorno al 20%, tra i quali dovrebbe figurare anche la famiglia Kushner del genero di Trump.
Mondiale in vendita: il comunicato della FIFA e cosa può cambiare
La FIFA, sdoganata la notizia, non è rimasta a guardare. Attraverso un comunicato ha infatti chiarito come l'obiettivo principale di Infantino sia quello di "liberare il potenziale commerciale del calcio", ma come "la FIFA avrebbe il controllo esclusivo della FFE attraverso una rappresentanza maggioritaria nel consiglio d’amministrazione". Inoltre "tutti i profitti netti saranno reinvestiti nel calcio" con la FEE che dovrebbe raccogliere 4,2 miliardi di dollari già quest’anno e che promette ricadute economiche per le federazioni membri attraverso un nuovo meccanismo di finanziamento.
Attualmente l’organizzazione prevede di distribuire loro molto meno, ovvero circa 2,7 miliardi nel periodo 2027-2030. Cosa prevede in maniera pratica il progetto? La collaborazione con la banca d’affari J.P. Morgan e il fondo d’investimento Thrive Eternal, creato da Joshua Kushner, fratello di Jared, genero di Donald Trump. Infantino potrebbe dunque diventare direttore generale della FFE, con compensi personali fino a 64 milioni di dollari. E la frequenza dei Mondiali potrebbe aumentare, visto che gli investitori vorranno massimizzare i dividendi. Uno stravolgimento mai visto.
Rivoluzione Mondiale: dure risposte alla FIFA
Le reazioni non si sono fatte attendere, con la UEFA subito in prima linea per criticare aspramente l'idea della FIFA. "Tutto questo supera una linea che le istituzioni che governano il calcio non dovrebbero mai oltrepassare. L’anima e la governance del calcio non sono capitali su cui speculare, soprattutto senza trasparenza sulla destinazione dei profitti finanziari. Nessuno di noi è proprietario del calcio. Non spetta alla FIFA venderlo" si legge sul comunicato della UEFA.
Tra chi si è scagliato contro il progetto FEE, anche il predecessore di Infantino a capo della FIFA: Sepp Blatter (a capo dal 1998 al 2015). L'ex numero uno della Federazione ha parlato chiaro: "La stretta relazione tra il presidente della FIFA e il presidente degli Stati Uniti ha assunto una dimensione finanziaria che danneggia gravemente il calcio. Nessuno ha il diritto di vendere il nostro sport".
Dal mondo del calcio a quello della politica: tra chi si è espresso in maniera negativa all'idea della FIFA anche Andy Burnham, nuovo primo ministro britannico: "Il calcio non appartiene agli investitori ma a coloro che riempiono le tribune settimana dopo settimana. La Coppa del Mondo non è un prodotto. È la più grande competizione dello sport mondiale e non è mai appartenuta a nessuno per essere venduta".