Un talento italiano pronto a farsi conoscere anche in Germania. Il nome è quello di Guido Della Rovere, centrocampista classe 2007 che il Bayern Monaco ha deciso di valorizzare e accompagnare verso il grande salto nel calcio dei professionisti.

 

A soli 19 anni, compiuti lo scorso 4 giugno, il giovane italiano ha già attirato l'attenzione dell'ambiente bavarese. Nella prima uscita stagionale del Bayern Monaco, infatti, Della Rovere ha ricevuto un importante attestato di fiducia: la fascia da capitano nell'amichevole contro il Wehen, formazione della terza serie tedesca.

 

Non solo leadership. Durante la partita il centrocampista italiano si è anche incaricato della battuta dei calci di punizione, sfiorando il gol con una delle sue conclusioni. Un dettaglio che racconta il ruolo che il club sembra voler affidargli: quello di un giocatore tecnico, capace di prendersi responsabilità e di incidere nella gestione del gioco. Conosciamo meglio il baby talento Guido Della Rovere: dalla Cremonese al Bayern Monaco, fino alla fascia da capitano. 

 

Chi è Guido Della Rovere, il centrocampista italiano del Bayern Monaco

 

Nato a Cremona il 4 giugno 2007, Guido Della Rovere è un centrocampista moderno, abituato a giocare nel cuore del campo e a partecipare alla costruzione della manovra. La sua principale caratteristica è la capacità di dettare i tempi della partita: chiede spesso il pallone, si propone per ricevere anche sotto pressione e cerca rapidamente la soluzione migliore per far ripartire l'azione. Un modo di interpretare il ruolo che ha attirato l'attenzione degli allenatori del settore giovanile del Bayern Monaco e dello stesso Vincent Kompany.

 

Il premio della fascia da capitano arrivato nell'amichevole contro il Wehen rappresenta un segnale importante, nonostante il contesto abbia fatto la differenza. Il Bayern si è infatti presentato alla sfida con una rosa profondamente rimaneggiata, con molti giocatori della prima squadra ancora assenti dopo gli impegni internazionali. Degli undici titolari scelti da Kompany, soltanto Della Rovere e Assomo avevano già ricevuto una convocazione con la formazione principale.

 

Dalla Cremonese al Bayern: la scelta di lasciare l'Italia

 

Prima di approdare in Germania, Della Rovere ha mosso i primi passi nella Cremonese, società nella quale è cresciuto e con cui ha vissuto una parte importante della sua formazione calcistica. Per dieci anni ha indossato la maglia grigiorossa, arrivando anche all'esordio in prima squadra. Il trasferimento al Bayern Monaco, avvenuto due anni fa, ha quindi rappresentato un cambiamento significativo: non soltanto sportivo, ma anche personale.

 

Lasciare Cremona, la famiglia e gli amici non è stata una decisione semplice. Lo stesso Della Rovere ha raccontato quanto sia stata importante la riflessione prima di accettare la proposta del club tedesco:

 

"Non avrei voluto lasciare l'Italia. Ho passato tutta la mia vita a Cremona, tutti i miei cari vivono lì. Ho giocato per dieci anni per la Cremonese, riuscendo anche a esordire. Ho riflettuto molto sul trasferimento, ma è stata la scelta giusta. Volevo uscire dalla mia zona di comfort".

 

L'impatto con una nuova realtà non è stato immediato. La lingua, soprattutto all'inizio, è stata una delle principali difficoltà: Della Rovere ha raccontato di aver avuto problemi di comunicazione nei primi mesi, anche perché il suo inglese non era ancora fluente. A complicare il percorso è arrivato anche un infortunio, superato grazie al sostegno della famiglia, che lo ha accompagnato durante questa fase di adattamento.

 

Un italiano in Germania: il carattere di Guido Della Rovere

 

Oltre alle qualità tecniche, Della Rovere ha colpito anche per il suo atteggiamento dentro e fuori dal campo. Tra i tifosi del Bayern è diventata popolare una curiosa associazione con Guido, il personaggio del film Cars, utilizzato come riferimento ironico per il suo nome. Una situazione che il giovane calciatore ha accolto con simpatia: "È una cosa che mi fa molto ridere. Apprezzo molto quel personaggio. In realtà non abbiamo molte cose in comune, se non la nazionalità".

 

Il suo carattere, però, racconta anche un mix culturale particolare. Se il padre, grande appassionato di motori, gli ha trasmesso alcune passioni, la madre lituana ha avuto un ruolo importante nella formazione del suo modo di essere: "Mi sento italiano e lo sono, ma diciamo che non sono estroverso come molti miei connazionali". Una descrizione che sembra rispecchiare anche il suo stile di gioco: meno appariscente, ma estremamente concentrato sulla sostanza.

 

Il futuro al Bayern Monaco: le possibilità per Della Rovere

 

Il Bayern Monaco ha investito circa 250 mila euro per portarlo in Baviera, una cifra contenuta rispetto agli standard del mercato internazionale ma significativa per un giocatore ancora giovanissimo. Da mesi Della Rovere si allena con continuità con la prima squadra e la situazione del centrocampo bavarese potrebbe offrirgli nuove opportunità. Con la possibile partenza di alcuni giocatori esperti, gli spazi a disposizione dei giovani potrebbero aumentare.

 

Kompany considera il centrocampista italiano un profilo particolarmente interessante per la sua duttilità tattica. Nel sistema 4-2-3-1 può infatti essere utilizzato sia davanti alla difesa, come regista, sia in una posizione più avanzata da trequartista. Con la seconda squadra del Bayern è stato anche impiegato come seconda punta, dimostrando una capacità di adattamento superiore alla media.

 

Proprio questa versatilità rappresenta uno dei suoi punti di forza. Della Rovere non è soltanto un giovane talento italiano da valorizzare, ma un giocatore che il Bayern Monaco sembra considerare già pronto per affrontare nuove sfide.