Oggi la FIGC eleggerà il nuovo presidente federale dopo le dimissioni di Gravina. A Roma si sfidano Abete, già alla guida della Federcalcio dal 2007 al 2014 e oggi presidente della LND, e Giovanni Malagò, ex presidente del CONI. Al voto saranno chiamati 274 delegati delle diverse componenti federali: per l'elezioni servirà il 50% più uno dei voti, con un massimo di tre scrutini. Malagò può contare sul sostegno di Serie A, Serie B AIC e AIAC, mentre la Lega Nazionale Dilettanti appoggia Abete. Vediamo tutto quel che c'è da sapere sull'elezione del nuovo presidente FIGC: come funziona e chi vota. Scopriamolo insieme. 

 

Come funziona l'elezione del presidente FIGC?

 

L'assemblea elettiva è convocata dal presidente federale, in questo caso il dimissionario Gravina, almeno 60 giorni prima della data del voto e deve comunque tenersi entro un massimo di 90 giorni dalle dimissioni. Successivamente, a eleggere il nuovo Presidente saranno 274 delegati in rappresentanza delle società della Lega Serie A, Serie B, Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti, Associazione Italiana Calciatori e Associazione Italiana Allenatori. Il voto sarà ponderato: in altre parole, il voto di alcuni delegati - presenti o loro rappresentanti - peserà più di altri.

 

Il sistema di voto, infatti, si basa su un totale di 516 voti complessivi. Non tutti i voti, però, valgono uguale ma assumono un valore specifico che è proporzionale alla rilevanza della componente rappresentanza. La ripartizione viene suddivisa nel seguente modo: 

 

  • Serie A - 20 delegati (il voto di ciascuno ne vale 4,644 per una somma complessiva di 92,88): 18%;
  • Serie B - 20 delegati (1,548 per una somma totale di 30,96): 6%;
  • Lega Pro - 57 delegati (1,086 per una somma totale di 61,902): 12%;
  • LND - 99 delegati (1,772 per una somma totale di 175,428): 34%;
  • Calciatori - 52 delegati (1,984 per una somma totale di 103,168): 20%;
  • Allenatori - 26 delegati (1,984 per una somma totale di 51,584): 10%.

 

La modalità di voto e la proclamazione

 

Prima che sia aperta la votazione, i candidati possono esporre il loro programma. Le votazioni hanno luogo a scrutinio segreto con un sistema di voto elettronico. Ciascun delegato può votare un solo candidato. Il risultato della votazione è proclamato dal presidente dell'Assemblea. Da quel momento in poi scatta tutta quella serie di passaggi che rendono operativa la nomina, con il nuovo presidente che assume immediatamente i pieni poteri. 

 

Elezioni presidente FIGC: come si raggiunge il quorum?

 

La vittoria è determinata dal raggiungimento della metà più uno dei voti, calcolati sul peso ponderato dei delegati. La procedura cambia in base al numero di candidati: 

 

  • uno o due candidati: il regolamento prevede un massimo di tre scrutini successivi per individuare il vincitore. In ognuna di queste votazioni, per essere eletti, è necessario superare la soglia della metà più uno dei voti totali;
  • tre o più candidati: se al primo turno nessuno raggiunge la maggioranza assoluta, si procede con il ballottaggio tra i due profili che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze. In questa fase sono previsti fino a due ulteriori turni di votazione: il candidato che per primo riuscirà a ottenere la metà più uno dei voti sarà il nuovo presidente della Figc.

 

Il primo "compito" del nuovo presidente: la scelta del CT

 

Una delle prime decisioni del nuovo presidente sarà la scelta del commissario tecnico della Nazionale. Nei giorni scorsi ci sono stati contatti e valutazioni su diversi profili, ma il nome forte rimane quello di Roberto Mancini. Sarebbe un ritorno sulla panchina azzurra e potrebbe diventare uno dei primi atti formali del nuovo corso federale, una volta elettro il presidente, composto il Consiglio e definito il ruolo di vicepresidente