Canestro
Rinnovo Steph Curry: l'offerta dei Golden State e tutti gli scenari
Il rapporto tra Steph Curry e i Golden State Warriors potrebbe proseguire ancora a lungo. Il contratto del numero 30 è in scadenza al termine della prossima stagione, ma la franchigia sembra intenzionata a blindare il volto della propria dinastia: sul tavolo potrebbe arrivare un rinnovo biennale da 136,7 milioni di dollari, che permetterebbe a Curry di restare a Golden State fino al 2029 e, quindi, fino ai 41 anni.
A confermare la volontà degli Warriors di trovare un accordo è stato anche il General Manager Mike Dunleavy Jr., che ha ribadito come entrambe le parti sembrino intenzionate a proseguire insieme. Sullo sfondo, però, rimane una domanda inevitabile: Curry chiuderà davvero la carriera con Golden State?
Rinnovo Curry-Warriors: l'offerta da 136,7 milioni di dollari
Curry potrà diventare eleggibile per un'estensione contrattuale a fine agosto e Golden State sembra intenzionata a muoversi rapidamente, possibilmente trovando un accordo prima dell'inizio della stagione.
Secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, gli Warriors potrebbero proporre alla propria stella un biennale al massimo salariale da complessivi 136,7 milioni di dollari. Una cifra che porterebbe Curry a guadagnare circa 68 milioni di dollari a stagione e prolungherebbe il suo contratto fino al 2029.
Prima dell'eventuale nuovo accordo, Curry dovrà però disputare l'ultima stagione prevista dal contratto firmato nel 2021, nella quale percepirà oltre 62,5 milioni di dollari.
L'intenzione della franchigia, almeno stando alle parole di Dunleavy Jr., è chiara. Il GM degli Warriors ha spiegato di essere convinto di due cose: Curry vuole continuare a vincere e vuole terminare la propria carriera a Golden State. Una prospettiva che permetterebbe al numero 30 di completare un percorso iniziato nel 2009 senza aver mai indossato un'altra maglia NBA.
Curry merita ancora un contratto al massimo salariale?
Il possibile rinnovo apre però inevitabilmente una discussione sulle cifre. Curry continua a produrre numeri da superstar nonostante l'età: nella stagione 2025-26 ha chiuso con 26,6 punti e 4,7 assist di media, tirando con il 39,3% da tre punti.
Il problema, per Golden State, riguarda soprattutto la costruzione della squadra intorno a lui. Gli Warriors hanno terminato la stagione con un record di 37 vittorie e 45 sconfitte, mancando i playoff per la seconda volta nelle ultime tre annate, anche a causa del grave infortunio di Jimmy Butler.
Se l'obiettivo di Curry resta quello di competere per il quinto titolo NBA della sua carriera, Golden State dovrà quindi trovare il modo di rinforzare il roster. Ed è proprio qui che un contratto da quasi 70 milioni di dollari all'anno potrebbe diventare un fattore importante nelle strategie future della franchigia.
Tra i tifosi c'è così chi considera il massimo salariale un riconoscimento inevitabile per il giocatore simbolo dell'epoca più vincente della storia recente degli Warriors e chi, invece, auspica uno sconto da parte di Curry per concedere maggiore flessibilità alla società.
Il precedente più citato è quello di Jalen Brunson, che con la propria estensione ai New York Knicks ha rinunciato a una parte consistente del massimo potenzialmente ottenibile, permettendo alla franchigia di conservare maggiore margine nella costruzione del roster.
Curry può lasciare Golden State? Lo scenario di una trade
Per quanto al momento sembri improbabile, esiste anche uno scenario decisamente più clamoroso: l'addio di Steph Curry ai Golden State Warriors. Il giocatore ha più volte espresso il desiderio di disputare tutta la propria carriera con la stessa franchigia, ma la sua volontà di competere ai massimi livelli potrebbe diventare decisiva qualora Golden State non riuscisse a costruire nuovamente una squadra da titolo.
Dunleavy Jr. non ha chiuso completamente la porta neppure a questa eventualità. Se fosse Curry a chiedere di essere ceduto, il GM e la proprietà dovrebbero prendere in considerazione la sua volontà. Secondo Dunleavy, infatti, quanto fatto da Steph per la franchigia gli ha permesso di guadagnarsi il diritto di avere un peso determinante nella scelta del proprio futuro.
Al momento, dunque, la strada principale porta al rinnovo. Le prossime settimane potrebbero servire a capire non soltanto quanto Golden State sia disposta a investire su Curry, ma anche quali garanzie tecniche possa offrirgli per inseguire ancora una volta il titolo. Perché dietro alla questione economica resta il nodo principale: capire se Curry e gli Warriors possano continuare insieme provando davvero a vincere il quinto anello.