In Europa diverse squadre stanno brillando, ma una in particolare sta sorprendendo per diversi motivi: è il Brighton di Hurzeler. Un club che, all'improvviso, ha cambiato forma pur non cambiando allenatore. Ma i principi tattici, più offensivi, e i tanti calciatori cambiati hanno portato il club inglese a essere una delle squadre più interessanti del momento. Capiamo il perché. 

 

In Premier League c'è un Brighton da sogno: il grande avvio di stagione

 

23 gol fatti e 5 subiti in 7 partite disputate: sono questi i numeri da fantascienza con cui il Brighton di Hurzeler ha iniziato la sua stagione in Premier League. La squadra, dopo anni di piazzamenti di metà classifica post partenza di De Zerbi, sembra come rinata. E il tutto è dovuto sì a una rosa completamente rivoluzionata, ma anche a un allenatore giovanissimo che negli ultimi due anni ha costruito le basi per far giocare così la sua squadra.

 

A Brighton al momento funziona tutto e sognare, quando si sta così bene, non costa nulla. Per far capire di cosa parliamo, i Seagulls sono una squadra che in questa stagione ha anche segnato da centrocampo (Diego Gomez contro il Crystal Palace): sintomo del fatto che, al momento, sembrano in grado di fare qualsiasi cosa. Hurzeler e i suoi ragazzi hanno eliminato, in rimonta, il Manchester United dalla Coppa di Lega, hanno battuto 3-0 i campioni in carica dell'Arsenal, hanno rifilato 4 gol all'Aston Villa, 3 al Chelsea, 5 al Coventry City e 4 al Tromso. La cosa bella? Che non c'è un bomber che fa tutto da solo: è la squadra, coralmente, che fa gol a profusione. Sono semplicemente in stato di grazia e, infatti, sono tra i favoriti per la vittoria della Conference League 2026/27. 

 

Come gioca il Brighton di Hurzeler? Ecco dove arrivano i tanti gol (e non solo)

 

Ma come fa il Brighton a essere così esplosivo? Così incontrollabile? Giocando un calcio energico, aggressivo, completamente folle. I Seagulls vengono a prendere altissima la squadra avversaria mentre costruisce la propria manovra del gioco: vanno uno contro uno su ogni singolo giocatore, cercando di recuperare palla più alto possibile per prendere in controtempo la squadra che pressano. Mentre gli avversari attaccano, all'improvviso, si ritrovano a dover correre all'indietro per recuperare il pallone perso: qui si crea il momento perfetto per fare gol.

 

Il Brighton questa cosa la sa fare benissimo. Per dare un paragone, in Italia è la Roma di Gasperini (e prima l'Atalanta) la squadra che di più si approccia in questo modo al calcio (e non a caso è uno dei migliori attacchi del campionato di Serie A). Prendere alte in pressione le squadre sta portando ottimi vantaggi a chi gioca così, ma inaspettatamente non solo dal punto di vista offensivo. Anche la fase difensiva, oggi, la si costruisce aggredendo alto. 

 

 

Il Brighton, infatti, è inaspettatamente anche una squadra che subisce pochi gol. E questo perché è brava a dominare quei duelli negli uno contro uno con i suoi giocatori, che sono iper atletici oltre che bravi tecnicamente. E non parliamo di nomi altisonanti, ma di calciatori che sono stati acquistati per essere funzionali alle idee di Hurzeler. Idee a volte fuori dagli schemi, questo va detto. Basterebbe, infatti, pensare che ad allenare questa fase difensiva, fatta di duelli individuali, ci pensa un allenatore particolare: Christian Eckerlin, un fighter di arti marziali miste. 

 

Fabian Hurzeler ha solamente 33 anni: gli allenatori giovani che fanno la differenza nel calcio mondiale sono sempre di più e lui è indubbiamente uno di questi. Era un commerciante di opere d'arte in Germania, poi venne licenziato perché invece di lavorare guardava partite su partite. Ha risollevato il St. Pauli e ora è alla terza stagione in Premier League con il Brighton, pronto a sorprendere ancora. L'ultimo trofeo grande lo ha vinto più di un secolo fa (Community Shield del 1910). Questa stagione, alla sua seconda partecipazione europea in assoluto e solo alla sua quattordicesima partecipazione alla massima serie, potrebbe tornare a sollevare al cielo una coppa.