Dopo il Tour de France, il grande ciclismo chiude la stagione delle corse a tappe con la Vuelta a España 2026, l'ultima grande corsa a tappe dell'anno. L'ottantunesima edizione della corsa spagnola promette spettacolo grazie a un percorso particolarmente impegnativo, con numerosi arrivi in salita, due cronometro individuali e un finale che potrebbe lasciare aperta la lotta per la maglia rossa fino all'ultima settimana. Per la prima volta nella sua storia, la Vuelta scatterà dal Principato di Monaco, attraversando anche Francia e Andorra prima di entrare in Spagna, dove si deciderà la classifica generale.

 

Dopo il dominio di Primož Roglič interrotto nel 2025 dalla vittoria di Jonas Vingegaard, con il ritorno di Tadej Pogačar, assente dal 2019 (quando arrivò sul podio vincendo tre tappe), il livello dei pretendenti al titolo è altissimo.

 

Ecco tutto quello che c'è da sapere su date, percorso e favoriti della Vuelta a España 2026.

 

Vuelta a España 2026: date e percorso

 

La Vuelta a España 2026 si svolgerà da sabato 22 agosto a domenica 13 settembre, per un totale di 21 tappe e oltre 3.300 chilometri di gara. Sarà la terza e ultima prova stagionale del calendario dei Grandi Giri, uno degli appuntamenti più importanti dell'UCI World Tour.

 

L'edizione 2026 entrerà nella storia per la sua partenza dal Principato di Monaco, una novità assoluta. La prima tappa sarà una cronometro individuale di 9 chilometri tra le strade del piccolo Stato monegasco, ideale per assegnare la prima maglia rossa senza creare distacchi significativi tra gli uomini di classifica.

 

Nei giorni successivi il gruppo attraverserà il sud della Francia con l'arrivo a Manosque e la prima vera sfida per gli scalatori a Font-Romeu, prima di affrontare una durissima tappa interamente disegnata sulle montagne di Andorra, destinata a selezionare fin dalle prime battute i principali candidati alla vittoria finale.

 

Una volta entrata in Spagna, la Vuelta si svilupperà lungo la costa mediterranea e poi in Andalusia, alternando tappe mosse a frazioni dedicate ai velocisti. Non mancheranno però le grandi salite simbolo della corsa, con arrivi su Alto de Aitana, Calar Alto, Sierra de la Pandera e Collado del Alguacil, oltre a una seconda cronometro individuale di oltre 30 chilometri in programma nella terza settimana tra El Puerto de Santa María e Jerez de la Frontera, che potrebbe ribaltare gli equilibri della classifica generale.

 

Le tappe decisive della Vuelta 2026

 

Come da tradizione, sarà la montagna a decidere gran parte della corsa. Già la terza e la quarta tappa offriranno un primo banco di prova, ma i distacchi più importanti potrebbero arrivare nella seconda settimana, quando il gruppo affronterà due delle salite più dure dell'intero percorso.

 

Particolarmente attesa è la dodicesima frazione con l'arrivo in quota a Calar Alto, una delle ascese più lunghe e selettive dell'edizione 2026, seguita due giorni più tardi dall'arrivo sulla Sierra de la Pandera, salita che negli anni ha spesso regalato attacchi spettacolari e ribaltoni nella graduatoria generale.

 

La terza settimana offrirà poi un mix di occasioni per specialisti delle prove contro il tempo e grandi scalatori. La cronometro di Jerez potrebbe consentire agli uomini più completi di guadagnare terreno, mentre la penultima tappa con arrivo al Collado del Alguacil rappresenta l'ultima grande occasione per cambiare le sorti della corsa prima della passerella conclusiva di Granada.

 

Vuelta a España 2026: i favoriti

 

La corsa verso la maglia rossa parte inevitabilmente da Tadej Pogačar, considerato il principale candidato al successo finale. Il campione sloveno dominatore del Tour, parte sempre con i favori del pronostico nelle grandi corse a tappe e la Vuelta manca nel suo palmares.

 

 Il primo grande rivale è Primož Roglič, vincitore di quattro edizioni tra il 2019 (quando arrivò davanti a Pogačar, solo terzo) e il 2024. La Vuelta è storicamente il terreno di caccia preferito del fuoriclasse sloveno, che conosce perfettamente le salite iberiche e sa gestire come pochi le tre settimane di gara. Se dovesse presentarsi al via nelle migliori condizioni, sarebbe probabilmente l’avversario più pericoloso per Pogačar.

 

Tra gli uomini di classifica dovremmo inserire Jonas Vingegaard, ma la caduta al Tour lo esclude dalla lista, che invece può comprendere Remco Evenepoel, a patto che il belga riesca a non dilapidare sulle montagne il vantaggio che può guadagnare nelle tappe a cronometro.

 

Tra le possibili sorprese figurano anche Juan Ayuso, giovane talento spagnolo che conosce bene le strade della Vuelta, João Almeida, sempre regolare nelle corse a tappe e finito secondo alla Vuelta 2025, e Enric Mas, che nelle ultime stagioni ha spesso trovato proprio nella corsa di casa il palcoscenico ideale per esprimersi ad alto livello.

 

Chi può vincere davvero la Vuelta 2026?

 

Molto dipenderà dalle condizioni con cui i big arriveranno al termine dell’estate. Pogačar potrebbe arrivare dalla fatica del Tour de France, mentre Roglič, sebbene venga da una caduta ha spesso dimostrato di saper programmare la stagione con l’obiettivo specifico della Vuelta.

 

L’impressione è che la sfida principale, senza Vingegaard, possa essere ridotta tra Pogačar e Roglič, con Almeida pronto a inserirsi se la corsa dovesse diventare particolarmente selettiva sulle lunghe ascese. Evenepoel rappresenta invece l’incognita più affascinante: se riuscirà a superare senza crisi i grandi tappi montani, potrebbe sfruttare il suo vantaggio nelle cronometro per restare in corsa fino all’ultima tappa.

 

Naturalmente, come spesso accade nei Grandi Giri, saranno la condizione del momento, le cadute e la gestione delle energie a fare la differenza. Ma una cosa è certa: tra il 22 agosto e il 13 settembre 2026 gli appassionati di ciclismo avranno davanti tre settimane di grande spettacolo.