Si è alzato il sipario sugli Europei di atletica per il 2026, in programma in quel di Birmingham. Per l'Italia, al primo giorno di gare, sono già arrivate due medaglie, entrambe dal getto del peso. Doppietta azzurra nella specialità: Leonardo Fabbri si è infatti confermato campione d'Europa con un eccellente 22,31, medaglia d'argento per Zane Weir con un convincente 21,12.  Ma tra chi si è messa in mostra nella prima giornata di gare in terra britannica, c'è soprattutto la classe 2006 milanese Erika Saraceni, astro nascente, ma con già risultati di livello alle spalle, del salto triplo azzurro.

 

La Saraceni ha ribadito il suo status in occasione delle qualificazioni per la finale di questi Europei, dove ha piazzato una misura che le ha permesso di chiudere davanti a tutte: 14.50 al secondo affondo, miglioramento personale di nove centimetri, quinta posizione rafforzata nelle liste azzurre di sempre.

 

Chi è Erika Saraceni: l'infortunio alle anche e il rischio Europei

 

Vedendola in azione in pedana tutto potrebbe passare per la testa tranne che l'azzurra classe 2006 arrivi da un anno di stop. Dopo aver trionfato agli Europei U20 nel salto triplo e aver contribuito all’affermazione dell’Italia in Coppa Europa, ha dovuto fare i conti con un momento complicato della sua giovane carriera: la Saraceni è stata infatti ferma per 312 giorni a causa di un problema fisico alle ernie inguinali, che aveva richiesto un intervento chirurgico, nel quale le hanno applicato delle retine sia all’inguine destro che sinistro, e un lungo periodo di riabilitazione. Intervento necessario, ma che l'azzurra aveva accettato di buon cuore grazie alla certezza di partecipare agli Europei dopo il 14,24 che aveva piazzato la scorsa stagione a Tampere, nella rassegna continentale giovanile.

 

L'obiettivo dell'azzurra era chiaro fin da subito: "Potrei esordire a giugno o al massimo a Savona. E’ un anno meno impegnativo di quello precedente, non ho rassegne giovanili a cui partecipare. Tutta la preparazione sarà fatta in funzione di Birmingham". Pronti via, il ritorno è di livello assoluto: rimesso piede in pedana dopo lo stop, l'azzurra ha trionfato ai Campionati Italiani con l'ottima misura di 14,41 metri, con vento praticamente nullo (+0,1 m/s) e avendo la meglio contro una veterana del triplo azzurro del calibro di Dariya Derkach.

 

Erika Saraceni: il sogno di un oro agli Europei

 

E ora l'esordio da protagonista in questi Europei di Birmingham e, dopo il primo posto nel turno preliminare, può cullare sogni di gloria. La certezza è che la ventenne azzurra, in finale, non avrà nulla da perdere.  A lei spetterà comunque il compito di gareggiare senza pressioni, alleggerendo la testa e le gambe, con l’obiettivo di fare bene e di potersela giocare, perché nessun traguardo sembra poter essere precluso. Lungo il cammino che conduce ai Mondiali 2027 e alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, i primi grandi passaggi di una carriera che lei vive come un sogno. "Sin da quando ero piccola il mio sogno è partecipare alle Olimpiadi. Non ci sono ancora riuscita, però incrociamo le dita: quest'anno ho partecipato ai Mondiali, competitivamente è come le Olimpiadi, ma è un contesto totalmente diverso". Ora però c'è prima un sogno europeo da coltivare. 

 

Roja, Cestonaro e Derkach: i modelli di Erika Saraceni

 

Come tutti gli atleti che si rispettino, anche Erika Saraceni è cresciuta ammirando le gesta di chi portava già in alto i colori azzurri, anche se il primo colpo di fulmine è stato con Yulimar Rojas, venezuelana e fuoriclasse assoluta della specialità: "Nel 2021 non seguivo ancora il triplo, ma il salto di Yulimar Rojas mi ha affascinato un sacco, una naturalezza incredibile. Poi la stimo molto, è riuscita a tornare a Tokyo e prendersi il terzo posto nonostante si fosse lesionata il tendine. Ed è molto carina, non si vanta per nulla".

 

I modelli però li ha trovati anche in chi ancora oggi fa parte della sua squadra: Ottavia Cestonaro e Dariya Derkach. "Ottavia con me si è sempre mostrata molto carina, alla fine di ogni gara mi ha sempre fatto i complimenti. Si vede che si impegna tantissimo, quest'anno mi sono interfacciata di più con lei e con Dariya. All'inizio le vedevo un po' come dire, 'oddio gareggio contro loro', poi ho capito che sono quasi come loro. Mi sto avvicinando progressivamente. Prima dei Mondiali avevo fatto solo una gara con loro, ma l'anno scorso agli assoluti di La Spezia mi chiedevano informazioni sulle gare oppure mi fanno sempre complimenti sui social, sono molto carine".