Tempo di play-off per l’Italia che conosce già il proprio percorso per strappare il biglietto verso Stati Uniti, Messico e Canada. Gli azzurri dovranno prima superare la semifinale degli spareggi contro l’Irlanda del Nord, una sfida secca che si giocherà a Bergamo. In caso di successo, però, l’ultimo ostacolo verso il Mondiale sarebbe in trasferta contro la vincente della semifinale tra Galles Bosnia. Ecco perché, in questo approfondimento, cerchiamo di capire come giocano

 

Il percorso del Galles nelle qualificazioni

 

Il Galles ha disputato un girone di qualificazione molto positivo, chiudendo al secondo posto dopo il Belgio nel gruppo J con 16 punti. Il bilancio complessivo parla di cinque vittorie, un pareggio e due sconfitte, entrambe arrivate proprio contro i Diavoli Rossi. Un dato che racconta bene il livello della squadra: contro le avversarie alla portata, infatti, il Galles ha quasi sempre fatto valere la propria superiorità. Molto interessante anche il dato offensivo. Con 21 gol segnati in otto partite, la squadra guidata da Bellamy è stata una delle più prolifiche tra le seconde classificate dei gironi europei. Un numero che dimostra come il Galles abbia un’impostazione di gioco piuttosto offensiva, con tanti uomini coinvolti nella fase d’attacco.

 

Come gioca il Galles

 

Il modulo più utilizzato è il 4-2-3-1, ma non sono mancate varianti con due punte o con assetti più offensivi. Occhi puntati sul capitano Harry Wilson, centrocampista offensivo dotato di grande qualità tecnica. In alcune partite è stato utilizzato anche come falso nove, proprio per togliere punti di riferimento alla difesa avversaria. Nel complesso il Galles non è una squadra particolarmente fisica, ma punta molto su ritmo, intensità e organizzazione. In casa riesce spesso a esprimersi al meglio, trascinato dall’entusiasmo del pubblico. Per questo motivo affrontarlo in trasferta potrebbe rappresentare una sfida complicata per qualsiasi avversaria. Il talento più rappresentativo della nazionale gallese è senza dubbio Brennan Johnson. L’attaccante del Tottenham è ormai il punto di riferimento dell’attacco e uno dei giocatori più pericolosi della squadra.

 

Una nazionale plasmata da Bellamy

 

Alla guida della nazionale gallese c’è Craig Bellamy, nominato commissario tecnico nel 2024. L’ex attaccante ha avuto una carriera da calciatore molto intensa, vestendo tra le altre le maglie di Liverpool e Manchester City. In campo era noto per il suo carattere combattivo e per la capacità di segnare gol importanti. Dopo il ritiro ha iniziato un percorso da allenatore che lo ha portato a lavorare prima nei settori giovanili del Cardiff e poi in club come Anderlecht e Burnley. Bellamy è considerato un tecnico ambizioso, con idee di gioco offensive e una forte personalità. Il Galles sembra aver trovato in lui un allenatore capace di dare identità e carattere alla squadra.

 

Il cammino della Bosnia

 

Anche la Bosnia ha disputato un girone di qualificazione di buon livello. La nazionale balcanica ha chiuso al secondo posto nel gruppo H con 17 punti, alle spalle dell’Austria. Il percorso è stato molto solido: cinque vittorie, due pareggi e una sola sconfitta. La Bosnia è rimasta in corsa per il primo posto fino all’ultima giornata, quando il pareggio per 1-1 proprio contro l’Austria ha sancito la qualificazione diretta degli avversari. Nonostante la delusione per il mancato accesso diretto al Mondiale, la squadra ha dimostrato di avere equilibrio e qualità. Con 17 gol segnati e appena 7 subiti, la Bosnia ha mantenuto una buona solidità difensiva senza rinunciare alla fase offensiva.

 

Edin Dzeko, il leader senza tempo

 

Il simbolo della nazionale bosniaca resta Edin Dzeko. Nonostante l’età – ormai vicina ai quarant’anni – l’attaccante continua a essere il leader tecnico ed emotivo della squadra. Nel girone di qualificazione ha segnato cinque gol, confermandosi ancora una volta decisivo nei momenti più importanti. Dzeko è anche il recordman di presenze e reti con la Bosnia, numeri che raccontano la sua straordinaria carriera con la maglia della nazionale. Anche se la stagione con la Fiorentina non è stata semplicissima, l’esperienza dell’ex attaccante di Roma e Inter resta un valore fondamentale per la squadra. La sua presenza in area di rigore, la capacità di fare da punto di riferimento per i compagni e la leadership nello spogliatoio sono elementi che possono fare la differenza nelle partite decisive.

 

Come gioca la Bosnia

 

Dal punto di vista tattico la Bosnia si affida spesso al 4-3-3, un sistema che valorizza la presenza di Dzeko come riferimento centrale dell’attacco. In alcune occasioni, però, il modulo può trasformarsi in un 4-2-3-1 a seconda delle esigenze della partita. Sulle corsie offensive agiscono giocatori rapidi come Memic Alajbegovic, chiamati a supportare il centravanti e a creare superiorità sulle fasce. A centrocampo uno dei profili più interessanti è Benjamin Tahirovic, ex Roma classe 2003, mezzala dinamica e molto attiva nella fase di recupero palla. La squadra può contare anche su diversi giocatori che militano in Serie A, come il difensore Muharemovic del Sassuolo e Sead Kolasinac dell’Atalanta, elementi che portano esperienza e qualità nel reparto arretrato. Nel complesso la Bosnia è una nazionale equilibrata, capace di difendersi con ordine ma anche di ripartire velocemente. Non gioca un Mondiale dal 2014, ma il gruppo attuale sembra avere le caratteristiche per provare a tornare sul palcoscenico più importante.

 

Barbarez alla guida della nazionale

 

Il commissario tecnico della Bosnia è Sergej Barbarez, ex attaccante con una lunga carriera in Bundesliga. Durante gli anni in Germania ha vestito diverse maglie importanti, tra cui quelle di Bayer Leverkusen e Borussia Dortmund. Con oltre 300 presenze nel campionato tedesco, Barbarez è uno dei giocatori stranieri più presenti nella storia della Bundesliga. Anche con la nazionale bosniaca ha avuto un ruolo importante, collezionando 47 presenze. Diventato ct nel 2024, ha costruito una squadra compatta e competitiva, capace di unire l’esperienza dei veterani con l’entusiasmo dei giovani.