L'avventura di Dusan Vlahovic alla Juventus è destinata a concludersi. L'attaccante serbo non prolungherà il proprio contratto con il club bianconero, in scadenza il 30 giugno 2026. Le distanze tra le parti, soprattutto sul piano economico, si sono rivelate troppo ampie per arrivare a un accordo. L'incontro decisivo, tenutosi mercoledì 3 giugno alla Continassa, non ha prodotto gli effetti sperati e ha sancito la rottura definitiva tra il giocatore e la società. Del resto, già da diversi giorni il clima attorno alla trattativa lasciava presagire un esito negativo. Ma per quali motivi è giunta la rottura? Il fattore economico ha pesato, ma non solo: scopriamo insieme i retroscena della scelta di interrompere la trattativa per il prolungamento di Vlahovic in bianconero. 

 

Vlahovic-Juventus: il "peso" della questione economica

 

L'aspetto finanziario è stato il principale ostacolo nelle trattative per il rinnovo. La Juventus non era disposta a confermare l'ingaggio percepito dal centravanti nell'ultima stagione, pari a circa 12 milioni di euro netti all'anno. La proposta del club prevedeva uno stipendio sensibilmente inferiore: circa 6 milioni netti a stagione per i successivi due anni.

 

Una cifra ritenuta insufficiente da Vlahovic e dai suoi rappresentanti. Per continuare la propria esperienza in bianconero, il numero 9 avrebbe chiesto almeno 8 milioni netti annui, oltre a un consistente bonus alla firma. Richieste che la dirigenza ha giudicato eccessive, decidendo di non proseguire nella negoziazione.

 

L'impatto della Champions sul (mancato) rinnovo di Vlahovic

 

Tra gli elementi che potrebbero aver influito sulla separazione c'è anche la mancata qualificazione della Juventus alla Champions League. Con il raggiungimento del quarto posto, le parti avrebbero forse avuto maggiori motivazioni per trovare un punto d'incontro e proseguire insieme almeno per qualche altra stagione. L'esclusione dalla principale competizione europea, invece, ha contribuito ad accelerare la decisione di intraprendere strade diverse.

 

Eppure, nel finale di stagione, Vlahovic aveva provato a trascinare la squadra segnando quattro reti nelle ultime quattro gare di campionato. Uno sforzo che non è bastato a cambiare il destino del rapporto con il club.

 

L'esperienza di Vlahovic alla Juventus si concluderà, quindi, con 68 goal e 16 assist in 168 presenze. Il bottino di trofei del serbo in bianconero è magrissimo: una Coppa Italia, nel 2023/24 con rete decisiva in finale contro l'Atalanta. 

 

E poi c'è il rendimento: i numeri di Vlahovic con la Juve

 

Il rendimento di Vlahovic alla Juventus non ha mai raggiunto i livelli che avevano spinto il club a investire una cifra complessiva vicina ai 90 milioni di euro tra parte fissa, bonus e costi accessori nel gennaio 2022.

 

Il serbo ha comunque mantenuto una certa continuità realizzativa, andando sempre in doppia cifra in Serie A nelle sue stagioni complete a Torino. Anche nell'ultima annata, condizionata da un grave infortunio e dal successivo intervento chirurgico, è riuscito a lasciare il segno.

 

Tuttavia, i numeri registrati in bianconero sono rimasti lontani da quelli straordinari mostrati ai tempi della Fiorentina. Nonostante la fiducia ricevuta dagli allenatori che si sono succeduti sulla panchina juventina, compreso Luciano Spalletti, Vlahovic non è mai riuscito a imporsi con la continuità e l'incisività che ci si attendeva da lui.

 

Tanto che un grande ex come David Trezeguet lo aveva di fatto recentemente bocciato senza appello a 'La Gazzetta dello Sport': "Il suo problema è che è un grande giocatore che la Juve aspetta ormai da troppo tempo. Magari fa bene una partita, ma poi non è mai riuscito a confermarsi. Lo stesso vale per David e Openda. Magari andava tenuto Kolo Muani che in poco tempo ha dato molto di più".