Fuori Campo
Guardiola CT dell'Italia? Il nodo ingaggio e le (possibili) soluzioni
Per l'Italia, a maggior ragione in questo periodo storico, Pep Guardiola rappresenterebbe il nome "esotico" su cui piazzare i risparmi di una vita, sperando che esperienza ed investimento producano felicità. Ecco perché i potenziali candidati alla Federcalcio meditano il rilancio in grande stile, pur confermandosi con un budget che non è paragonabile a quello del Manchester City (24.8 milioni di euro lordi, che nella tassazione britanica diventano circa 14 più bonus) e nemmeno dei commissari tecnici delle grandi nazionali. Basti pensare al "nostro" Ancelotti, che ha appena rinnovato col Brasile per una cifra vicina ai 10 milioni. Entriamo allora nel vivo del discorso legato all'ipotesi di vedere Guardiola CT dell'Italia: ostacoli e possibili soluzioni.
Guardiola è il CT giusto per la ripartenza della Nazionale?
"Io ripartirei da Guardiola, è l’uomo giusto per l’Italia. So che non è semplice ma sognare non costa nulla". Sono state queste le parole di Leonardo Bonucci, a tutti gli effetti un tecnico federale in carica, che hanno dato maggior fondamento a un'ipotesi che appare, comunque, difficilissima da realizzare. Ingaggia un allenatore di questo spessore costa tantissimo. Ma seguendo lo schema che portò Conte a Via Allegri nell'estate del 2014, quella successiva al fallimento dell'ultimo Mondiale, i conti potrebbero persino tornare. In che modo? Proviamo a comprenderlo insieme.
Guardiola-Italia, la soluzione per superare il nodo ingaggio
All'epoca, un importante sponsor tecnico legato a Conte coprì circa la metà dello stipendio da 4.1 milioni. Curiosamente, il brand è lo stesso che sponsorizza Guardiola. Della Puma, anzi, l'allenatore catalano è anche una sorta di ambasciatore, perché contribuisce a sviluppare i prodotti, per poi promuoverli in giro per il mondo. Insomma, se esiste la volontà di accordarsi, oltre ovviamente a un programma serio che possa coinvolgere Guardiola, i conti potrebbero tornare. Sempre con il supporto degli sponsor, che trarrebbero giovamento dalla valorizzazione della Nazionale azzurra attraverso un percorso entrato nella storia per le visione innovativa del gioco proposto.
Guardiola può davvero essere il nuovo CT dell'Italia? Cosa dicono le quote
Il 22 giugno ci saranno le elezioni del nuovo presidente federale e, per l'Italia, sarà l'occasione giusta per ripartire dopo le tre mancate qualificazioni consecutive al Mondiale. Serve un cambiamento nel sistema, ma anche un nome forte che possa dare nuovo appeal alla nostra Nazionale. E perché non Pep Guardiola? In caso di divorzio col City, il suo primo obiettivo sarebbe quello di rallentare: l'idea di prendere una nazionale è nella sua testa da tempo, sarebbe un buon compromesso.
Per il momento, la quota presente nel palinsesto Sisal è 25.00. Molto alta, ma magari potrebbe scendere nel caso in cui la FIGC volesse effettivamente puntare su di lui.
Quanto guadagnano gli altri CT? Tutti i nomi
Negli ultimi anni, il CT italiano più pagato è stato Roberto Mancini, che dopo l'Europeo salì a 3 milioni netti di stipendio. E all'estero cosa succede? Le cifre sono in media superiori rispetto alle nostre abitudini: sono lautamente remunerati Tuchel (Inghilterra), Nagelsmann (Germania) e Deschamps. Curiosamente, il CT campione del mondo Scaloni, e quello campione d'Europa, De La Fuente, sono nel range dei normali: 2 milioni il primo, 1,2 il secondo.
Chi sarà il prossimo CT dell'Italia? Le alternative a Guardiola
Il presidente federale che verrà eletto il prossimo 22 giugno (Abete o Malagò) al posto del dimissionario Gravina dovrà trovare un nuovo CT per l'Italia. In ballo i possibili ritorni di Conte e Mancini, per la nazionale maggiore azzurra si valuta anche il nome di Allegri.