La storia del wrestling, tra le tante federazioni in cui si è sviluppato e diffuso, ha avuto diverse "stable" che hanno scritto la storia. Dei gruppi di wrestler che condividono le stesse idee pronti a conquistare vittorie e titoli a ogni show. Alcuni sono ricordati da più generazioni, come la nWo di Hulk Hogan che ha scioccato gli Stati Uniti, o la D-Generation X di Triple H e Shawn Michaels che ha fatto appassionare milioni di fan negli anni '90. Nell'ultimo decennio, però, dal Giappone è arrivata e si è diffusa una stable che ha creato un movimento inimmaginabile agli inizi: parliamo del Bullet Club, quello che è a tutti gli effetti considerabile il gruppo di wrestler più importante a partire dagli anni duemila in poi. Diamo allrora un'occhiata a tutti i suoi membri, leader compresi, e alla sua incredibile storia che si è conclusa a gennaio 2026.

 

Bullet Club nel wrestling: tutti i membri che ne hanno fatto parte

 

Il Bullet Club è una stable che ha scritto la storia del wrestling anche grazie ai suoi numerosissimi membri. Tra leader, wrestler o manager, ne hanno fatto parte una quantità quasi indefinita. Molti di loro oggi sono attivi in WWE o in AEW, altri si sono ritirati; alcune sono icone assolute della disciplina, altri hanno semplicemente fatto parte di un gruppo che ha avuto un impatto culturale ed emotivo così forte da trasformarsi in leggenda. 

 

I leader del Bullet Club

 

Il Bullet Club, nella sua lunga storia durata tredici anni, ha attraversato diverse epoche caratterizzate dai suoi leader. L'ideatore, nonché primo leader della stable, è stato Prince Devitt, oggi conosciuto come Finn Balor in WWE. Al "Principe" è seguita l'ombra del "Fenomenale", AJ Styles, che ha portato a livelli ancora più alti il Bullet Club. Poi è stata la volta di Kenny Omega, uno dei migliori wrestler del mondo, nonché icona della scena giapponese (nonostante sia un gaijin, uno straniero). Infine, ma non per importanza, gli ultimi due membri che hanno capitanato la stable sono stati Jay White (oggi in AEW) e il tedesco David Finlay.

 

  1. Prince Devitt (Finn Balor)
  2. A.J. Styles
  3. Kenny Omega
  4. Jay White
  5. David Finlay

 

Tutti gli altri membri del Bullet Club

 

Ma il Bullet Club non è stato composto solamente dai suoi leader. In tantissimi hanno fatto parte di questa immensa famiglia che, come tutte le famiglie, ha attraversato conflitti interni, problematiche e grandi cambiamenti. Parliamo di un centinaio di figure in totale, tra wrestler e manager, molti dei quali oggi attivi in WWE e non solo. 

 

Tra i più noti non si possono non citare Tama Tonga e Tonga Loa, oggi wrestler della WWE dove fanno parte della stable MFT di Solo Sikoa, che hanno fatto parte del Bullet Club per tantissimi anni. Insieme a loro va citato anche Hikuleo (in WWE conosciuto come Talla Tonga), ma soprattutto il nome che fa più rumore è quello di Cody Rhodes. Il volto della WWE, infatti, è stato membro del Bullet Club per diverso tempo nell'era in cui a comandare c'era Kenny Omega. Anche sua moglie, come manager, ha fatto parte della stable. Qui di seguito tutti i nomi dei wrestler, esclusi i leader, che hanno fatto parte del Bullet Club: 

 

  • Bad Luck Fale
  • Tama Tonga
  • Karl Anderson
  • El Terrible
  • Rey Bucanero
  • La Comandante
  • Matt Jackson
  • Nick Jackson
  • Doc Gallows (Luke Gallows)
  • Mao
  • Yujiro Takahashi
  • Jeff Jarrett
  • Scott D’Amore
  • Amber O’Neil/Gallows
  • Cody Hall
  • Mephisto
  • Chase Owens
  • King Haku
  • Tanga Loa
  • Adam Cole
  • Hangman Adam Page
  • Pieter
  • Bone Soldier
  • Cody Rhodes
  • Brandi Rhodes
  • Frankie Kazarian
  • Marty Scurll
  • Hikuleo (Talla Tonga)
  • Gino Gambino
  • Stephen Amell
  • Templario
  • Taiji Ishimori
  • Gedo
  • Jado
  • Robbie Eagles
  • El Phantasmo
  • Kenta
  • Evil
  • Dick Togo
  • Chris Bey
  • Sho
  • Scott Norton
  • Juice Robinson
  • Ace Austin
  • Jack Bonza
  • Naomichi Marufuji
  • Lyrebird Luchi
  • Caveman Ugg
  • Clark Connors
  • Stevie Filip
  • Tome Filip
  • Alex Coughlin
  • Drilla Moloney
  • Gabe Kidd
  • Austin Gunn
  • Colten Gunn
  • Yoshinobu Kanemaru
  • Ren Narita
  • Jack Perry
  • Jake Lee
  • Robbie X
  • Sanada
  • Oskar
  • Yuto-Ice

 

La storia del Bullet Club: dalla nascita alla fine della stable

 

La storia del Bullet Club è una lunga cavalcata fatta di tradimenti, potere e continui cambi di pelle, iniziata il 3 maggio 2013 e conclusa il 5 gennaio 2026. Parliamo di un percorso che ha riscritto le regole del wrestling giapponese importando con forza lo stile heel occidentale. La storia con tutti i dettagli è davvero lunghissima, dunque faremo un rapido riassunto dei fatti più importanti. Ma il canale YouTube ufficiale della New Japanese Pro Wrestling (NJPW), ha fatto una serie di video in cui racconta per bene tutto quello che è accaduto in questi lunghi 13 anni di Bullet Club. 

 

 

Tutto nasce nel 2013 con Prince Devitt, che tradisce Ryusuke Taguchi e dà vita a una banda di gaijin ribelli insieme a Bad Luck Fale, Karl Anderson e Tama Tonga. Il nome nasce grazie a un gesto che alcuni wrestler giapponesi facevano a Finn Balor, che negli spogliatoi veniva definito un grande "shooter", una sorta di pistolero. Il gesto era quello che si fa con le dita per imitare un colpo di pistola e da quello scherzo, durato circa un anno, è nata l'idea di creare il "Bullet Club": un gruppo scorretto e provocatorio che presto diventa dominante, prima di cacciare lo stesso Devitt quando il suo ego supera il bene comune. Successivamente, all'irlandese, subentra AJ Styles e il Bullet Club cresce tantissimo, fino a conquistare la vetta della categoria heavyweight e ad espandersi a livello globale grazie all’ingresso degli Young Bucks e Kenny Omega. Nel 2016 però c'è un addio di massa verso la WWE, con il Fenomenale seguito da Karl Anderson e Luke Gallows che si accasano nella federazione di Stamford. 

 

Proprio Omega allora prende il comando e trasforma il gruppo in un fenomeno culturale mondiale, ma la nascita di The Elite e la sua progressiva distanza dalle origini scatena una guerra civile che esplode tra il 2017 e il 2018, con Cody Rhodes nel ruolo di grande antagonista interno, abile nel seminare discordia, nel colpire Omega alle spalle a Sapporo e nel tentativo di spezzare il legame tra Kenny e i Bucks, prima di una breve riconciliazione subito soffocata dall’attacco dei Guerrillas of Destiny. In questa epoca, Kenny Omega scrive la storia del wrestling diventando il primo non giapponese a vincere l'iconico torneo G1 Climax. Oggi, non a caso, "The Cleaner" è considerato uno dei volti indiscussi della New Japanese Pro Wrestling nonostante appaia poche volte e non sia di origini giapponesi. 

 

Dopo l’espulsione dell’Elite, Jay White ricostruisce il Bullet Club rendendolo più freddo e ingannevole, aprendolo anche agli Stati Uniti e tollerando la presenza quasi autonoma della House of Torture. L’ultima fase è guidata da David Finlay, che con i War Dogs riporta violenza e ferocia, chiude definitivamente i conti con la House of Torture e accompagna il marchio verso la fine ufficiale. Il 5 gennaio 2026 il nome Bullet Club viene dichiarato estinto, lasciando spazio alla nascita della Unbound Co., un nuovo gruppo deciso a cancellare il passato per dare forma a un’era completamente diversa.

 

Cosa lascia il Bullet Club al wrestling

 

L’eredità del Bullet Club va ben oltre i titoli vinti e le faide che lo hanno reso celebre, perché ha cambiato il modo stesso di intendere il wrestling moderno. Il gesto del Too Sweet è diventato un simbolo riconoscibile ovunque, un segno di appartenenza che ha superato confini e federazioni, mentre decine di wrestler hanno trovato in quella stable una rampa di lancio decisiva per la propria carriera. Non solo i membri, ma anche chi li ha affrontati ne ha beneficiato, perché condividere il ring con il Bullet Club ha contribuito a consacrare figure come Shinsuke Nakamura e Kazuchika Okada, rendendoli protagonisti di un’epoca.

 

Dall’esperienza dell’Elite, con Young Bucks, Kenny Omega e Cody Rhodes, è nata poi la AEW, oggi considerata la principale alternativa alla WWE, se non addirittura una realtà sullo stesso piano, capace di attrarre grandi nomi e di parlare a un pubblico globale. Il Bullet Club è stato anche il tessuto connettivo che ha unito mondi diversi, creando un ponte stabile tra NJPW, ROH, CMLL e IMPACT Wrestling, e normalizzando l’idea che un wrestler potesse apparire in più programmi televisivi nel mondo portando avanti la stessa storia. Questo approccio ha trovato la sua massima espressione con All In nel 2018, il primo evento indipendente da oltre 10.000 spettatori, una dimostrazione concreta che esisteva un’alternativa alla storica WWE.

 

Ma anche la WWE, paradossalmente, è stata profondamente influenzata dal Bullet Club, cambiando strategie di reclutamento e mettendo sotto contratto quasi tutti i suoi leader, da Finn Balor ad AJ Styles, passando per Gallows, Anderson, Adam Cole, Nakamura e lo stesso Cody Rhodes. Anche sul piano narrativo, gruppi come The Judgment Day portano ancora oggi l’impronta di quell’estetica e di quella filosofia. Il percorso di Cody, tornato in WWE come American Nightmare e arrivato fino al titolo mondiale, è forse l’esempio più chiaro di quanto il potere mediatico e la credibilità costruiti nel Bullet Club abbiano lasciato un segno profondo e duraturo nel wrestling contemporaneo.