La storia di Eric Esch, in arte Butterbean: dalla potenza dei KO fulminei al titolo mondiale IBA, fino alla clamorosa sfida lanciata a Mike Tyson.

 

Eric Scott Esch, meglio conosciuto come Butterbean, è una delle figure più iconiche e singolari nel mondo dei combattimenti sportivi. Dotato di un fisico imponente e di una potenza esplosiva, Butterbean ha conquistato fama e seguito grazie ai suoi KO fulminei, a una personalità fuori dal comune e a una carriera che ha abbracciato pugilato professionistico, MMA, kickboxing e wrestling professionistico.

 

La sua storia è fatta di successi, cadute e continui ritorni e, benché la sua carriera non lo collochi tra i più grandi pugili di ogni tempo, il suo nome resta ancora oggi tr i più celebri per gli appassionati di sport da combattimento.

 

Eric Esch "Butterbean": dalle origini umili al soprannome leggendario

 

Eric Esch nasce il 3 agosto 1966 a Bay City, Michigan, e cresce attraversando diverse zone degli Stati Uniti, affrontando fin da giovane periodi complessi, segnati sia dal sovrappeso sia dal bullismo scolastico.
Il celebre soprannome “Butterbean” nasce in modo curioso: durante un torneo amatoriale Toughman Contest, per rientrare nella categoria di peso, fu costretto a seguire una dieta a base di pollo e fagioli (butterbeans in inglese). Quel nome, nato quasi per scherzo, si legò definitivamente alla sua identità sportiva.

 

Il pugilato: l’inizio della carriera

 

Dotato di un fisico del tutto inusuale per la boxe182 cm per circa 194 kg, potente ma poco atletico — Butterbean debutta nel pugilato professionistico il 15 ottobre 1994, sconfiggendo Tim Daniels ai punti.
Il suo stile aggressivo, unito alla capacità di chiudere i match in pochi round, gli vale il soprannome di “King of the 4 Rounders”, dal numero di riprese entro cui è solito concludere gli incontri. Nei primi anni accumula una lunga serie di vittorie, molte delle quali per KO, attirando l’attenzione del pubblico e costruendo una base solida di fan affascinati dalla sua devastante potenza.

 

Dopo una prima battuta d’arresto nel 1995 contro Mitchell Rose, Butterbean torna più determinato che mai, inanellando una serie impressionante di 51 vittorie consecutive, tra cui quella contro Peter McNeeley, uno dei nomi più noti dell’epoca.

 

Il titolo mondiale IBA e le critiche sulla scelta degli avversari

 

Il vero punto di svolta arriva nel 1997, quando Butterbean conquista il titolo mondiale IBA Super Heavyweight battendo Ed White. Difende la cintura per cinque volte, consolidando il suo ruolo di protagonista nella categoria.

 

Nonostante il titolo, Butterbean non viene mai inserito stabilmente tra i grandi pugili della sua generazione. La critica principale riguarda la qualità degli avversari affrontati: molti di essi, pur atleticamente superiori a Esch, raramente dimostrano un livello tecnico adeguato.

 

I numeri parlano chiaro: sul totale degli incontri disputati, una percentuale schiacciante ha visto Eric Esch opposto a pugili con record negativi o con pochissima esperienza. Tra questi figurano anche cinque debuttanti assoluti. Considerando come principianti i boxer con meno di dieci incontri all’attivo, emerge che l’87,9% degli avversari affrontati rientrasse in questo profilo, spesso definito come quello dei “perdenti di professione”.

 

L’incontro con Larry Holmes

 

Dopo la conquista del titolo IBA, il momento agonisticamente più alto della carriera di Butterbean è senza dubbio l’incontro con una vera leggenda della boxe mondiale, Larry Holmes.

 

Ex campione WBC e IBF, celebre per aver sconfitto Muhammad Alì e difeso i titoli per 20 volte, Holmes affronta Butterbean nel 2002: ha 53 anni ed è ritirato da due, contro i 36 anni di Esch.

 

Nonostante ciò, è Holmes a vincere il match ai punti dopo dieci riprese, con decisione unanime. Resta però nella memoria collettiva il conteggio subito dal vincitore nell’ultima ripresa, anche se dovuto più a una perdita di equilibrio che a un colpo realmente risolutivo.

 

Oltre il ring: wrestling e media

 

Butterbean però non si limita al pugilato. Nel 1997 aveva debuttato nel wrestling professionistico, partecipando allo show In Your House e, due anni più tardi, a WrestleMania XV, ottiene una vittoria memorabile per KO in soli 35 secondi contro Bart Gunn.

 

La sua popoarità è tale che compare inoltre in videogiochi come Knockout Kings e Fight Night Champion di EA Sports, oltre che in film cult come Jackass: The Movie, a riprova del suo enorme impatto mediatico che supera le imprese sportive.

 

MMA e kickboxing: la versatilità di Butterbean

 

Non pago dei successi nella boxe, Butterbean si cimenta anche nelle arti marziali miste (MMA) e nel kickboxing K-1. In questi contesti dimostra ancora una volta potenza e adattabilità, affrontando avversari di alto livello e stili di combattimento molto diversi tra loro.

 

Il ritiro e i numeri di una carriera unica

 

Nel 2013, Butterbean si ritira ufficialmente dal pugilato professionistico con un record di 77 vittorie (58 per KO), 10 sconfitte e 4 pareggi, su 91 incontri disputati. A questi si aggiungono 7 match di kickboxing e 28 incontri di MMA, a testimonianza di una carriera lunga e trasversale.

 

La sfida a Mike Tyson: il comeback del 2022

 

Nel 2022, a 55 anni, Butterbean ha annunciato un possibile ritorno sul ring dopo oltre nove anni di inattività. In un’intervista a The Sun ha raccontato di essersi allenato duramente — era arrivato a pesare 226 kg — e di aver intrapreso un percorso di perdita di peso e recupero fisico, con l’obiettivo di sfidare Mike Tyson, in una esibizione che certo riaccenderebbe l’interesse mediatico attorno alla sua figura. Per ora Iron Mike si è limitato al match settacolo con Jake Paul, ma chissà che prima o poi non accetti la sfida di Butterbean?

 

Butterbean oggi: un’icona senza tempo

 

La figura di Eric “Butterbean” Esch va oltre i risultati sportivi. È la sua personalità carismatica, capace di fondere sport e spettacolo, a renderlo unico. Un personaggio che, sebbene non annoverabile tra i più grandi atleti di sempre, sicuramente ha saputo ritagliarsi un posto permanente nella memoria collettiva degli appassionati di pugilato, MMA e sport da combattimento in generale.