Il Sei Nazioni è molto più di una semplice competizione internazionale di rugby: è un evento che ogni anno cattura l’attenzione di milioni di appassionati tra Europa e resto del mondo. Nato dalla storica Cinque Nazioni (a cui si aggiunse l’Italia nel 2000), oggi il torneo vede sfidarsi sei tra le nazionali rugbistiche più titolate e seguite del pianeta: Inghilterra, Francia, trionfatrice nell’ultima edizione del torneo, Irlanda, Italia, Scozia e Galles. Ogni incontro è carico di storia, rivalità e tensione agonistica, con le squadre che si contendono non solo il titolo, ma anche prestigiosi trofei come il Grand Slam per chi vince tutte le partite o la Triple Crown per le quattro nazionali britanniche quando una riesce a dominare le altre tre.

 

Per gli azzurri, il Sei Nazioni rappresenta da anni il banco di prova per misurarsi con i top team europei: ogni vittoria o prestazione convincente assume un significato speciale nel percorso di crescita del movimento rugbistico italiano, che deve rincorrere Paesi con una tradizione più ricca e affermata, ma che ha mostrato segnali incoraggianti negli ultimi anni. La passione dei tifosi, lo spettacolo delle coreografie sugli spalti e la copertura mediatica globale fanno di questa competizione una delle pietre miliari del calendario rugbistico internazionale.

 

Sei Nazioni 2026, date e format del torneo

 

La 70ª edizione del Sei Nazioni si giocherà da giovedì 5 febbraio a sabato 14 marzo 2026, in una finestra compressa che concentra tutte le sfide delle cinque giornate della competizione.

 

Il torneo inizierà con un big match di cartello: Francia contro Irlanda, prevista nella serata del 5 febbraio, seguito il 7 febbraio da ItaliaScozia, in programma allo stadio Olimpico di Roma, come tutte le gare casalinghe della Nazionale azzurra, e da Inghilterra–Galles a Twickenham. Gli altri turni si susseguiranno tra il 14 e il 22 febbraio, con una pausa di pochi giorni prima delle ultime due giornate nei primi di marzo e il Super Saturday conclusivo del 14 marzo 2026.

 

Il format è quello classico che conosciamo: sei squadre si affrontano in un girone “all’italiana”, tutte contro tutte. Ogni Nazionale disputerà quindi cinque partite totali, alternando gare in casa e in trasferta. La classifica finale sarà dunque la somma dei punti conquistati nell’arco delle partite, che verranno così divisi: si conquistano quattro punti con la vittoria e un bonus per mete e sconfitte di misura.

 

In palio, come detto, non c’è solo il titolo di campione del Sei Nazioni, ma anche riconoscimenti “complementari” come Grande Slam o Triple Crown, oltre che al poco invidiabile Cucchiaio di legno, un “premio”, totalmente goliardico che segue lo spirito sportivo del rugby, che viene assegnato all’ultima classificata.

 

Le favorite del Sei Nazioni 2026: analisi delle squadre

 

Nel Sei Nazioni ogni edizione ha le sue storie da raccontare e i suoi protagonisti, ma analizzare lo stato di forma e il percorso, oltre che il valore dei giocatori, può essere utile per provare a prevedere quali possono essere le Nazionali realmente in corsa per conquistare l’edizione 2026 del torneo rugbistico più prestigioso.

 

Francia: La Francia parte spesso da favorita o da protagonista assoluta. I Bleus, come detto, hanno trionfato nell’edizione 2025 del Sei Nazioni e possono contare su un pacchetto di giocatori di altissimo livello che militano nei migliori club del campionato e in competizioni europee. La squadra transalpina punta quindi a confermarsi con un mix di esperienza e talento giovanile.

 

Irlanda: L’Irlanda è una delle squadre più solide dell’ultimo decennio, con risultati eccellenti nel Sei Nazioni e ottime prestazioni anche nei tour internazionali. L’equilibrio tra gioco di mischia, apertura creativa e difesa organizzata ne fa una pretendente seria al titolo: non è un caso se spesso si trova nelle zone di vertice della classifica.

 

Inghilterra: L’Inghilterra è tradizionalmente tra le favorite e, nonostante qualche stagione altalenante, resta una delle potenze, per tradizione e cultura rugbistica, del torneo. Allenatore e staff sono concentrati sul consolidare un progetto che possa riportare gli Red Roses (soprattutto i maschi) a contendere il titolo fino all’ultima giornata. La profondità di rosa è uno dei suoi principali punti di forza.

 

Galles: Il Galles alterna stagioni di grande livello a fasi di rinnovamento. Questa variabilità è parte del fascino della squadra di Cardiff, capace di sorprendere anche le avversarie più quotate nella giornata giusta, ma che nell’ultima edizione del Sei Nazioni ha conquistato il poco ambito Cucchiaio di legno, chiudendo all’ultimo posto in classifica. I Dragoni punteranno a fare gioco fisico e a sfruttare il proprio pack per rimanere in corsa.

 

Scozia: La Scozia è spesso considerata come una vera e propria outsider. È una Nazionale che può mettere in difficoltà chiunque, soprattutto in casa a Murrayfield. Con un mix di esperienza e giovani talenti, mira a ottenere risultati importanti e magari entrare nella lotta per il podio europeo.

 

Sei Nazioni 2026, dove vederlo in tv e in streaming

 

Per gli appassionati italiani, seguire il Sei Nazioni è sempre un appuntamento imperdibile. Anche nel 2026 la copertura del torneo sarà ampia e ben distribuita tra dirette televisive e piattaforme digitali, su app e siti web. Il Sei Nazioni sarà infatti trasmesso in diretta tv da Sky Sport, ma sarà visibile anche in chiaro sui canali Rai. In streaming si potrà seguire il grande rugby sull’app SkyGo o su RaiPlay.