C’è uno sport invernale che più di altri riesce a dare la sensazione di sfidare la gravità. Il salto con gli sci è questo: pochi secondi di rincorsa, lo stacco dal trampolino e poi il silenzio, mentre l’atleta vola sopra il vuoto prima di tornare a terra.

In questo articolo scopriamo come funziona davvero il salto con gli sci, qual è la velocità massima che si può raggiungere, quali sono i record più impressionanti e chi sono gli atleti che hanno scritto la storia di questa disciplina. Un viaggio breve ma completo, per capire cosa rende unico uno degli sport più spettacolari dell’inverno.

 

Salto con gli sci: come fanno? La spiegazione

 

Il salto con gli sci è una combinazione di aerodinamica, tempismo e coraggio. Per capire come riescano a coprire distanze così ampie, bisogna dividere il gesto tecnico in quattro fasi precise:

 

  1. La rincorsa
  2. Lo stacco
  3. La fase di volo
  4. L’atterraggio

 

La rincorsa

 

Tutto parte dalla rampa di lancio. L’atleta si abbassa in posizione “a uovo”, compatto, con il busto piegato in avanti per ridurre al minimo la resistenza dell’aria.

 

In questa fase si toccano velocità tra i 90 e i 95 km/h. L’obiettivo è accumulare più energia possibile, restando perfettamente stabili nei binari di ghiaccio o ceramica. Ogni piccolo movimento fuori asse può compromettere l’intero salto.

 

Lo stacco

 

È il momento più delicato e dura circa un quarto di secondo. Non si tratta di un salto verso l’alto, ma di una spinta esplosiva in avanti, leggermente orientata verso l’alto.

 

Il tempismo è tutto. Se si stacca anche solo un centimetro troppo tardi si perde velocità, se si anticipa la traiettoria diventa troppo alta e corta. In questa frazione di secondo l’atleta trasforma la velocità orizzontale in portanza, cioè nella forza che lo sosterrà in aria.

 

La fase di volo

 

Una volta staccati dal trampolino, i saltatori non sono più “proiettili”, ma diventano alianti.

 

La svolta è arrivata negli anni Ottanta con l’introduzione della posizione a V. Aprendo le code degli sci verso l’esterno, si aumenta la superficie aerodinamica di circa il 28 per cento. In questo modo l’aria sostiene l’atleta più a lungo.

 

Il corpo resta quasi parallelo agli sci. L’aria che colpisce il petto e la parte inferiore degli sci genera portanza, lo stesso principio che permette agli aerei di volare. È qui che si costruiscono le distanze più importanti.

 

L’atterraggio

 

Quando la gravità prende il sopravvento, arriva il momento di tornare a terra. Per ottenere il massimo dai giudici, l’atterraggio deve essere in telemark, con le gambe flesse e uno sci più avanti dell’altro, in una posizione simile a un affondo. Questo serve a stabilizzare l’impatto e a dimostrare pieno controllo.

 

Si atterra su una zona molto inclinata, studiata per ridurre l’impatto verticale. A quelle velocità, un atterraggio in piano sarebbe semplicemente impossibile, oltre che pericoloso.

 

Qual è il record del salto con gli sci: il punteggio migliore

 

Nel salto con gli sci esistono due misure che fanno da primato. Una è il record ufficiale riconosciuto dalla Federazione Internazionale Sci, l’altra è la distanza più lunga mai raggiunta, ma fuori dai parametri di gara.

 

Il record mondiale ufficiale FIS

 

Il primato riconosciuto dalla FIS appartiene all’austriaco Stefan Kraft. Il 18 marzo 2017, sul trampolino di Vikersundbakken, ha raggiunto i 253,5 metri durante una gara di Coppa del Mondo. È considerato il record ufficiale perché rispetta criteri molto rigidi.

 

Il salto è stato realizzato in un contesto competitivo, con giudici presenti e punteggi assegnati anche per lo stile, compreso l’atterraggio in telemark. Il trampolino era omologato e l’attrezzatura utilizzata rientrava nei parametri stabiliti dal regolamento. Tutto si è svolto secondo le regole che garantiscono equità tra gli atleti.

 

Il record non ufficiale

 

Il 24 aprile 2024 il giapponese Ryōyū Kobayashi ha spinto il limite ancora più in là. In Islanda, ad Akureyri, durante un evento organizzato da Red Bull, ha toccato i 291 metri.

 

È la distanza più lunga mai percorsa con gli sci ai piedi. Non viene però riconosciuta come record mondiale dalla FIS. Il motivo è semplice. Il trampolino era stato costruito appositamente per l’evento e non seguiva le specifiche richieste per le competizioni ufficiali. Non si trattava di una gara, ma di un’esibizione singola, senza il contesto sportivo che serve per certificare un primato. Anche le condizioni della rampa e i materiali utilizzati non rientravano necessariamente nei regolamenti di Coppa del Mondo.

 

 

Qual è la velocità massima che si raggiunge con il salto con gli sci

 

Il salto con gli sci è anche una questione di chilometri orari. Tutto parte dalla velocità di stacco, cioè quella raggiunta lungo la rampa prima del take off. Sui trampolini Normali e Large, come quelli che vediamo alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 a Predazzo, gli atleti arrivano allo stacco tra i 90 e i 95 km/h.

 

Sui trampolini da volo, come il gigante di Vikersundbakken, si può salire ancora, con punte attorno ai 100 o 105 km/h già al momento del distacco. E non finisce lì. Durante la seconda parte del volo, grazie alla gravità e all’inclinazione della pista, l’atleta tende ad accelerare di nuovo. Al momento dell’atterraggio la velocità può superare i 100 o addirittura i 110 km/h.

 

Nel salto non ufficiale da 291 metri del 2024, Ryōyū Kobayashi ha toccato una velocità di picco ancora più alta, favorita da una rincorsa più lunga e ripida rispetto agli standard di gara. Numeri che aiutano a capire quanto sia sottile il confine tra controllo e rischio in questa disciplina.

 

Chi sono i migliori atleti del salto con gli sci

 

Nel 2026 il salto con gli sci vive una fase di grande equilibrio, tra Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e Coppa del Mondo.

 

Il riferimento principale è lo sloveno Domen Prevc, leader della classifica generale 2025/2026 e fresco Campione del Mondo di Volo a Oberstdorf. La sorpresa più brillante è il tedesco Philipp Raimund, oro olimpico sul trampolino normale a Predazzo il 9 febbraio 2026.

 

Sempre tra i protagonisti c’è il giapponese Ryōyū Kobayashi, secondo in Coppa del Mondo e candidato forte anche sul trampolino grande. Occhi puntati infine sul polacco Kacper Tomasiak, giovane talento e medaglia d’argento olimpica. Una nuova generazione che sta alzando ancora il livello della disciplina.