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Chi è Arianna Fontana? La carriera, le medaglie e il record azzurro
Arianna Fontana è una delle più grandi atlete della storia dello sport italiano. Il suo talento nello short track, il pattinaggio di velocità su pista corta, le ha infatti permesso di conquistare un primato che la rende unica: è l’italiana con più medaglie vinte alle Olimpiadi Invernali (11). Un record strappato a Stefania Belmondo nel 2022, e costruito nel tempo grazie alla continuità e la longevità che le permette tuttora di restare competitiva ai massimi livelli. Con lo sguardo rivolto a Milano-Cortina 2026, la campionessa valtellinese continua a rappresentare un punto di riferimento per tutto il movimento azzurro.
Nata il 14 aprile 1990 a Sondrio e cresciuta a Berbenno di Valtellina, Arianna Fontana scopre il ghiaccio da bambina seguendo il fratello maggiore Alessandro. A soli quattro anni indossa i primi pattini e comincia ad allenarsi tra la società Lanzada Ghiaccio e Bormio Ghiaccio. Fin dall’inizio emergono qualità rare: una velocità naturale, grande coraggio nelle curve e una notevole capacità di leggere la gara. Accanto al talento c’è il sostegno costante della famiglia, che accompagna Arianna in ogni fase della crescita sportiva, permettendole di trasformare la sua grande passione in una vera professione.
La carriera di Arianna Fontana: da Torino a Cortina tra record e medaglie
La carriera olimpica di Arianna Fontana inizia prestissimo. A soli 15 anni prende parte ai Giochi Olimpici di Torino 2006. Non si tratta di una comparsa o di una semplice esperienza formativa: nella staffetta 3000 metri conquista subito il bronzo, diventando la più giovane medagliata italiana di sempre negli sport invernali. È un risultato che apre una storia olimpica destinata a ingrandirsi sempre di più. Da quel momento, Fontana non salta più un’edizione dei Giochi, dimostrando una continuità rarissima in uno sport fisicamente e mentalmente durissimo come lo short track.
Ai Giochi di Vancouver 2010 arriva la prima medaglia individuale. Nei 500 metri, la distanza che diventerà il suo marchio di fabbrica, Arianna conquista il bronzo e si impone definitivamente sulla scena mondiale. In quella gara mostra tutte le caratteristiche che la rendono speciale: esplosività, aggressività controllata e grande lucidità nei momenti decisivi.
Il vero salto di qualità si vede a Sochi 2014. In Russia, Fontana conferma di non essere soltanto una sprinter. Nei 500 metri arriva una splendida medaglia d’argento, mentre nelle gare più lunghe e nella staffetta dimostra maturità tattica e resistenza, aggiungendo altri podi al suo palmarès olimpico (per un totale di un argento e due bronzi). Sochi segna una fase di crescita importante: Arianna diventa un’atleta completa, capace di interpretare qualsiasi tipo di gara.
La consacrazione definitiva arriva ai Giochi di PyeongChang 2018. Fontana è la portabandiera dell’Italia alla cerimonia inaugurale e sente il peso della responsabilità. In pista, però, trasforma la pressione in energia positiva. Nei 500 metri firma una gara perfetta e conquista l’oro olimpico, diventando la prima europea della storia a vincere questa specialità ai Giochi. A quell’impresa aggiunge altri podi tra staffetta e 1000 metri, consolidando il suo status di star mondiale dello short track. PyeongChang rappresenta uno spartiacque: Fontana non è più soltanto una campionessa azzurra, ma una vera icona internazionale.
A Pechino 2022 entra definitivamente nella leggenda dello sport italiano. Riesce a difendere il titolo olimpico nei 500 metri, vincendo un altro oro, e si rende protagonista anche nelle altre prove (staffetta e 1500 metri) portando a casa altre due medaglie d'argento. Con questi risultati, il totale olimpico sale a 11 podi, un numero che la rende l’atleta italiana più medagliata di sempre ai Giochi Invernali. Un record che racconta non solo il talento, ma soprattutto la capacità di restare competitiva per oltre quindici anni ai massimi livelli.
La vita fuori dalle competizioni
Fuori dal ghiaccio Arianna Fontana è una persona molto legata alle proprie radici. È sposata con Anthony Lobello Jr., ex pattinatore e oggi suo allenatore. Il loro rapporto unisce vita privata e professionale, perché insieme costruiscono programmi di lavoro, strategie e obiettivi. Tra Italia e Stati Uniti, Arianna cerca equilibrio anche lontano dalle piste. Ama il cinema, la musica, il relax e segue con interesse altri sport come il calcio (da piccola tifava Milan, poi trascinata dal fratello è diventata interista) e la MotoGP. La famiglia resta un punto fermo, presente come detto in precedenza fin dai primi passi sul ghiaccio.
The last dance a Milano-Cortina
Ora lo sguardo è puntato su Milano-Cortina 2026, un appuntamento speciale perché si correrà in casa. Per Arianna Fontana rappresenta l’occasione di chiudere un cerchio iniziato da bambina in Valtellina. Nonostante l’età sportiva avanzata per una disciplina esplosiva come lo short track, continua ad allenarsi con la stessa mentalità di sempre. Negli ultimi anni ha anche sperimentato il pattinaggio di velocità su pista lunga, con l’idea di ampliare il proprio profilo tecnico e, magari, presentarsi ai Giochi con una doppia sfida. Una scelta che racconta bene il suo carattere: non accontentarsi mai.
In gara Fontana è famosa per la capacità di restare lucida nel caos tipico dello short track, dove contatti e cadute sono all’ordine del giorno. Il suo punto di forza è l’istinto unito alla lettura tattica: sa quando aspettare e quando attaccare. I 500 metri restano la sua specialità, ma nel tempo ha sviluppato anche resistenza e gestione delle distanze più lunghe.
L’azzurra non è soltanto una collezionista di medaglie. È un modello di longevità, resilienza e ambizione. Con il suo record azzurro di medaglie olimpiche, ha già scritto una pagina indelebile dello sport italiano. Con Milano-Cortina 2026 alle porte, la sua storia potrebbe vivere un ultimo, emozionante capitolo. Non solo per vincere ancora, ma per celebrare una storia incredibile, iniziata sul ghiaccio della Valtellina e arrivata fino all’élite mondiale.