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Perché Kimi Antonelli utilizza il numero 12 e non corre con la Ferrari?
Kimi Antonelli è sulla bocca di tutti. In realtà il suo nome circola già da mesi, da quando lo scorso anno ha debuttato in Formula 1 con la Mercedes, un evento raro per un pilota italiano. Non capita spesso di vedere un azzurro al volante di una delle scuderie più importanti della griglia.
Ora però è arrivato anche il primo grande risultato. In Cina Antonelli ha conquistato la sua prima vittoria in Formula 1, un successo pesante che lo inserisce nel gruppo ristretto dei piloti più vincenti della storia della F1.
Un risultato che ha acceso ancora di più i riflettori su di lui. E quando un pilota finisce al centro dell’attenzione arrivano anche tante curiosità da parte dei tifosi. Due domande, in particolare, stanno circolando molto: perché Kimi Antonelli corre con il numero 12? E soprattutto, se è italiano, perché non guida per la Ferrari?
Kimi Antonelli e il numero 12: perché lo usa?
Il numero scelto da Kimi Antonelli non è casuale. Il giovane pilota italiano ha deciso di correre con il 12 soprattutto per rendere omaggio al suo idolo di sempre, Ayrton Senna.
Il 12 è infatti uno dei numeri più iconici della carriera del campione brasiliano. Senna lo portò sulla Lotus negli anni Ottanta e lo utilizzò anche nella stagione 1988 con la McLaren, quella in cui conquistò il suo primo titolo mondiale. Per Antonelli è quindi un modo per ricordare un pilota che ha segnato la storia della Formula 1 e che continua a essere un punto di riferimento per molte nuove generazioni.
C’è anche un motivo più personale. Antonelli considera il 12 un numero fortunato e ha scelto di portarlo con sé anche nella sua avventura in Formula 1.
Senna, in Italia, è inevitabilmente legato anche al ricordo di quanto accadde a Imola nel 1994. Proprio per questo vedere un giovane pilota italiano che ne richiama l’eredità in pista, anche attraverso il numero, ha un significato particolare. Tra l’altro, in molti hanno notato anche una certa somiglianza tra i due: lo stesso carattere tranquillo, lo stesso sguardo concentrato e quei ricci che spuntano dal cappellino dopo le gare.
Perché Kimi Antonelli non è un pilota Ferrari?
La domanda che molti tifosi italiani si fanno è semplice: se Antonelli è uno dei talenti più promettenti della Formula 1, perché non guida per la Ferrari?
La risposta risale a quando era ancora un bambino. Durante gli anni nei kart, intorno agli undici anni, ci furono alcuni contatti con la Ferrari. La scuderia di Maranello però decise di non inserirlo nel proprio programma giovani, ritenendolo troppo giovane per avviare in quel momento un percorso strutturato.
Una scelta che con il tempo si è rivelata decisiva. Mentre la Ferrari preferì non investire su di lui, la Mercedes notò subito il suo talento. Toto Wolff, da sempre molto attento ai giovani piloti e al futuro della squadra, decise di puntare su Antonelli e lo inserì nel Mercedes Junior Team nel 2019, quando aveva appena 13 anni. Da quel momento la scuderia tedesca gli ha costruito attorno un percorso di crescita chiaro e lo ha legato con un progetto a lungo termine.
Quando poi si è aperta la porta della Formula 1, Mercedes non ha avuto dubbi. Il passaggio di Lewis Hamilton alla Ferrari ha cambiato gli equilibri della griglia e ha lasciato libero un sedile importante. Wolff ha scelto di affidarsi alla nuova generazione, promuovendo Antonelli accanto a George Russell e consegnando a loro il futuro della squadra.
Così il giovane italiano ha fatto il suo ingresso in Formula 1 con la Mercedes, mentre la Ferrari, nel frattempo, viveva una fase di cambiamento interno tra nuovi dirigenti e nuovi equilibri in pista. Una serie di scelte e coincidenze che hanno portato Antonelli lontano da Maranello, almeno per ora.