Fuori Campo
Paracadute Serie B: quanto hanno guadagnato Pisa, Cremonese e Verona?
La retrocessione dalla Serie A alla Serie B non è solo un evento sportivo, ma soprattutto un passaggio che cambia radicalmente gli equilibri economici di un club. Per questo la Serie A ha istituito il cosiddetto “paracadute”, un fondo di sostegno pensato per ridurre l’impatto immediato della discesa di categoria e accompagnare le società in una fase di transizione particolarmente delicata.
Nella stagione 2025/26, le tre squadre retrocesse sono Cremonese, Pisa e Hellas Verona. Tutte e tre accedono quindi al fondo, che ha una dotazione complessiva di circa 60 milioni di euro da distribuire secondo criteri precisi legati alla storia recente del club in Serie A.
Come funziona il meccanismo del paracadute
Il sistema si basa su tre fasce di appartenenza. Le società vengono classificate in base alla loro presenza recente nel massimo campionato italiano:
Fascia A: neopromosse retrocesse dopo una sola stagione, circa 10 milioni di euro
Fascia B: due stagioni in Serie A nelle ultime tre, circa 15 milioni di euro
Fascia C: presenza stabile (almeno tre stagioni nelle ultime quattro), circa 25 milioni di euro
L’idea alla base è semplice: più una società è strutturata e “abituata” alla Serie A, maggiore è l’impatto economico della retrocessione e quindi più alto deve essere il sostegno.
Cremonese e Pisa: il ritorno in B vale 10 milioni
Nel caso della Cremonese e del Pisa, il destino è simile anche dal punto di vista economico. Entrambe le società sono neopromosse che non sono riuscite a mantenere la categoria dopo una sola stagione in Serie A. Per questo rientrano nella fascia A e ricevono il contributo minimo previsto dal regolamento: circa 10 milioni di euro ciascuna.
Per questi club, il paracadute rappresenta una risorsa fondamentale per evitare uno shock finanziario troppo violento. La riduzione dei ricavi televisivi e commerciali tra Serie A e Serie B è infatti molto ampia e richiede una riorganizzazione immediata della struttura dei costi.
Hellas Verona: il massimo contributo da 25 milioni
Situazione diversa per l’Hellas Verona, che negli ultimi anni ha avuto una presenza più stabile in Serie A. Il club veneto rientra quindi nella fascia C, la più alta prevista dal sistema, e ha diritto al contributo massimo: circa 25 milioni di euro.
Questo importo riflette proprio la maggiore esposizione economica di un club che ha costruito la propria struttura su più stagioni consecutive in massima serie. La retrocessione, in questo caso, ha un impatto più forte e il paracadute è proporzionalmente più consistente.
Paracadute Serie B: il totale distribuito alle retrocesse
Sommando le tre quote, il quadro complessivo è chiaro: le retrocesse di questa stagione ricevono circa 45 milioni di euro complessivi, così distribuiti:
Cremonese: 10 milioni
Pisa: 10 milioni
Hellas Verona: 25 milioni
Va inoltre ricordato che una piccola percentuale del fondo viene destinata alla Serie B, motivo per cui gli importi netti possono risultare leggermente inferiori rispetto ai valori teorici.
Un sostegno utile ma non risolutivo
Nonostante l’entità delle cifre, il paracadute non è sufficiente a colmare il divario strutturale tra Serie A e Serie B. La perdita dei diritti televisivi e degli introiti commerciali resta infatti molto significativa e spesso costringe i club a ridimensionare il monte ingaggi e a rivedere completamente la propria strategia sportiva.
Il fondo, quindi, non è uno strumento di “salvataggio”, ma una rete di sicurezza temporanea che permette alle società di evitare crolli immediati. Per Cremonese, Pisa e Hellas Verona, l’incasso del paracadute rappresenta solo il primo passo dopo la retrocessione. La vera sfida si giocherà in Serie B, dove sostenibilità economica e competitività sportiva dovranno andare di pari passo.
In molti casi, infatti, la capacità di gestire correttamente queste risorse iniziali può fare la differenza tra un ritorno immediato in Serie A e un periodo più lungo di assestamento nella categoria inferiore.