L’addio di Claudio Ranieri alla Roma segna un passaggio importante, perché chiude un capitolo legato a una figura che, oltre alla panchina, aveva avuto voce anche nelle scelte dirigenziali. Tra queste, quella di Frederic Massara, attuale direttore sportivo, destinato con ogni probabilità a salutare a fine stagione.

 

Uno scenario che apre inevitabilmente nuove prospettive. La dirigenza della Roma è già al lavoro per individuare il profilo giusto a cui affidare un ruolo chiave, quello di costruire la squadra e dare continuità a un progetto tecnico che ha bisogno di basi solide.

 

Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le voci e i nomi accostati alla Roma. Alcuni più concreti, altri meno, ma tutti inseriti in una lista che racconta bene le diverse direzioni che il club potrebbe scegliere di intraprendere. Facciamo allora un po’ di chiarezza sui principali candidati e sulle ipotesi più credibili per il futuro della struttura dirigenziale giallorossa.

 

Nuovo direttore sportivo Roma: i nomi per la stagione 2026/27

 

In questo scenario di cambiamento, la scelta del prossimo direttore sportivo diventa centrale. La Roma vuole costruire una base solida, e per farlo servirà una figura capace di muoversi con lucidità sul mercato, ma anche di leggere in anticipo le esigenze tecniche della squadra. I nomi che circolano hanno tutti un profilo chiaro, dirigenti che negli ultimi anni hanno lavorato bene in Italia, tra Napoli, Juventus e Verona, lasciando il segno anche in altri contesti.

 

Allo stesso tempo, la separazione da Claudio Ranieri sembra aver indirizzato le attenzioni verso Gian Piero Gasperini per il futuro del club. Un passaggio che pesa anche nella scelta del direttore sportivo, perché il prossimo dirigente dovrà condividere idee, visione e modo di costruire la squadra insieme all’allenatore.

 

Ecco allora i principali candidati:

 

  • Giovanni Manna
  • Cristiano Giuntoli
  • Sean Sogliano

 

Manna è il ds favorito: perché potrebbe andare alla Roma?

 

Tra i profili valutati, quello di Giovanni Manna sembra oggi il più avanti. Il suo percorso parla chiaro, è cresciuto come scout e si è poi affermato come direttore sportivo capace di individuare talenti e accompagnarli in un percorso di crescita concreto. Un aspetto che si lega bene all’idea di calcio che la Roma vuole sviluppare nei prossimi anni.

 

In questo senso, la presenza di Gian Piero Gasperini in panchina renderebbe il quadro ancora più coerente. L’allenatore ha costruito gran parte dei suoi successi sulla valorizzazione dei giocatori, trasformando profili poco conosciuti in elementi centrali e, spesso, in operazioni importanti anche sul piano economico. Un binomio che rispecchierebbe la direzione che la proprietà, i Friedkin, vuole intraprendere, puntando su una gestione sostenibile, con attenzione anche alle plusvalenze.

 

C’è poi un altro elemento che gioca a favore di Manna, l’esperienza maturata in contesti complessi. Ha lavorato in piazze esigenti e con allenatori dal carattere forte, situazioni in cui serve equilibrio e capacità di gestione. Il passaggio al Napoli, dove ha condiviso il percorso con Antonio Conte, rappresenta un passaggio significativo del suo percorso, perché gli ha permesso di confrontarsi con dinamiche ad alta pressione e con una guida tecnica molto esigente. Un tipo di esperienza che, in una realtà come Roma, può fare la differenza.