Brutte notizie per l’Inter e per chi ci aveva puntato al fantacalcio. Henrikh Mkhitaryan si ferma nel momento più delicato della stagione, quando ogni partita pesa e le rotazioni diventano fondamentali. Il centrocampista armeno, pedina chiave nello scacchiere nerazzurro, dovrà restare ai box per un po’, una situazione che complica i piani di Cristian Chivu e lascia scoperti anche tanti fantallenatori che contavano su di lui per il finale di campionato. Cerchiamo allora di capire quale sia l'entità dell'infortunio di Mkhitaryan e quali sono i suoi tempi di rientro

 

Infortunio per Mkhitaryan: cos'è successo e quali sono i tempi di rientro

 

L’infortunio di Henrikh Mkhitaryan risale alla sfida contro l’Atalanta del 14 marzo 2026. Gli esami svolti due giorni dopo hanno chiarito la situazione, confermando un problema muscolare che lo costringerà a fermarsi.

 

I tempi non saranno lunghissimi, ma nemmeno immediati. Mkhitaryan salterà sicuramente la partita contro la Fiorentina, con l’obiettivo di tornare a disposizione entro la prima metà di aprile. Lo staff medico dell’Inter vuole evitare rischi, soprattutto in una fase così delicata della stagione.

 

La sosta per le nazionali arriva comunque nel momento giusto. Mkhitaryan la sfrutterà per recuperare con calma e provare a rientrare al meglio per il finale di stagione, quando tornerà utile sia all’Inter che ai fantallenatori.

 

Che tipo è l'infortunio di Mkhitaryan: perché questi tempi di recupero

 

Il problema accusato da Henrikh Mkhitaryan riguarda il bicipite femorale, il muscolo nella parte posteriore della coscia. In termini semplici, si tratta di un risentimento, quindi non di uno strappo vero e proprio, ma di un segnale chiaro che il muscolo ha lavorato oltre il suo limite. Una situazione che può sembrare gestibile, ma che in realtà va trattata con attenzione.

 

Il punto è che questo muscolo è fondamentale per il gioco. Serve per accelerare, cambiare direzione, frenare e calciare. Se non è al massimo, ogni movimento può diventare rischioso. Forzare i tempi, in questi casi, significa esporsi alla possibilità concreta che il problema peggiori e si trasformi in una lesione più seria.

 

C’è poi un altro aspetto da considerare, la facilità con cui questo tipo di infortunio può ripresentarsi. Il bicipite femorale è tra i muscoli più soggetti a ricadute, soprattutto se il rientro avviene troppo presto. Basta poco per tornare punto e a capo, con tempi di recupero che si allungano ancora di più.

 

Nel caso di Mkhitaryan entra in gioco anche l’età. Parliamo di un giocatore esperto, classe ’89, con tanti minuti nelle gambe. Con il passare degli anni l’elasticità muscolare tende a ridursi, e per questo lo staff dell’Inter preferisce non correre rischi e puntare su un recupero completo.

 

Il percorso è quello classico, prima si lascia che l’infiammazione si riassorba, poi si passa a un lavoro graduale per rimettere il muscolo sotto carico, fino ai test in campo. Tutto senza forzare. Servirà, dunque, tanta pazienza. Anticipare i tempi, in un caso del genere, può trasformare un semplice fastidio in un problema molto più serio.