Fuori Campo
Migliori assenti ai Mondiali 2026: ecco quali sono i big che mancheranno
I Mondiali del 2026 saranno i più grandi di sempre. Il torneo che si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico vedrà infatti la partecipazione di 48 nazionali, un format allargato che avrebbe dovuto ridurre al minimo le esclusioni eccellenti. E invece, anche stavolta, tantissimi campioni resteranno a casa. Tra mancate qualificazioni, eliminazioni clamorose e qualche infortunio pesante, la prossima Coppa del Mondo perderà diversi protagonisti di assoluto livello internazionale.
L’assenza che fa più rumore, almeno per i tifosi italiani, è ovviamente quella dell’Italia. Gli Azzurri hanno fallito ancora una volta la qualificazione e salteranno il terzo Mondiale consecutivo, un dato incredibile se si pensa alla storia della Nazionale quattro volte Campione del Mondo. Una disfatta che porterà fuori dal palcoscenico iridato tanti giocatori di primissima fascia.
Donnarumma e i big italiani fuori dal Mondiale
Il simbolo più evidente dell’esclusione azzurra è senza dubbio Gianluigi Donnarumma. Il portiere del Manchester City, considerato da molti uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, non ha ancora mai giocato un Mondiale in carriera nonostante abbia esordito giovanissimo in Serie A e in Nazionale. Una statistica che fotografa perfettamente il momento complicato del calcio italiano.
Assieme a lui resteranno a casa anche altri pilastri dell’Italia come Sandro Tonali, Nicolò Barella, Federico Dimarco e Alessandro Bastoni. Tutti giocatori che nelle competizioni europee hanno dimostrato di poter competere ai massimi livelli, ma che non avranno la possibilità di misurarsi nella manifestazione più importante. Sui social e nelle community calcistiche la delusione è enorme.
Osimhen e Lookman: anche la Nigeria è fuori dal Mondiale
Tra le esclusioni più sorprendenti c’è anche quella della Nigeria. Una nazionale storicamente ricca di talento che però non è riuscita a conquistare il pass per il Nord America. E questo significa che i tifosi non potranno vedere all’opera Victor Osimhen, uno degli attaccanti più devastanti degli ultimi anni, protagonista assoluto in Serie A con la maglia del Napoli e ora in Turchia con quella del Galatasaray.
L’attaccante “mascherato” sembrava destinato a vivere il Mondiale da superstar assoluta. Invece dovrà guardarlo dal divano, proprio come il compagno di nazionale e stella dell’Atletico Madrid, Ademola Lookman, reduce da stagioni eccezionali con l’Atalanta.
La Nigeria non è l’unica africana ad aver fallito. Anche il Camerun resterà fuori, privando il torneo di giocatori molto spettacolari come Bryan Mbeumo e Zambo Anguissa.
Lewandowski e la fine di un’epoca
Un altro nome pesantissimo tra gli assenti è quello di Robert Lewandowski. La Polonia non è riuscita a qualificarsi e il centravanti del Barcellona potrebbe aver già giocato il suo ultimo Mondiale. Per oltre un decennio Lewandowski è stato uno degli attaccanti più prolifici del calcio europeo, vincendo praticamente tutto a livello di club. Tuttavia, la sua avventura con la nazionale non è mai stata accompagnata da risultati memorabili nelle grandi competizioni internazionali. L’assenza dal 2026 chiude probabilmente un ciclo storico per il calcio polacco.
Con lui resteranno fuori anche altri protagonisti dell’Est Europa come il compagno di nazionale Piotr Zielinski, Dominik Szoboszlai (Ungheria) e Benjamin Sesko (Slovenia).
Kvaratskhelia e la favola Georgia interrotta
Tra i talenti più spettacolari che non vedremo ai Mondiali c’è sicuramente Khvicha Kvaratskhelia. Dopo aver incantato in Serie A con il Napoli e in Champions League con il Paris Saint-Germain, il georgiano sperava di trascinare la sua nazionale verso una storica qualificazione. Ma la Georgia si è fermata prima del traguardo. Probabilmente è il giocatore più in forma del momento e in caso di conquista della seconda Champions League consecutiva, Kvicha potrebbe essere il favorito numero uno per il Pallone d’Oro. La sua assenza dal Mondiale pesa dunque tantissimo anche per il georgiano stesso, dato il peso della competizione su questo premio.
Insieme a lui mancherà anche il portiere Giorgi Mamardashvili, considerato uno dei migliori interpreti emergenti del ruolo. Due assenze che tolgono fantasia e spettacolo alla competizione.
Vlahovic, Eriksen e gli altri esclusi illustri
L’elenco dei grandi assenti è lunghissimo. La Serbia non sarà presente e quindi fuori anche Dusan Vlahovic, attaccante della Juventus che avrebbe potuto essere uno dei protagonisti del torneo. Niente Mondiale pure per la Danimarca, con giocatori esperti e di qualità come Christian Eriksen e Rasmus Hojlund costretti a rinunciare alla competizione. Restano fuori anche campioni molto amati come Alexis Sanchez, Pierre-Emerick Aubameyang e Keylor Navas, tutti protagonisti di diverse edizioni della Coppa del Mondo e ormai vicini alla fase finale delle rispettive carriere. Diversi invece i nomi di chi non prenderà parte al Mondiale per infortunio: Gnabry e Ter Stegen (Germania), Xavi Simons (Olanda), Ekitike (Francia), Grealish (Inghilterra), Rodrygo (Brasile).
Un Mondiale ricco ma incompleto
Nonostante il nuovo format a 48 squadre, il Mondiale 2026 perderà quindi tantissimi talenti. È il paradosso del calcio moderno: anche con più posti disponibili, il livello globale si è alzato così tanto da rendere le qualificazioni sempre più competitive. L’assenza di stelle come Donnarumma, Osimhen, Lewandowski o Kvaratskhelia priverà il torneo di storie, rivalità e talento puro. Ma allo stesso tempo renderà ancora più evidente quanto sia difficile conquistare un posto nella competizione calcistica più importante del pianeta. E mentre milioni di tifosi si preparano a vivere l’atmosfera dei Mondiali nordamericani, tanti campioni dovranno accontentarsi del ruolo di spettatori. Un destino amaro, soprattutto per chi sembrava destinato a essere protagonista.