Una situazione surreale, inimmaginabile fino a qualche mese fa e che rischia di segnare un solco storico nella storia del calcio per nazionale: è rottura totale tra Cristiano Ronaldo e il Portogallo. Un terremoto vero e proprio quello che sta scuotendo nelle ultime ore il calcio portoghese. Il fuoriclasse 5 volte pallone d'oro ha infatti lasciato il ritiro della sua Nazionale, dopo la conferenza stampa del nuovo ct Jorge Jesus, facendo rientro a Madrid. Ronaldo e quello che era stato suo allenatore all'Al-Nassr sono arrivati a un punto di non ritorno che potrebbe rappresentare la parola fine sulla storia tra la nazionale portoghese e CR7.

 

Rottura tra il Portogallo e Cristiano Ronaldo: cosa è successo

 

Ma cosa c'è alla base della rottura tra il Portogallo e Cristiano Ronaldo? Nella prima partita da ct della nazionale rossoverde contro il Galles, Jorge Jesus ha regolarmente mandato in campo l'ex Real Madrid da titolare e, ovviamente, da capitano. La prestazione di Ronaldo è stata tutt'altro che positiva, con un gol sbagliato a pochi metri dalla linea di porta. Sostituito dopo 67 minuti, Cristiano è invece rimasto in panchina per tutti e 90 i minuti della sfida contro la Norvegia, scaldandosi invano per circa mezz'ora. La reazione del fenomeno portoghese non è tardata ad arrivare.

 

Dal Portogallo infatti sono certi, con Ronaldo sarebbe arrivato allo scontro totale con Jorge Jesus, al punto da rifiutare di allenarsi con i compagni nei tre giorni successivi. Il ct ha provato a smorzare la tensione in conferenza stampa: "No, non è vero. Ha fatto un po' di lavoro in palestra, non è vero che si è rifiutato di allenarsi. Oggi si allenerà, se verrete a guardare la sessione di allenamento lo vedrete in campo". Parole, tuttavia, ben lontane dalla realtà: Il classe '85 non solo non si è allenato, ma ha addirittura abbandonato lo stadio Parken di Copenaghen mentre i compagni erano già in campo per allenarsi, smentendo così il suo stesso commissario tecnico. 

 

Ronaldo-Portogallo, è scontro totale: le parole di CR7 e il retroscena all'aeroporto

 

"Dopo la conferenza stampa dell'allenatore della squadra nazionale e dopo una conversazione con il Presidente della Federazione Calcistica Portoghese, ho deciso di lasciare il campo della squadra nazionale. A tempo giusto, dirò a tutti i portoghesi le ragioni che mi hanno spinto a lasciare la squadra nazionale, a cui mi sono sempre dedicato. Ora è il momento di augurare buona fortuna a Portogallo e a tutti i miei compagni di squadra, senza eccezioni". Così, attraverso un post sui propri canali social, Cristiano Ronaldo ha detto la sua dopo lo scoppio del caso che lo vede protagonista.

 

Ma cosa aveva detto Jesus in conferenza? "Avevo già detto a Ronaldo che non avrebbe giocato contro Norvegia e Danimarca, va gestito quando ci sono tante partite ravvicinate. Lo facevo anche in Arabia Saudita. Sono io l'allenatore, sono io che decido. Nessun giocatore può far cambiare le mie idee". Tensione alle stelle dunque, in una situazione che ha portato perfino Pedro Proenca, presidente della Federazione portoghese, a raggiungere la Nazionale per tentare una mediazione tra il ct e il capitano. Invano. A questo si aggiunge poi un retroscena importante: il presidente Proenca e il ct sono andati in aeroporto per provare a far cambiare idea a Ronaldo fino all'ultimo momento utile. Ronaldo, dal canto suo, è stato inamovibile, imbarcandosi sul suo jet e rientrando a Madrid. 

 

Portogallo, cosa rischia ora Ronaldo?

 

Il tutto potrebbe assumere una piega ancor peggiore. Stando infatti a quanto definito dal regolamento della Federazione portoghese, sono previste sanzioni immediate e severe nel caso in cui si abbandoni un'attività della Nazionale senza giustificazioni. Si parte infatti da una multa che può arrivare fino a 1000 euro ma anche una squalifica dal Portogallo che può andare da 1 fino a 6 mesi.