Fuori Campo
Atletico Madrid, il Metropolitano non perdona Julian: fischi assordanti per l'argentino. Cosa è successo
Si sono alzati, in giro per l'Europa, i sipari sui vari campionati nazionali. Italia, Inghilterra, Germania, Spagna: il grande calcio per club è finalmente tornato protagonista, dopo un'estate ovviamente monopolizzata dalla rassegna Mondiale nordamericana. E tra chi è tornato protagonista, c'è anche l'Atletico dello stacanovista Simeone che, dopo la vittoria all'esordio contro il Malaga, non è andata oltre il pareggio con il Villareal. Un punto a testa, dunque, per la terza e la quarta della scorsa Liga, anche se a prendersi la scena non è stato tanto il campo, che ha comunque regalato spettacolo, quanto la battaglia personale dei tifosi dell'Atletico Madrid contro uno dei beniamini delle ultime stagioni: Julian Alvarez, riempito di fischi. Ma perché e che succede? C'entra il mercato, esatto.
Atletico Madrid, fischi per Julian Alvarez: il motivo
Partito dalla panchina, Simeone si è giocato la carta Alvarez al 66', con il risultato appena fissato sull'1-1 dal rigore di Moreno. La reazione del Metropolitano, tuttavia, non è passata inosservata: l'ingresso in campo dell'argentino è stato accompagnato da una bordata di fischi che spesso i tifosi di casa riservano solo agli avversari. A dover di cronaca, già dal riscaldamento i tifosi dell'Atletico avevano iniziato a beccare l'ex Manchester City, con la scena che si ripeteva ogni qual volta le telecamere indugiavano sull'argentino. Inutile anche il tentativo di Simeone di smorzare la tensione: i tifosi dei colchoneros non hanno lasciato scampo a Julian Alvarez.
Ma perché i sostenitori dell'Atletico si sono scagliati in questo modo contro un giocatore che nelle ultime stagioni è stato un faro della squadra? All'origine della rabbia dei tifosi verso Alvarez ci sono le sue dichiarazioni, arrivate durante il Mondiale, in merito al suo futuro. "Futuro? La verità è che non lo so. Credo che non sia questo il momento di parlare, però non posso neanche nascondermi. Credo di essere una persona onesta. Ho parlato con le persone che dirigono il club, con quelle con cui dovevo essere certo di parlare. Credo che il meglio per tutti sia una cessione. E io vorrei realizzare il mio sogno" aveva dichiarato l'argentino, che sognava di vestire la maglia di un'altra squadra spagnola: il Barcellona.
I blaugrana, tuttavia, non hanno presentato un'offerta in grado di far tentennare l'Atletico, con il giocatore rimasto nella Madrid biancorossa. I tifosi non hanno lasciato correre e, alla prima occasione, non hanno mancato di farlo notare a Julian. Durante la pausa per idratarsi, è partito un coro poco gentile nei confronti della madre del ragazzo. E quando durante l'intervallo l'argentino è uscito per scaldarsi di nuovo giù insulti e cori e fischi. Al triplice fischio, mentre tutta la squadra si è riversata sotto i tifosi, Alvarez si è diretto immediatamente verso gli spogliatoi, da solo, scansando persino una sciarpa dell'Atletico lanciatagli dagli spalti.
Atletico Madrid, scontro totale tra Alvarez e la dirigenza
Le frizioni, tuttavia, non sono solo tra giocatore e tifosi. Anzi. Anche tra la dirigenza e l'entourage di Alvarez i rapporti sono ai minimi storici. "Non ha avuto i migliori consiglieri riguardo la sua carriera negli ultimi mesi" aveva dichiarato il CEO dell'Atletico Madrid, Gil Marin. Non si è fatta attendere la risposta dell'agente di Alvarez, Fernando Hidalgo: "Non chiedere mai a un bugiardo perché ha mentito. Per spiegarlo, dovrei mentire di nuovo". Un botta e risposta al vetriolo tra le parti, con il CEO spagnolo che aveva ulteriormente aggiunto: "Abbiamo bisogno di lui per continuare a competere tra le grandi d'Europa. Non possiamo permettere ad altri club di decidere cosa dobbiamo fare, di dettare la nostra strategia sportiva e di mancarci di rispetto. Hanno cercato di dividerci. È chiaro che non siamo potenti come loro, ma abbiamo dei valori. L’Atleti è forte quando siamo tutti uniti".