Non si ferma più l'Italia di Fefè De Giorgi che, al PalaVela  di Torino spazza via anche la Danimarca con un 3-0 (25-22, 25-16, 25-11) senza storia e stacca il pass per i quarti di questi EuroVolley 2026. E quella contro i danesi è stata senza dubbio la miglior versione degli Azzurri vista in questo cammino europeo, con un gioco di grande imprevedibilità e qualità che è andato a togliere punto dopo punto il respiro e la possibilità di ragionare agli avversari. E in una squadra che si muove e gioca come fosse un corpo unico, non mancano di spiccare anche le individualità, con un giovane che su tutti si sta prendendo la scena: Pardo Mati.

 

Italia, all'EuroVolley 2026 brilla la stella di Mati: chi è il talento azzurro

 

Nato a Grosseto il 7 agosto 2006, inizia a giocare nel settore giovanile dell'Invicta (la squadra della sua città), fino ad arrivare in prima squadra nella stagione 2021/22 in Serie B. Poi nella sua giovane carriera ci sono i Diavoli Rosa di Brugherio in A3 e poi la A2 con i Lupi di Santa Croce sull’Arno, fino al grande salto: la Superlega, dove è arrivato nella stagione 2024-2025 con la maglia di Modena. E come accade per lui in campo, anche la Carriera di Pardo Mati va veloce, tanto che a inizio estate pensava che la Nazionale maggiore sarebbe stata soprattutto un’occasione per allenarsi e imparare, ma Fefè De Giorgi non ha dubbi su di lui e lo lancia in Nations League, nella sconfitta per 3-2 con la Francia, poi alle Finals e infine all'Europeo.

 

Il miglior modo per presentarsi in maglia azzurra per il classe 2006? Riscrivere un record che durava dal 1999, fino a quel momento appartenuto ad Andrea Giani, il centrale azzurro in grado di mettere a segno ben 21 punti nella finale dell’Europeo contro la Russia. Contro la Slovacchia sono stati 22 quelli realizzati da Mati, un numero impressionante, che racconta e spiega il talento di un giocatore destinato a essere centrale in azzurro per molto tempo ancora. E proprio dopo il record stabilito, il classe 2006 rimane con i piedi per terra: "Essere paragonato a certi nomi mi fa arrossire. Con la Slovacchia è andata bene, ma se dovessi scegliere preferirei fare cinque punti e vincere piuttosto che superare i venti e perdere. Questo non è uno sport individuale, vince sempre la squadra e io devo ancora migliorare".

 

Pardo Mati, non solo schiacciate: le passioni extra campo del giovane azzurro

 

Con i suoi 203 centimetri dunque Pardo Mati si sta ritagliando un ruolo sempre più centrale nell'Italia di De Giorgi. Il cuore dei tifosi lo ha già conquistato, grazie al mix perfetto di talento in campo e fuori. Il centrale di Modena ha seguito una strada diversa da quella di famiglia. Suo padre Tommaso e suo nonno Giovanni sono infatti avvocati, mentre lui, se la pallavolo non fosse diventata centrale nella sua vita, avrebbe studiato medicina. Il sogno di Mati era infatti quello di diventare un neurochirurgo ma, anche se senza il camice da dottore, il cervello è rimasto al centro del suo interesse.

 

Quando non schiaccia a rete, il giovane azzurro studia infatti psicologia: "Mi ha sempre interessato il lato psicologico delle persone, capire cosa le spinge ad avere determinati comportamenti. E sono sempre stato affascinato dall’anatomia del cervello" ha dichiarato. Ma la sua attività preferita è quella cara a tanti giovani: "Io dormo. Dormo un sacco perché sono nato stanco e ho bisogno di recuperare" ha detto con tutta la sincerità propria di un ragazzo che ha compiuto 20 anni da neanche due mesi. Pochi dubbi, il futuro gli appartiene e, per alimentare il fuoco intorno a lui, va sottolineato come sia nato nello stesso mese (agosto) e anno (2006) di due sportivi azzurri che in questo periodo si stanno decisamente facendo notare: Kimi Antonelli e Sara Curtis