La Classica di San Sebastián 2026 si prepara a essere uno degli appuntamenti più attesi del calendario World Tour. La corsa basca, conosciuta anche come Donostia Klasikoa, è da sempre una delle prove in linea più spettacolari della stagione grazie a un percorso impegnativo, ricco di salite brevi ma dure, capace di esaltare corridori completi, scalatori esplosivi e specialisti delle classiche.

 

Il percorso della Classica di San Sebastian: oltre 220 chilometri e un finale esplosivo

 

L’edizione 2026 è in programma sabato 1 agosto, con partenza e arrivo a San Sebastián. La gara arriva in un momento particolare della stagione, subito dopo il Tour de France, e spesso rappresenta un banco di prova importante per i corridori che hanno mantenuto una grande condizione dopo la corsa francese o che puntano alla seconda parte dell’annata.

 

Il tracciato della Classica di San Sebastián 2026 conferma le caratteristiche che hanno reso celebre la corsa: oltre 220 chilometri di gara, più di 4.000 metri di dislivello e una lunga serie di salite capaci di mettere alla prova anche i corridori più resistenti.

 

La selezione arriverà soprattutto nella seconda parte della prova, quando il gruppo affronterà alcune delle ascese simbolo delle strade basche, tra cui Jaizkibel ed Erlaitz. Ma il momento decisivo sarà ancora una volta il Murgil Tontorra, una salita breve e durissima con pendenze che in alcuni tratti superano il 20%, posta a pochi chilometri dall’arrivo.

 

Dopo lo scollinamento resterà una discesa tecnica verso San Sebastián, un finale che negli anni ha spesso favorito gli attaccanti. La corsa difficilmente si decide con una volata di gruppo: serve il tempismo giusto per entrare nella fuga decisiva o per piazzare l’accelerazione nel momento chiave.

 

I favoriti per la vittoria

 

Il percorso della Classica di San Sebastián 2026 sembra disegnato per corridori capaci di unire qualità da scalatore e potenza nelle fasi finali. Tra i grandi favoriti spicca Tadej Pogacar, il corridore che più di tutti incarna il profilo ideale per questa gara. Lo sloveno ha la capacità di sostenere ritmi elevatissimi sulle salite brevi, può attaccare da lontano e possiede uno sprint sufficiente per battere eventuali rivali in un arrivo ristretto.

 

Grande attenzione anche a Remco Evenepoel, già protagonista nelle classiche collinari e particolarmente adatto alle corse dove servono esplosività e capacità di inventare azioni offensive. Il belga potrebbe provare a fare la differenza sul Murgil Tontorra oppure anticipare gli avversari con un attacco da lontano.

 

Tra i candidati alla vittoria rientra anche Juan Ayuso, giovane talento spagnolo con caratteristiche perfette per le strade basche: grande resistenza, ottime doti in salita e un cambio di ritmo che può diventare decisivo negli ultimi chilometri.

 

Un nome sempre da considerare è quello di Mathieu van der Poel. Il campione olandese, quando sceglie di partecipare a una corsa di questo tipo, è sempre tra i principali osservati speciali. La sua capacità di reggere gare lunghe e dure, unite alla sua esplosività sulle rampe brevi, lo rende un avversario pericoloso.

 

Possibile protagonista anche Wout van Aert, soprattutto se riuscirà ad arrivare alla gara con una condizione ottimale dopo il Tour de France. Il belga ha caratteristiche diverse rispetto agli scalatori puri, ma può sfruttare la sua resistenza e il suo sprint in un finale con pochi corridori.

 

Tra gli outsider meritano attenzione Lenny Martinez, particolarmente adatto alle salite brevi e ripide, Isaac del Toro, talento emergente già capace di confrontarsi con i migliori, Giulio Ciccone, corridore ideale per questo tipo di percorso e vincitore della Classica di San Sebastián 2025, e Carlos Rodríguez, uno dei corridori spagnoli più interessanti sulle strade di casa.

 

Una sfida aperta fino al traguardo

 

La Classica di San Sebastián 2026 promette quindi una battaglia spettacolare tra grandi campioni e giovani talenti. Il Murgil Tontorra, la tattica delle squadre e soprattutto la condizione dei protagonisti dopo il Tour de France saranno gli elementi decisivi.

Come spesso accade nei Paesi Baschi, però, la vittoria non andrà necessariamente al corridore più forte sulla carta: serviranno coraggio, intelligenza tattica e la capacità di scegliere il momento perfetto per l’attacco.