Se c'è una sola persona che sappiamo, con certezza, sia riuscita a stregare tutto il pubblico delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, quella è Alysa Liu. L'atleta, medaglia d'oro nella gara individuale di pattinaggio di figura, ha una delle storie e una delle personalità più interessanti dell'intero panorama sportivo. Liu è atipica, diversa, e per questo una campionessa che non può non rimanere impressa. Approfondiamo allora il suo passato, ma anche le sue passioni: dettagli che la rendono ancor di più un'icona sportiva e della cultura pop.

 

La storia diversa di Alysa Liu e la medaglia d'oro di Milano-Cortina 2026

 

La storia di Alysa Liu è molto diversa da quella di tante altre sportive che hanno vinto un oro alle Olimpiadi. Anche la sua è stata piena di dolori, sacrifici, di strade in salita. Ma a differenza di altri campionissimi, Liu ha avuto la forza a un certo punto di dire basta. Ha mollato tutto per andare alla ricerca di pura e semplice serenità. 

 

Figlia di genitori cinesi, ma cresciuta negli Stati Uniti, Alysa Liu è sempre stata vista come un talento generazionale. Perché i risultati parlavano per lei. A dodici anni diventa la più giovane pattinatrice di sempre a essere in grado di eseguire un salto triplo axel, mentre solo un anno dopo diventa la più giovane vincitrice di un campionato nazionale. Già in quegli anni, inizia a eseguire i primi quadrupli axel, salto complicatissimo che solo pochi fenomeni come Ilia Malinin riescono a fare nel mondo (lui, addirittura, punta al quintuplo). 

 

Insomma, era evidente che Alysa Liu non fosse un'atleta qualsiasi: era una destinata a vincere medaglie di grande peso nella sua carriera. Ma all'età di 16 anni, poco dopo il Covid-19, ha invece improvvisamente deciso di ritirarsi dalle competizioni. La scelta è avvenuta praticamente quando le attività sportive potevano ricominciare: quasi un controsenso, verrebbe da dire. Eppure, evidentemente, quella pausa dettata da una crisi sanitaria mondiale le aveva permesso di capire che c'era altro oltre lo sport. Le priorità, nella vita, non erano duro lavoro, sacrificio e fatica messi a disposizioni per la gloria. Le cose importanti, probabilmente, era la propria salute mentale, che non doveva più essere sottoposta a uno stress costante. 

 

Alysa Liu lascia così il pattinaggio e si dedica alle amicizie, ai viaggi e allo studio. Si iscrive a Psicologia e vive in serenità due anni della sua vita, come una ragazza comune: forse l'atto più rivoluzionario da fare quando la vita ti offre solo la possibilità di competere. Ma proprio questi due anni le cambiano, probabilmente, la carriera: solo così capisce che il pattinaggio le manca davvero, che è la sua passione. Aveva voglia di tornare ad allenarsi e a gareggiare, ma questa volta con un approccio differente

 

Liu voleva tornare a competere con i suoi ritmi, con il suo modo di vedere l'allenamento. Un approccio all'agonismo, e a tutto ciò che gli ruota attorno meno ossessivo, meno orientato al voler primeggiare e basta. Certo, vincere restava importante, ma non doveva asfissiare la sua voglia di gareggiare. Fu proprio con questo approccio atipico per un'atleta che vuole ambire a una carriera olimpica che Alysa Liu si è presa uno degli ori più belli e da ricordare delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026

 

Alysa Liu e gli halo hair che hanno fatto impazzire il web

 

C’è poi un altro dettaglio che racconta bene la nuova Alysa Liu, qualcosa che va oltre i salti e le medaglie: i suoi capelli. Durante queste Olimpiadi molti hanno notato i suoi halo hair, un look che a prima vista sembra solo una scelta estetica audace ma che in realtà nasconde una storia personale. Questi halo hair, infatti, sono una tecnica di colorazione: una base bruna naturale attraversata da bande orizzontali decolorate, spesso in tonalità biondo platino, che circondano la testa come piccole aureole.

 

Gli anelli scendono lungo la chioma creando un effetto grafico molto riconoscibile, a metà tra l’estetica di band come i Bring Me The Horizon e le Babymetal. Ma per Liu non è solo una questione di stile. Lei stessa ha raccontato che quei cerchi funzionano come gli anelli di crescita di un albero: ha iniziato ad aggiungerne uno ogni anno dal 2023, trasformando la sua acconciatura in una sorta di diario visivo. Ogni halo segna un anno di cambiamento, di maturazione, di ritorno graduale al pattinaggio dopo la pausa presa a sedici anni. Un modo semplice, ma potentissimo, per ricordarsi che anche la crescita personale può lasciare il segno.

 

Alysa Liu, una fan degli anime sui pattini

 

E poi c’è un’altra passione che racconta bene quanto Alysa Liu sia rimasta, in fondo, una figura fuori dal coro: gli anime. Mentre molte atlete olimpiche riempiono il tempo libero con sponsor e apparizioni, lei è il tipo di persona che al villaggio olimpico si aggira con un peluche di Pochita nello zaino. Non è la prima volta che la cultura manga o anime viene rappresentata ai Giochi Olimpici o nello sport (basta ricordarsi del nostro Simonelli e del suo amore per One Piece), ma è l'ennesima prova di quanto quella serenità che Liu ha trovato nel suo primo ritiro al pattinaggio la stia aiutando in questo momento della sua carriera. 

 

Liu poi non è una spettatrice occasionale: legge manga capitolo dopo capitolo e segue le uscite settimanalmente. I suoi preferiti? Sembrerebbero essere: Jujutsu Kaisen, Chainsaw Man, Attack on Titan, Puella Magi Madoka Magica e Soul Eater. Bei gusti.