E mentre in Ohio va avanti il settimo Masters 1000 della stagione (Cincinnati), continua il conto alla rovescia verso lo US Open, l'ultimo torneo del Grande Slam della stagione. Il sipario, a Flushing Meadows, si alzerà domenica 30 agosto, con i vari tennisti del circuito vogliosi di essere protagonisti sul cemento americano. Tiene, tuttavia, altrettanto banco la questione legata a quelli che saranno i protagonisti di questo US Open 2026.

 

I grandi interrogativi ruotano intorno agli ultimi due campioni di Flushing Meadows, non che finalisti dell'ultima edizione: Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Le condizioni dello spagnolo, alle prese con il recupero definitivo dopo l'infortunio al polso destro che lo ha costretto al forfait a Roland Garros prima e a Wimbledon poi, sono note da tempo. Diverso il discorso per il numero uno del mondo, che da settimana ormai convince con un problema al ginocchio destro. E ora la domanda che continua a riproporsi è una sola: Sinner ci sarà a Flushing Meadows?

 

Sinner ci sarà allo US Open? Le condizioni del numero uno del mondo 

 

Pochi dubbi sul fatto che le prossime ore e i prossimi giorni saranno decisivi, con il campo che sarà il giudice definitivo. Nel frattempo Sinner è tornato a Torino e, dopo la domenica di relax dedicata ai festeggiamenti per il suo 25° compleanno, il numero 1 del mondo ha ripreso a focalizzarsi sul piano di recupero dal problema al ginocchio destro. L'altoatesino è stato visto al circolo della Stampa Sporting, per una seduta di allenamento mirata proprio a testare sul campo le condizioni del ginocchio. Chiara l'agenda di Sinner che prevede un altro passaggio al J Medical per gli ultimi controlli.

 

Il bi-campione di Wimbledon, che non gioca una partita proprio dalla finale sul verde d'Inghilterra vinta contro Zverev, volerà alla volta di New York solo se in questo inizio di settimana sarà certo di essere al cento per cento della condizione atletica. Lo Us Open, infatti, è storicamente il torneo del Grande Slam più massacrante dal punto di vista climatico e ambientale, spesso sferzato dal caldo opprimente e dall'umidità, situazioni che Sinner ha più volte sofferto nel corso della sua giovane carriera. 

 

Sinner allo US Open? L'ultima partita sul verde di Wimbledon

 

Condizioni del ginocchio a parte, tiene banco anche l'interrogativo nato dal fatto che Sinner non gioca una partita, come detto, dall'ultimo, esaltante, atto di Wimbledon dello scorso 12 luglio. Questo vuol dire che il numero uno del mondo, qualora volasse negli Stati Uniti, tornerebbe in campo a quasi due mesi di distanza dall'ultima volta. Una forbice di tempo assai alta, specialmente in uno sport frenetico come il tennis. Non si tratterebbe di ritrovare confidenza con il cemento, la superficie tanto cara a Sinner e quella su cui riesce a muoversi con migliore maestria e rapidità, quanto piuttosto recuperare il ritmo e il colpo d’occhio con poco più di una settimana di allenamenti a Flushing Meadows. Ma per il numero uno del mondo nulla è impossibile.

 

Sinner, l'elogio di Djokovic verso lo US Open

 

In attesa di chiarimenti in merito alle condizioni di Sinner, Novak Djokovic ha parlato del numero uno del mondo. tanti gli elogi da parte di Nole, che ha anche sottolineato i tanti punti in comune con l'azzurro. "Entrambi veniamo dalle montagne, lui dell’Alto Adige e io della Serbia. Avevamo scelto lo sci come sport, abbiamo lasciato casa a 13 anni, siamo stati costretti a diventare uomini in fretta, lontano dalla famiglia e dagli affetti, non c’è alcun dubbio che lo sci ci abbia dato l’elasticità, i movimenti, la capacità di scivolare su ogni superficie: la flessibilità delle caviglie origina dalla neve tanto quanto l’equilibrio e la coordinazione tra arti superiori e inferiori. Non voglio entrare in dettagli più tecnici sul tipo di tennis che io e Jannik giochiamo: le similitudini abbondano anche lì. Quindi, per rispondere in breve: sì, mi rivedo in Sinner".