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Sinner, il ginocchio fa male: 'no' a Cincinnati. Cosa rischia ora verso gli US Open?
La notizia era già nell'aria da diversi giorni, poi nelle ultime ore ecco l'ufficialità: Jannik Sinner non prenderà parte al Masters 1000 di Cincinnati, al via il prossimo 13 di agosto. Il ginocchio destro, non al meglio, fa ancora male, con il numero uno del mondo che ha deciso dunque di non partire alla volta dell'Ohio, continuando la sua preparazione in vista dello US Open, ultimo Slam della stagione cui si presenterà da vice campione, e nel quale sarà dunque chiamato a difendere la finale, poi persa contro un indomabile Carlos Alcaraz, raggiunta lo scorso anno.
"Jannik Sinner si è ritirato dal Cincinnati Open a causa di un infortunio al ginocchio destro. In bocca al lupo al nostro campione del 2024 e non vediamo l'ora di rivederti l'anno prossimo!", questo l'annuncio arrivato sui social direttamente dagli organizzatori del Masters 1000 di Cincinnati in merito al forfait del fuoriclasse azzurro.
Sinner, forfait a Cincinnati: ma come sta il ginocchio?
Prima di andare a capire le eventuali ripercussioni di questo forfait in vista degli US Open, andiamo a fare il punto in merito alle condizioni del ginocchio destro dell'altoatesino. Negli ultimi giorni Sinner ha fatto la spola tra Montecarlo, il J Medical di Torino e il Physioclinic di Milano. Le cure del fisiatra Gianluca Melegati hanno avuto il loro effetto, Sinner sta molto meglio con il ginocchio, indolenzito per un sovraccarico da fatica. Il fatto che il numero uno del mondo abbia aspettato i giorni a ridosso del via del torneo per prendere una decisione definitiva, lascia intendere con il problema non era così grave da escludere subito la sua presenza a Cincinnati.
E allora si trattava di studiare la strategia più efficace di avvicinamento all’ultimo Slam della stagione. "Dopo essermi consultato con i miei medici e il mio team, devo comunicare che sono costretto a ritirarmi dal torneo Masters 1000 di Cincinnati. Il ginocchio destro mi sta dando fastidio e, nonostante ci siamo impegnati a fondo con il mio team medico, devo ammettere che non sono ancora pronto per gareggiare. Sono molto deluso di non poter giocare a Cincinnati, che spero sia comunque un evento fantastico e ricco di successi. Non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo e ora mi sto concentrando sulla preparazione per gli US Open" ha scritto Sinner sui social dopo l'annuncio del forfait.
Sinner, niente Cincinnati: i pro e i contro in vista dello US Open
Andiamo ora a capire quelli che possono essere i pro e i contro del forfait a Cincinnati in vista dello US Open. Visto il bye garantito per il primo turno, Sinner sarebbe sceso in campo per la prima volta sabato prossimo, ma si è preferito comunque non rischiare nulla. L'azzurro, forse, sarebbe stato anche in grado di giocare sul cemento americano, ma il rischio di un peggioramento, con lo US Open in avvicinamento costante, non era un'opzione vagliabile. A questo si aggiunte poi che a Cincinnati le condizioni climatiche sono proibitive: temperature elevate e umidità in grado di piegare gli atleti. Lo scorso anno, hanno messo ko tanti tennisti, compreso lo stesso Sinner, costretto a ritirarsi in finale contro Alcaraz.
Ci sono, tuttavia, anche degli aspetti negativi di questo ritiro. Sinner non disputa infatti una partita ufficiale dal 12 luglio, data del bis centrato a Wimbledon dopo la vittoria su Zverev. A Flushing Meadows si inizierà il 30 agosto: questo vuol dire che il numero uno del mondo arriverà ai nastri di partenza dello US Open dopo quasi sette settimane di stop. Il rischio è che, soprattutto nelle prime uscite, Sinner possa pagare a caro prezzo, specie se il sorteggio dovesse riservargli cattivi clienti, come di fatto successo sull'erba inglese, dove si era presentato dopo un altro periodo cospicuo di pausa.