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Sinner: come sta il ginocchio? Le visite e i dubbi verso Cincinnati
Con un sorriso contagioso, gli occhi sognanti di chi vive per ciò che fa e le mani al cielo di Londra: è questa l'ultima immagine sul campo di Jannik Sinner, alle prese con i festeggiamenti per il leggendario bis centrato a Wimbledon. La vittoria su Zverev, di quasi un mese fa, è l'ultima uscita del numero uno del mondo, che si è concesso del meritato riposo dopo le fatiche inglesi. Ma tra gli obiettivi di Sinner c'era anche quello di smaltire i piccoli, ma inevitabili, fastidi fisici. E nelle ultime ore, proprio in questo senso, continuano a tenere banco le condizioni del ginocchio destro dell'altoatesino.
Come sta il ginocchio di Sinner? Le condizioni
Saltato il Masters 1000 di Toronto, il focus dell'azzurro è al 13 agosto, giorno in cui si alzerà il sipario sul 1000 di Cincinnati. Ovviamente quello sul cemento americano sarà un test importante in vista del vero appuntamento cerchiato in rosso sul calendario di Sinner: lo US Open, al quale arriva da vice campione dopo la sconfitta in finale contro Alcaraz della scorsa stagione. E proprio per questo è cruciale la certezza di una buona condizione fisica.
Dopo un primo trattamento venerdì scorso e un controllo svolto martedì a Milano alla Physioclinic con il fisiatra Gianluca Melegati, Jannik Sinner è stato nuovamente al J Medical, per sottoporsi a un'altra seduta di fisioterapia. Il tutto, comunque, non desta particolari preoccupazioni, anzi il tutto rientra nel piano già concordato con il professor Melegati, che ha fatto parte dello staff medico del Milan dell'amico di Sinner, Allegri, nell’anno dello scudetto 2010/2011. Il dott. Melegati ha prescritto un ciclo di cure fisioterapiche a Sinner, ripartito subito per Montecarlo.
Sinner, cosa succede in vista di Cincinnati
Ma cosa succede ora in vista di Cincinnati? Al momento è confermata la partenza tra qualche giorno per l'Ohio, dove Sinner giocherà il torneo Masters 1000, al via il 13 agosto. Nelle prossime ore il numero uno del mondo continuerà a valutare al meglio le condizioni del proprio ginocchio, con tre strade che sembrano percorribili. La prima è quella di seguire il programma prefissato: partire domenica e giocare sul cemento americano di Cincinnati. C'è poi l'opzione di posticipare la partenza di qualche giorno, ma comunque arrivare negli Stati Uniti prima del 13 agosto e presentarsi ai blocchi di partenza del Masters 1000 di preparazione all'ultimo Slam della stagione.
Da non scartare poi a priori anche l'opzione di una rinuncia a Cincinnati, sulla falsariga di quanto già successo per Wimbledon e dunque di non giocare alcun torneo di preparazione in vista degli Us Open. Per Sinner non sarebbe un problema: lo ha già fatto sull’erba e potrebbe farlo anche sul suo tanto amato cemento. Sebbene i due problemi fisici non siano paragonabili, i ragionamenti che sta facendo in questo momento Sinner, sono gli stessi che sta facendo anche Carlos Alcaraz: il murciano ha deciso di non giocare Cincinnati, nonostante il suo nome figurasse nella entry list del torneo, ma che a oggi non è nemmeno sicuro di giocare gli Us Open. Dopo quattro mesi di stop e recupero.
Sinner, le lodi di Cahill
Nel frattempo uno dei suoi allenatori, Darren Cahill, è tornato a parlare di Sinner e del grande atleta che sta diventando, e che già oggi è. "Ciò che ci rende più orgogliosi è il modo in cui riesce sempre a reagire. Jannik non rimane abbattuto a lungo. Certo, subito dopo una sconfitta è deluso, come è normale che sia. Ma già il giorno successivo riceviamo una telefonata: ‘Va bene ragazzi, cosa facciamo adesso? Quando torniamo in campo? Su cosa lavoriamo? Qual è il prossimo obiettivo? Cosa dobbiamo migliorare? È proprio questo che rende così bello lavorare con lui. Abbiamo parlato tante volte della sua capacità di reagire ai momenti difficili, tornando ogni volta più forte, più preparato e più determinato".