Come un fulmine a ciel sereno, Max Verstappen squarcia la quiete dopo il GP di Suzuka. Mentre il mondo celebrava la seconda vittoria consecutiva, e il conseguente balzo alla guida del Mondiale Piloti, di Kimi Antonelli, a pochi metri di distanza Max ghiacciava l'intero mondo della Formula 1. Il quattro volte iridato campione olandese ha infatti parlato chiaramente: starebbe meditando perfino il ritiro a fine stagione. "È quello che sto dicendo, sto pensando a tutto ciò che accade in questo paddock. A livello privato sono molto felice. Quest’anno ci sono 22 gare, di solito sono 24. Ma poi ti chiedi se ne valga la pena. O se preferisco stare di più a casa con la mia famiglia". Ma Verstappen può davvero ritirarsi dalla Formula 1?

 

Verstappen si ritira? Il motivo delle riflessioni di Max

 

Ma cosa c'è dietro a questa situazione? Alla base di questa possibilità ci sarebbe una perdita di stimoli da parte di Verstappen. Il dominio tecnico, insieme anche a regolamenti sempre più restrittivi e orientati alla gestione piuttosto che alla prestazione, hanno di fatto allontanato Max da quel concetto di gara pura che ha sempre difeso e per il quale si è esposto a più riprese.

 

L'olandese ha inoltre chiarito come il discorso sia ben più rispetto alla mera questione di denaro. "Alla fine non si tratta più di soldi, perché si parla di quella che è sempre stata la mia passione. Da bambino volevo fare questo. Voglio stare qui in F1 per divertirmi, per passare dei bei momenti e godermi la vita. E al momento non è così. Alcuni aspetti li apprezzo, come lavorare con il mio team, che è una seconda famiglia. Ma quando mi siedo in macchina purtroppo non è la cosa più piacevole. Io ci sto provando, continuo a ripetermi ogni giorno di godermi quel che c’è. Ma è molto difficile".

 

Ritiro Verstappen: l'intervento di Domenicali

 

Ai vertici della Formula 1, la questione non è passata sottobanco. Anzi. Sarebbe stato infatti organizzato un incontro tra Verstappen e Stefano Domenicali, il CEO della Formula 1. A rendere ancor più interessante la questione è che l'incontro non avverrà come un meeting formale, bensì come cena privata. Un modo che lascia intendere la volontà di instaurare un dialogo più diretto con il campione olandese, lontano da quelle rigidità istituzionali, storicamente, mai care a Verstappen.

 

Ma la domanda sorge spontanea: l'intervento di Domenicali basterà per restare tra i protagonisti della Formula 1? Tanto, se non tutto, sarà legato a quanto i vertici saranno disposto ad ascoltare le richieste di uno dei suoi uomini simbolo per eccellenza. Anche perché, al di là delle dichiarazioni, una cosa è chiara: perdere Verstappen non significherebbe perdere "solo" un campione. Sarebbe un colpo diretto alla credibilità di tutto il Circus.

 

Verstappen minaccia l'addio: ecco cosa dice il suo contratto

 

Va poi tenuto in considerazione l'aspetto contrattuale (e di conseguenza economico) di Verstappen. L'olandese ha infatti un contratto che lo lega alla Red Bull fino al 2028 e nel caso di un addio anticipato, tipo al termine di questa stagione, dovrebbe rinunciare a un salario annuale da 65 milioni di dollari, nel quale conto sono esclusi i bonus. Staremo a vedere se davvero si concretizzerà o no questa eventualità, di certo la FIA proverà a migliorare lo spettacolo e la sicurezza per rendere questa F1, a detta di alcuni, meno artificiale e più reale.

 

E intanto Max assicura, ci sono anche altri progetti nella sua vita: "Ho comunque altri progetti che mi appassionano molto, come le corse GT3. Non si tratta solo di correre, ma anche di far parte del team ed è divertente per me costruire tutto questo e intendo svilupparlo ulteriormente nei prossimi anni. Le cose stanno così. Non c’è bisogno che siate dispiaciuti per me, starò bene”.